SEO: le tecnologie emergenti che devi conoscere

Come sta evolvendo la SEO? Quali sono le tecnologie emergenti che dovresti conoscere? 

La SEO è un settore dinamico poiché il comportamento degli utenti, le ricerche e gli algoritmi di ricerca sono in continua evoluzione. Ciò che ha funzionato alcune settimane fa potrebbe non funzionare di nuovo in questo momento quindi per stare al passo con la domanda e portare il tuo business al successo, è fondamentale conoscere quali sono le ultime tendenze. 

 

In questo articolo, condivideremo con te sette tecnologie emergenti della SEO e ti indicheremo come applicarle nella tua attività per ottenere risultati ottimali.

1. Elaborazione del linguaggio naturale (PNL)

A dicembre 2019, Google ha lanciato ufficialmente l’aggiornamento dell’algoritmo Bidirectional Encoder Representations from Transformers (BERT) in tutto il mondo. Questo aggiornamento ha portato in primo piano la PNL e, da allora, è una tecnologia a cui prestare attenzione nella SEO. Con la PNL, Google può capire cosa significa una parola in una frase semplicemente osservandone il contesto. Ciò significa che Google non fa più affidamento su parole o frasi specifiche che gli utenti stanno cercando, ma cerca di capire quale sia l’intento che si nasconde dietro ogni ricerca. Dunque, con BERT l’algoritmo comprende il contesto dietro ogni ricerca e fornisce all’utente le giuste informazioni. Di conseguenza per comparire nei primi risultati della SERP dovresti concentrarti sulla creazione di contenuti di alta qualità che rispondano in modo accurato alle query di ricerca degli utenti. 

2. Natural Language Generation (NLG) per contenuti in forma abbreviata

Con NLG, è possibile produrre frasi significative proprio come nel linguaggio naturale ma con l’ausilio della tecnologia. Se sei un content creator, questo ti aiuterà a concentrarti solo sulla rifinitura del contenuto e renderlo più leggibile. Tuttavia, nonostante ci siano molti casi d’uso per NLG, al momento è meglio utilizzarlo per scrivere contenuti in forma abbreviata come titoli, descrizioni di prodotti, promemoria di riunioni e così via.

3. TF-IDF

TF-IDF è l’acronimo di “Term Frequency Times Inverse Document Frequency“. TF-IDF misura l’importanza di parole chiave confrontandola con la frequenza di quella parola chiave in un ampio insieme di documenti. Sebbene non sia ancora chiaro se Google lo utilizzi nel suo algoritmo, è una buona pratica includerlo nella tua strategia SEO. Prima di applicare TF-IDF, è necessario però creare un contenuto mirato a una determinata parola chiave. Una volta fatto, collega il contenuto a uno strumento TF-IDF. Alcune opzioni consigliate sono strumenti di testo, SEO PowerSuite, Ryte e Surfer SEO. Grazie alla tecnologia e alcune informazioni sulla tua parola chiave, gli strumenti TF-IDF di solito suggeriscono alcune frasi che puoi aggiungere o rimuovere dalle tue pagine. In questo modo renderai il tuo articolo più attinente all’argomento e la tua pagina si posizionerà meglio nelle SERP.

4. GPT-3 per la creazione automatica di contenuti

L’API GPT-3 è stata impostata con un ampio pool di dati che includono: Common Crawl, Wikipedia, libri storici pertinenti e così via. Dunque quando fornisci all’API GPT-3 una richiesta di scrittura, questa cerca di prevedere esattamente cosa verrà dopo in base alle informazioni lette su Internet. Il GPT-3 può esserti utile anche nella stesura di e-mail poiché ti basterà fornire alcuni punti chiave che delineano tutto ciò che vuoi coprire nell’email e lui lo scriverà automaticamente per te. 

