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SEO e PPC: come sviluppare una strategia multicanale

Spesso si tende a considerare le attività svolte lato SEO contrapposte alle attività di paid advertising. In realtà, sia SEO che PPC sono utilizzati per un obiettivo comune: convertire gli utenti che visitano un sito web in clienti. Infatti la loro sinergia può portare enormi vantaggi in termini economici e di conversione. Ma come implementare una corretta strategia SEO e PPC?

Quali keyword scegliere

Le parole chiave PPC sono suddivise in quattro categorie:

  • Corrispondenza a frase: l’annuncio viene mostrato se ci sono parole diverse prima o dopo la parola chiave che stai prendendo in considerazione. Questo significa che il significato della parola chiave ricercato dagli utenti può essere implicito e le ricerche degli utenti possono essere anche più generiche.
  • Corrispondenza negativa: questa corrispondenza consente di evitare di comparire per una o più parole che non desideri scegliere come target durante la pubblicazione del tuo annuncio.
  • Corrispondenza generica: se non viene definita una corrispondenza specifica, la corrispondenza generica è la tipologia che viene assegnata a tutte le parole chiave acquistate. Con questa corrispondenza Google mostrerà il tuo annuncio anche per ricerche che includono errori di ortografia, sinonimi, ricerche correlate o varianti pertinenti.
  • Corrispondenza esatta: in questo caso gli annunci vengono pubblicati per ricerche corrispondenti al termine esatto o alle sue varianti simili (una parola/frase esatta che desideri scegliere come target).

Quali metriche monitorare

  • Volume di ricerca: quante volte una parola è stata cercata su base mensile.
  • Competizione: ciò per cui si classificano gli altri nella tua nicchia.
  • Costo per clic: quanto costa quando qualcuno fa clic sul tuo collegamento.
  • ROI: qual è il ritorno medio sull’investimento sia per PPC che per SEO.
  • Impressioni organiche: quante volte un sito viene visualizzato in una pagina dei risultati di un motore di ricerca.
  • Clic organici: quante persone hanno visto il tuo sito tramite la ricerca organica e hanno cliccato su di esso.
  • CTR organico: questo termine va di pari passo con quello sopra. La percentuale di clic organica riguarda la percentuale di persone che hanno cliccato sulla tua pagina quando l’hanno vista nei risultati di ricerca.
  • Posizione organica: quando determini la posizione organica di una determinata parola chiave, puoi vedere quali parole chiave vengono classificate nei primi 100 risultati di Google. Questo rapporto aiuta anche a raccogliere dati utili sulla classifica dei concorrenti.
  • CTR a pagamento: la percentuale di clic a pagamento è la stessa della percentuale di clic organica ma per gli annunci. È la percentuale di persone che hanno fatto clic sul tuo annuncio dopo averlo visualizzato.
  • Dati sulle conversioni: sono fondamentali per migliorare i tuoi contenuti e la tua messaggistica. Una conversione è un punto in cui un destinatario esegue una determinata azione. Potrebbe essere la compilazione di un modulo o la prenotazione di una chiamata. I dati di conversione vengono comunemente monitorati in Google Analytics.

SEO e PPC: come trovare le parole chiave

E ora la parte più importante di questo intero processo: trovare le parole chiave che possono funzionare sia per PPC che per SEO.

Mentre esegui la keyword research, assicurati di utilizzare il rapporto “Termini di ricerca” di Google Ads. Questa parte di Google Ads ti consente di visualizzare i termini di ricerca che hanno attivato i tuoi annunci, facilitando la ricerca di parole chiave “in tempo reale”, e vedere quali termini di ricerca sono di tendenza. Se lo stesso tipo di parole chiave si ripete, probabilmente vale la pena approfondire come puoi utilizzare queste parole chiave nella tua strategia di content marketing.

Durante questo processo, comprendi la fase del percorso del cliente di ciascuna parola chiave: quanto sono vicini all’acquisto gli utenti? Sono nella fase MoFu (al centro del funnel) o ToFu (parte superiore del funnel)?

Cerca di capire l’intento di ricerca per ciascuna parola chiave e crea una landing page su cui far atterrare gli utenti per aumentare in questo modo la quantità di conversioni e lead generati. Domandati quali parole chiave hanno query di ricerca più elevate e quali hanno una concorrenza maggiore. A seconda del budget pubblicitario e del ranking, puoi affinare le tue strategie SEO e PPC di conseguenza. Controlla le SERP per le parole chiave che si classificano sia organicamente che con pubblicità a pagamento con contenuti simili: è utile classificarsi per le keyword sia a pagamento che organicamente? Dovresti concentrare le tue risorse o creare contenuti che funzionino per entrambi? Dipende.

Dipende dalla tua strategia, dal pubblico di destinazione, dalla concorrenza per le keyword, dagli obiettivi aziendali generali.

Come implementare la tua strategia SEO e PPC

Ottimizza gli sforzi SEO mirando a parole chiave con tassi di conversione più elevati. Le parole chiave che hanno un volume di ricerca elevato e tassi di conversione più alti hanno maggiori probabilità di generare risultati migliori in termini di fatturato.

Migliora gli sforzi PPC allineando gli annunci con l’intento di ricerca organico. Ad esempio, supponi di scoprire una parola chiave specifica con un tasso di conversione elevato per la tua campagna PPC. Con questi dati, puoi facilmente incorporare quella parola chiave nella tua strategia di content marketing per rafforzare i tuoi sforzi SEO.

Aumentando il traffico verso il tuo sito tramite PPC, puoi analizzare ulteriormente la tua strategia SEO e capire quali tipi di contenuto sono più interessanti per il tuo pubblico, quali pagine non funzionano e quali invece stanno ottenendo il maggior numero di conversioni. Il monitoraggio degli eventi ci consente di vedere l’impatto degli sforzi SEO e PPC. Di conseguenza, potremmo determinare gli URL migliori per ciascuna campagna PPC e comprendere in quale momento gli utenti abbandonano la pagina.