5. Test SEO A/B

La maggior parte degli specialisti SEO si concentra maggiormente sui test A/B degli utenti e meno sui test A/B SEO. Qual è la differenza? Mentre il test degli utenti comporta l’assegnazione casuale degli utenti del tuo sito web a diverse versioni delle tue pagine in base alle prestazioni migliori, nel test SEO A/B, gli utenti sono Googlebot e non utenti finali e in genere viene mostrata la stessa versione della pagina. Per implementare il test A/B SEO puoi includere: tag del titolo, metadescription, h1, pagine AMP, testi di ancoraggio interni, markup dello schema, un nuovo contenuto, e così via. Condurre test A/B SEO come questi ti aiuterà a sapere esattamente cosa funziona bene per la tua attività e cosa no. In questo modo, puoi prendere decisioni più accurate quando ottimizzi le tue pagine per la SEO. Ad esempio, se il tuo traffico è diminuito verso una determinata pagina dopo aver apportato modifiche ad essa durante il test SEO A/B, significa che il test non ha funzionato. In genere dovresti aspettarti di iniziare a vedere i risultati del tuo test SEO A/B non appena Google esegue la scansione della tua pagina. Alcuni strumenti di test A/B SEO che puoi utilizzare a questo scopo includono: Google Tag Manager, Rankscience, Optimizely, ecc. 

6. Ottimizzazione automatizzata dei contenuti sulla pagina

Quando crei un contenuto di lunga durata, controlla le pagine in cima alle SERP, analizza la classifica dei contenuti, scopri i titoli e i sottotitoli specifici che le pagine coprono, identifica gli elementi mancanti nelle pagine e cerca di ottimizzare il tuo contenuto. 

7. Contenuto non testuale

Esempi di contenuto non testuale sono: immagini, info grafiche, grafici, video, clip audio, animazioni, presentazioni, file scaricabili come PDF. Grazie a questi strumenti, puoi rendere le tue landing page più accattivanti e migliorare l’esperienza di navigazione dei tuoi utenti. Quindi, i tuoi lettori trascorreranno più tempo sul tuo sito web e il tuo bounce rate alla fine diminuirà drasticamente.

Hai ancora dei dubbi? Se sì, CONTATTACI SUBITO! Ti aiuteremo a creare la strategia più adatta per far crescere il tuo business e massimizzare i tuoi risultati!

 

Bounce rate: come ridurlo?

Come calcolare e ridurre la frequenza di rimbalzo

Quando un utente naviga su Google o su un altro sito Web oppure visita una pagina del tuo sito e decide di abbandonarla dopo pochi secondi, la frequenza di rimbalzo aumenta. Il bounce rate risulta elevato se la tua pagina presenta troppi annunci pubblicitari, se ha molto testo e poche immagini o non presenta una chiara call to action. Sebbene non sia un segnale di ranking per Google, abbassare la frequenza di rimbalzo può avere molti effetti positivi per il tuo business. Il primo obiettivo da tenere sempre presente è soddisfare la query degli utenti. Se la tua landing page non soddisfa la query, molto probabilmente l’utente abbandonerà la tua pagina poiché non viene soddisfatto il suo intento di ricerca. Allo stesso modo, se la pagina contiene tutte le informazioni che l’utente stava cercando ma non gli viene dato un altro motivo per continuare a navigare il sito, potrebbe comunque decidere di abbandonarlo. Di conseguenza, verrà registrato un alto bounce rate poiché l’utente non naviga altre pagine del sito.

Di seguito riportiamo 7 consigli per ridurre il bounce rate e migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti sul tuo sito web.

1. Aumenta la velocità della tua pagina

Migliorare la velocità della tua pagina è sicuramente un’ottima strategia per garantire una frequenza di rimbalzo ridotta. Se rendi il tuo sito più veloce infatti, ti renderai conto di come la frequenza di rimbalzo diminuirà poiché gli utenti potranno accedere ai tuoi contenuti velocemente, senza attendere troppo tempo prima che venga caricato. Inoltre, la velocità è un fattore di ranking di Google.

2. Migliora la soddisfazione dei tuoi utenti

Un altro modo per ridurre il bounce rate è aumentare la soddisfazione del tuo pubblico. Ad esempio, poniamo che qualcuno cerchi “viaggio all’estero” e noi volessimo classificarci per “viaggio all’estero”, ma non sappiamo veramente quale sia l’intento della persona che ha effettuato la ricerca. Vuole andare all’estero per studiare? Vuole fare una vacanza all’estero? Sta cercando immagini di viaggi all’estero? Sta cercando dei consigli sulle mete migliori per fare un viaggio all’estero? Potrebbe essere una qualsiasi di queste cose. Più in generale possiamo soddisfare quell’intento sulla pagina o collegarci ad altre risorse. La chiave è partire da un’analisi competitiva approfondita, osservare tutti i risultati del ranking e cercare di capire cosa funziona per soddisfare le richieste di quegli utenti. 

3. Inserisci dei link al contenuto correlato

È possibile che tu non riesca a coinvolgere i tuoi utenti in una determinata pagina, ma potresti riuscirci inserendo dei link correlati ad altri articoli presenti nel tuo sito. Se faranno clic ed esploreranno l’altra pagina, avrai abbassato la frequenza di rimbalzo. Quindi individua gli articoli che potrebbero essere correlati sul tuo sito e rendi il collegamento ben visibile.

4. Scrivi call-to-action efficaci

Il miglior modo per migliorare i tuoi CTA è includere la parola chiave del ranking nel CTA stesso. Per individuare per cosa si stanno effettivamente classificando le tue pagine e capire quali sono le migliori parole chiave da inserire nel CTA, potresti utilizzare alcuni tool come Google Search Console. Ad esempio, se la tua pagina riguarda i rapporti di credito o il punteggio di un rapporto di credito, potresti avere una CTA che dice “Aggiungi al carrello” oppure “Ottieni il mio rapporto di credito”. La seconda opzione risulta molto più accattivante di dire “Aggiungi al carrello” perché l’utente ha digitato “rapporto di credito” su Google. Quindi, includere le tue parole chiave nelle call to action è un modo semplice per migliorare l’engagement e ridurre la frequenza di rimbalzo. 

5. Utilizza la scrittura a piramide invertita

Per creare contenuti più coinvolgenti, attirare le persone sul tuo sito e offrire contenuti chiari ed efficaci che convertono puoi adottare lo stile di scrittura a piramide rovesciata. Questo stile, preso in prestito dal giornalismo, prevede l’inserimento di informazioni rilevanti nei paragrafi iniziali e nell’intestazione per poi procedere con una descrizione più dettagliata e minuziosa del contenuto nei paragrafi successivi. In questo modo incuriosirai i tuoi utenti, li spingerai a leggere il tuo contenuto e ad interagire con esso. 

6. Semplifica la ricerca nel sito

Rendi la ricerca sul sito semplice. Se puoi fornire una soluzione di ricerca più semplice di Google, ciò offre all’utente un motivo per restare sul tuo sito e non tornare di nuovo su Google, che conta come un rimbalzo. Il perfetto equilibrio è rappresentato dall’alternarsi di video, testi e immagini, generalmente le pagine composte in questo modo funzionano meglio e convertono di più. 

7. Evita i clic di rabbia e i clic morti

I “clic di rabbia” si verificano quando le persone cliccano su qualcosa che pensano dovrebbe essere un pulsante o un collegamento e non funziona. Lo stesso avviene con i “clic morti”. Gli utenti cliccano su un determinato elemento, un’immagine o un testo di colore speciale che pensano dovrebbe essere un collegamento o un invito all’azione e non funziona. In genere, puoi intercettare questi elementi con il software di tracciamento del calore. Qualsiasi tipo di software di tracciamento del calore o di mappatura del calore può generalmente mostrarti quali sono i “clic di rabbia” e “clic morti”. Se riesci a risolvere questi problemi, la frequenza di rimbalzo si ridurrà poiché le persone potranno fare clic su elementi effettivamente cliccabili.

Hai ancora dei dubbi? CONTATTACI SUBITO! Ti aiuteremo ad elaborare una strategia di successo e a centrare i tuoi obiettivi! 

 

Come il digitale ha cambiato la Food Industry

Qual è l’impatto del digital marketing nel settore food?

La Food Industry è stata completamente rivoluzionata dall’avvento del digitale, dal data-driven marketing e dal ruolo dirompente dei social. È sufficiente aprire social network come ad esempio Instagram o portali come TripAdvisor, per rendersi conto di quanto queste piattaforme ci influenzino nella scelta di un ristorante o di un piatto da gustare. Inoltre, si stanno facendo sempre più spazio le prenotazioni online e via app e i servizi di delivery, complice anche l’attuale situazione pandemica che stiamo vivendo che ha accelerato il processo di digitalizzazione delle imprese. È quindi possibile affermare che il settore food non può più prescindere da una Digital Strategy ben strutturata per potersi distinguere dai competitor, far emergere il proprio prodotto o il proprio servizio, costruire un’identità forte e riconoscibile e raggiungere i propri obiettivi di data-driven marketing.

Che cosa si intende per food marketing?

Con l’espressione food marketing si fa riferimento all’insieme delle strategie finalizzate all’ottimizzazione del posizionamento del nuovo prodotto o servizio nel mercato di riferimento, costruire delle relazioni solide con i clienti e aumentare la brand awareness. Il digital marketing quindi, deve intendersi come un supporto alla tua attività, grazie alla quale puoi comunicare il tuo prodotto o il tuo servizio e raggiungere una serie di obiettivi, come ad esempio:

– fidelizzare i tuoi clienti

– raggiungere e acquisire prospect

– creare o rafforzare la tua brand reputation                                              

Quali sono i trend principali del digital marketing nel settore food?

Sono principalmente 5 i trend che si stanno affermando in questo settore:

  1. Sostenibilità e salute

Da diversi anni il sentiment delle persone nei confronti del cibo è cambiato e di conseguenza anche le strategie dei brand sul fronte della produzione si sono evolute. In particolare, ci sono due macro-argomenti in ascesa: la sostenibilità ambientale e la salute. Sta emergendo la tendenza a prediligere cibi e bevande sane che abbiano un impatto positivo sulla qualità della vita dei singoli e sull’ambiente. Particolare attenzione è riservata anche al packaging, sono in costante aumento le aziende che si impegnano nel sostituire la plastica con materiali biosostenibili.

  1. SEO

Scegliere di non investire in adv e in una buona strategia SEO equivale ad essere invisibili sui motori di ricerca. Secondo Finances Online il 56% del traffico sui siti del comparto Food deriva da ricerche organiche. Per questa ragione, curare l’aspetto SEO risulta essere una delle migliori strategie di marketing dal momento che ti consente di conoscere le parole chiave più ricercate dai tuoi potenziali clienti, di ottimizzare il tuo sito web e comprendere meglio le esigenze del tuo target. 

  1. Centralizzazione dei social network

Stabilire una presenza forte sui Social Network è fondamentale per chi opera nel settore food & beverage. Il social che registra la crescita più imponente è senza dubbio Instagram, poiché basando tutto sulle immagini e sui video risulta nettamente più efficace nell’ambito della Food Industry, grazie soprattutto alla possibilità di fare storytelling. Secondo uno studio dell’Harvard Business Review, il 70% degli utenti preferisce i contenuti “autentici” e “informativi” alla tradizionale pubblicità proveniente direttamente dai brand. Di fondamentale importanza sono anche le recensioni che, soprattutto in ambito food e turismo, risultano essere un potente strumento di marketing.

  1. Targetizzazione e personalizzazione

A chi ci rivolgiamo? Qual è il nostro target? Dove vive, qual è il suo comportamento, quali sono le sue preferenze e i suoi desideri? Riuscire a rispondere a tutte queste domande è possibile grazie al data-driven marketing. Una corretta analisi dei dati, infatti, porta a conoscere meglio il proprio pubblico, quello potenziale e quello reale, e predirne e influenzarne i possibili comportamenti. Ecco perché è essenziale dotarsi dei più avanzati sistemi di analisi e interpretazioni di questi “Big Data”. Solo così ci si può fare un’idea più concreta del pubblico a cui la propria azienda può rivolgersi. Inoltre, grazie all’analisi del cosiddetto “sentiment” è possibile capire ciò che si dice di un brand, di un argomento o di un prodotto, interpretare questi dati nella maniera più coerente e, di conseguenza, prendere decisioni. 

  1. Augmented reality

L’ultimo trend è sicuramente quello della realtà aumentata. Negli ultimi anni si è passati da processi e macchinari “meccanici” all’implementazione di sistemi di AI, Internet of Things, Machine Communication e Machine Learning. Tutto ciò si traduce in riduzione dei costi, aumento di efficienza e miglioramento della qualità

In considerazione di ciò che è stato detto fino ad ora, si può affermare che grazie ad una solida strategia di marketing mix e ad una presenza omnicanale, soprattutto nella fase iniziale di awareness e consolidamento di un’attività, è possibile raggiungere un pubblico più ampio, aumentare le vendite e massimizzare i propri risultati. 

Se hai ancora dei dubbi, CONTATTACI! Analizzeremo il tuo business e ti guideremo nello sviluppo di una STRATEGIA DI DIGITAL MARKETING per raggiungere i tuoi obiettivi!

SMS marketing, perché utilizzarlo

Che cos’è l’SMS marketing e perché è importante per la tua strategia di marketing?

L’SMS marketing è una tipologia di marketing diretto che utilizza gli SMS per inviare brevi messaggi di tipo testuale da un dispositivo mobile a un altro per veicolare messaggi commerciali, promozionali o informativi. Si rivela un servizio molto utile e applicabile a qualsiasi tipologia di business: aziende, pmi, attività ed enti no-profit.

I vantaggi dell’SMS Marketing

I vantaggi che possono derivare dall’utilizzo dell’sms marketing sono numerosi poiché si tratta di un canale diretto che può essere integrato con gli altri canali e con i dati che provengono da essi, consentendoti così di raccogliere più informazioni sui tuoi clienti e aumentare il coinvolgimento degli stessi. Inoltre, con gli SMS è possibile tenere traccia dei dati di risposta, monitorare e tracciare i dati e l’andamento delle tue campagne in modo semplice e veloce.

11 consigli per creare un’efficace strategia di SMS marketing

Come per ogni azione di marketing, per mettere in atto una strategia efficace, è necessario partire da un obiettivo. Con l’SMS marketing, si possono raggiungere 3 macro-obiettivi: vendere, quindi stimolare i clienti all’acquisto, fidelizzare e quindi instaurare un rapporto diretto e personalizzato con i clienti e acquisire nuovi clienti.

Di seguito, 11 consigli per poter raggiungere i tuoi obiettivi di marketing, essere incisivo e indurre il cliente a compiere l’azione che desideri:

1. Richiedi l’autorizzazione all’invio e fornisci istruzioni per annullare l’iscrizione

Per prima cosa, è importante ottenere il consenso da parte dei destinatari a ricevere i messaggi e fornire istruzioni chiare per poter negare il consenso, così da semplificare anche il processo per annullare l’iscrizione al servizio. Infatti, sebbene gli SMS abbiano un alto tasso di apertura e di conversione, per recapitare messaggi con fini promozionali e commerciali, è indispensabile avere il consenso del destinatario secondo la normativa GDPR. In altre parole, il cliente dovrà rilasciare volontariamente il proprio numero di telefono sottoscrivendo l’informativa sulla Privacy e prestando il proprio consenso per ricevere comunicazioni.

2. Invia testi precisi e pertinenti

Per incrementare l’efficacia dei messaggi, una volta ottenuto il consenso dei consumatori a ricevere sms promozionali, risulta altrettanto importante segmentare il database su base geografica, demografica e comportamentale. Un ulteriore fattore imprescindibile è la scelta delle parole e del corretto tone of voice per attirare l’attenzione del tuo target di riferimento. Infine, non devono mai mancare due elementi: il nome della tua azienda e un pulsante call to action.

3. Invia SMS al momento giusto

Gli SMS vengono aperti con una frequenza pari al 98%. Per questa ragione, è fondamentale che i messaggi abbiano una comunicazione mirata e strutturata con contenuti utili, esclusivi e di valore per il cliente.

4. Non fare spamming

Non inviare troppi messaggi, è consigliabile inviare SMS solo in determinate occasioni, come ad esempio: saldi, offerte speciali e promozioni personalizzate. Ad ogni modo, la frequenza di invio ottimale varia da settore a settore.

5. Gli shortcode non sono l’opzione migliore

Gli shortcode sono numeri a cinque o sei cifre e vengono utilizzati per inviare messaggi di testo di massa ai clienti. I numeri vengono utilizzati per comunicazioni unidirezionali, tra cui autenticazione a due fattori, marketing blast e avvisi. Tuttavia, gli shortcode non offrono quella tipologia di comunicazione bidirezionale preferita dai clienti. Per questo motivo, è molto meglio inviare un messaggio dal tuo numero aziendale esistente.

6. Le immagini possono indurre i tuoi clienti ad agire

Se intendi promuovere un prodotto o un servizio, puoi aggiungere una foto al tuo messaggio di testo. In questo modo, potrai esortare i tuoi clienti all’acquisto e renderai la tua campagna di marketing indimenticabile. Inoltre, le immagini potrebbero esserti particolarmente utili nel caso in cui volessi aggiungere testo extra senza occupare troppo spazio in termini di caratteri.

7. Invia drip campaign via SMS in modo automatico

Le drip campaign sono efficaci nel mantenere alto il coinvolgimento dei clienti. Utilizzando i tuoi elenchi di contatti, puoi inviare drip campaign via SMS in modo automatico per coinvolgere i tuoi utenti, aumentare il tasso di fidelizzazione e sfruttare la Marketing Automation per comunicare su larga scala. Ad esempio, se invii un coupon in una drip campaign, potresti inviare una comunicazione di sconto del 6% non appena un abbonato si iscrive, un coupon del 15% dopo due settimane e un coupon del 25% dopo tre mesi.

8. Utilizza parole chiave per aumentare le iscrizioni

L’iscrizione agli SMS funziona perché ti consente di coinvolgere nuovamente gli utenti anche dopo che hanno abbandonato il sito e, l’utilizzo di parole chiave risulta strategico in questo caso, poiché può farti ottenere maggiori iscrizioni. 

9. Usa le live chat per trasformare i lead in contatti

Dare ai tuoi clienti la possibilità di contattare la tua azienda per ottenere risposte in tempo reale può aumentare le conversioni. Per questo motivo, le live chat possono aiutarti a incrementare le conversioni e a fidelizzare gli utenti, puoi utilizzarle per trasformare i lead in contatti iscritti alle tue campagne SMS.

10. Invia promemoria e conferme

Gli SMS sono il modo più semplice e veloce per rimanere in contatto con fornitori di servizi e aziende e per comunicare appuntamenti, conferme di prenotazione o promemoria di fatturazione. Infatti, questo tipo di comunicazioni rischierebbe di perdersi facilmente se venissero inviate tramite email.

11. Raccogli feedback e dati

Gli SMS sono un ottimo canale per richiedere feedback in modo tempestivo e immediato, ciò ti consente di conoscere meglio il tuo pubblico e comprenderne le esigenze latenti.

In conclusione, uno dei motivi principali per cui molte imprese decidono di implementare l’SMS Marketing risiede nella semplicità, tempestività e immediatezza di questo canale. Non solo hanno un costo contenuto, ma l’invio di messaggi di testo rende semplice per i titolari di piccole imprese implementare una strategia di marketing.

Se vuoi approfondire segreti, strategie e conoscere tutte le best practice essenziali, contattaci! Ti aiuteremo a implementare la tua strategia di SMS marketing e a centrare i tuoi obiettivi!

Clicca sul banner per scoprire di più!

Google Hotel Insights, cos’è e perché utilizzarlo

Che cos’è Google Hotel Insights e come può migliorare la produttività del settore alberghiero?

Google Hotel Insights è uno strumento gratuito rilasciato da Google che consente di prevedere i trend di ricerca ed aumentare le prenotazioni future captando la domanda turistica potenziale. Gli albergatori, grazie a questo strumento, potranno quindi intercettare i potenziali clienti e incrementare la propria produttività. Quanti clienti possono fare domanda per un determinato albergo? Quali attrazioni è meglio mettere in risalto? Quali date scegliere per rilanciare il settore turistico? Ecco, Insights può aiutare a rispondere a tutti questi quesiti. Dunque il nuovo progetto virtuale offrirà informazioni e risorse utili per la ripresa del settore turistico, duramente colpito dalla pandemia da Covid-19 nell’ultimo anno.

Come funziona?

Google Insights fa parte di una piattaforma più grande chiamata Travel Insights, che contiene a sua volta 3 strumenti:

  • Destination Insights
  • Hotel Insights
  • Travel Analytics Center, riservato ai partner commerciali di viaggio

Google Hotel Insights, permette di conoscere a livello di “zona di interesse” quali sono i potenziali clienti utilizzando i trend di ricerca e i dati di ricerche online di Google sia nazionali che internazionali. Per poter accedere a questi dati, sarà sufficiente inserire il nome della tua struttura, già registrata su Google, e cliccare sul nome. Grazie a queste semplici azioni, sarà possibile ottenere una prima panoramica su una specifica regione. La prima overview che merita di essere osservata è quella sulla destinazione, poiché mostra il cambiamento che ha subito la ricerca di sistemazioni rispetto all’anno precedente. La panoramica riporta nel dettaglio la variazione dell’interesse di ricerca per la zona di riferimento, con specifica sui visitatori internazionali e nazionali. Tutti questi dati vengono estrapolati grazie alle ricerche online effettuate dagli utenti.

I suggerimenti di Google per massimizzare i risultati

Lo strumento ci mostra i mercati di provenienza principali divisi in due categorie: quelli per interesse di ricerca, quindi i clienti che cercano una determinata destinazione, e quelli per crescita, quindi i mercati nei quali sta crescendo l’interesse per la destinazione, che fa di loro nuovi potenziali clienti. Inoltre, Google mette a disposizione guide e consigli utili da mettere in pratica per promuovere la struttura, raggiungere più ospiti e migliorare la presenza digitale. Il primo suggerimento in assoluto è quello di creare una presenza online con Google My Business e, nel caso in cui si avesse già, di implementarla. Quante volte digitando il nome di una struttura, negozio o servizio il primo risultato che ci appare è una scheda di Google nella quale troviamo immediatamente tutte le informazioni che ci servono? Dal sito web, al numero di telefono, agli orari di apertura: una scheda di Google My Business correttamente compilata è il primo step per aumentare la visibilità online del nostro hotel. Successivamente, è possibile utilizzare i dati emersi sui mercati per targettizzare correttamente le nostre campagne di Google Ads e raggiungere nuovi mercati.

Quali dati monitorare?

Le esigenze e le priorità dei viaggiatori hanno subito profondi cambiamenti. Grazie alla piattaforma presentata da Google, sarà possibile prevedere la domanda turistica, consentendo alle strutture e agli operatori del turismo di ottenere delle informazioni sulle ricerche effettuate dai potenziali turisti, capire da quali paesi arrivano e come cambiano le loro ricerche nel tempo. In questo modo, il settore alberghiero potrà aver accesso ad un numero maggiore di dati che consentiranno loro di incrementare le prenotazioni future e migliorare la visibilità online del proprio business. A questo proposito, Destination Insights offre un supporto reale e concreto poiché consente di avere una panoramica sulla destinazione e monitorare i trend di viaggio. Attraverso un menù a discesa infatti, è possibile selezionare le informazioni di interesse, come la tipologia di viaggio o la categoria di domanda, e il range di tempo di analisi. Lo strumento produrrà alcuni grafici che mettono in evidenza il trend di ricerca in rapporto all’anno precedente e delle tabelle che mettono in evidenza la richiesta per città, sia a livello di ricerca che di crescita di interesse.

Competenze digitali a disposizione degli operatori del turismo

Google ha inoltre pensato di dare la possibilità di accedere ad un programma di formazione per aiutare i professionisti del settore ad acquisire nuove competenze digitali, tra cui Google Digital Training, corsi online accessibili direttamente dai siti di Confindustria Alberghi, Federalberghi, e Federturismo Confindustria per gli associati. Questi strumenti permetteranno ai gestori delle strutture di acquisire nuove competenze digitali, diventate ormai un must per ogni business per fare un uso sempre più strategico dei dati. Infatti, l’analisi dei dati è imprescindibile per poter sviluppare strategie mirate e performanti che non disperdano lavoro, investimenti, produttività e il valore del business. Oltre che per l’albergatore, questo strumento è particolarmente interessante per le destinazioni turistiche che vogliono comprendere meglio i dati per definire politiche e strategie di destination management. Questi dati possono essere utili a rafforzare il posizionamento grazie ai molti consigli e suggerimenti che lo strumento stesso riesce a dare, tuttavia non saranno sufficienti per progettare ed elaborare una strategia di marketing che porti alla conversione. Questi dati dovranno poi essere elaborati e integrati con quelli di Google Analytics, con quelli ottenuti da un’accurata analisi SEO e soprattutto con quelli delle prenotazioni effettive, degli arrivi e dei mercati già raggiunti.

E tu, hai già iniziato ad analizzare i dati della tua struttura? Se hai ancora dei dubbi, CONTATTACI! Ti aiuteremo ad elaborare la STRATEGIA DI DIGITAL MARKETING TURISTICO più adatta alle tue esigenze!


Raccontaci la tua idea, la trasformeremo in progetto.

Raccontaci la tua idea,
la trasformeremo in progetto.

Compila il form o chiamaci allo +39 02 89745373