Seguendo i passaggi precedenti, puoi iniziare a unire le tue strategie SEO e PPC al fine di generare più lead e vendite.

In conclusione:

  • Trova parole chiave ad alta conversione da PPC e incorporale nella tua strategia SEO
  • Crea contenuti che convertono sia tramite canali organici che a pagamento
  • Implementa e monitora la tua strategia

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Usabilità del sito web: cos’è e perché è importante

Il concetto di usabilità fa riferimento al grado di facilità di utilizzo delle interfacce utente e costituisce un aspetto fondamentale per determinare la sopravvivenza e il successo di un sito web. Infatti, se gli utenti incontrano delle difficoltà nel reperire le informazioni di cui necessitano, se si perdono tra le pagine o se i contenuti non rispondono alle loro query di ricerca abbandoneranno il tuo sito senza navigarlo.

Quali sono gli elementi che definiscono la facilità di utilizzo di un sito web

Per garantire una buona esperienza di navigazione agli utenti ci sono diversi fattori che devono essere tenuti in considerazione:

  • Intuitività del design, ovvero realizzare un’architettura di navigazione semplice e immediata che consenta agli utenti di navigare quasi senza sforzo.
  • Efficienza d’uso, ovvero la velocità con cui un utente può eseguire delle azioni dopo averne appreso il funzionamento e aver familiarizzato con l’interfaccia.  
  • Facilità di apprendimento che determina quanto è semplice per gli utenti portare a termine delle attività sin dal primo approccio con un sito web o un app.

Nell’Europa Web Guide, la Commissione Europea ha ulteriormente definito i principi essenziali per garantire una buona usabilità di un sito web:

  1. La reperibilità delle informazioni
  2. L’accessibilità e l’usabilità dei servizi
  3. La coerenza del sito
  4. La logica che regola la struttura di un sito
  5. La presenza di funzioni di ricerca

Come valutare l’usabilità

L’unico modo per capire se l’esperienza utente è di alta qualità è testarla in ogni fase del processo.

Le opportunità di testing includono strumenti e attività come:

  • Mappe di calore per visualizzare graficamente le azioni compiute dagli utenti all’interno di una pagina
  • Focus group, sondaggi o interviste per capire quali sono le aspettative degli utenti
  • Test wireframe per valutare la navigazione
  • First-clic testing
  • Sondaggi sulla soddisfazione

Usabilità e SEO

L’usabilità è strettamente correlata alla SEO, infatti, godere di una buona usabilità aiuta a migliorare il tasso di conversione del sito web e di conseguenza migliorarne la visibilità in SERP.

A questo proposito, è importante predisporre una chiara architettura dell’informazione impostando una pagina principale designata per ogni elemento di interesse; aggiornare frequentemente i contenuti; evitare il keyword stuffing e altre pratiche di black hat SEO e offrire URL stabili in modo tale che altri siti riescano a collegarsi a ciascun contenuto chiave.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’ottimizzazione tecnica del sito per assicurare l’usabilità e l’accessibilità da parte di Googlebot e degli altri crawler.

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Blocco dei cookie posticipato al 2024

Il progetto Google Privacy Sandbox, che venne annunciato nel 2019 e che prevedeva l’eliminazione dei cookie di terze parti entro il 2022, è stato posticipato al 2024.

Il blocco dei cookie prevedeva l’implementazione di nuove tecnologie, tra queste il passaggio ai FLoC (Federated Learning of Cohorts). Questo sistema però mostrava diverse criticità e per questo motivo venne proposto un nuovo meccanismo basato sui Topic, ovvero sugli argomenti di interesse degli utenti.

Tuttavia Firefox e Safari, due dei browser più utilizzati, non accettano già da tempo i cookie di terze parti e gli utenti spesso rifiutano l’utilizzo dei cookie con evidenti conseguenze sulla possibilità di targettizzare e segmentare il pubblico per interessi.

Alternative possibili dopo l’eliminazione dei cookie di terze parti

Ad agosto, Google ha esteso il nuovo set di API che consentono di bilanciare il rispetto della privacy con le esigenze dell’advertising online che rappresenta il core business di Google e altre grandi aziende della Silicon Valley. Se si utilizza una versione beta di Chrome è già possibile abilitarne alcune, come le Topics AI che raccolgono interessi generali per indirizzare pubblicità più vicine ai propri interessi ma senza ledere la privacy degli utenti. L’obiettivo è quello di poter rinunciare ai cookie di terze parti, pur continuando a garantire agli inserzionisti gli stessi risultati competitivi delle pubblicità su Google garantendo però un maggior livello di privacy.

Per chi si occupa di advertising, il rinvio del blocco dei cookie su Chrome è una notizia positiva che consentirà di avere più tempo per poter sviluppare delle strategie alternative per la targetizzazione e prepararsi alla transizione affiancando il targeting contestuale a quello basato sui cookie. In questo modo sarà possibile fare A/B test tra linee di campagne cookie e contextual.

Il targeting contestuale

Il targeting contestuale esiste già da un paio di decenni ma ha acquisito maggior rilevanza negli ultimi tempi per il digital advertising in un contesto post-cookie. Come funziona? Il targeting contestuale collega un annuncio a una pagina di sito web in base al contenuto di questa pagina. La logica che sta dietro a questo approccio è che si punta a raggiungere un’audience che è potenzialmente interessata alla tua offerta poiché sta leggendo o guardando un contenuto che è collegato a quello che offri tu. Grazie ai progressi compiuti nell’intelligenza artificiale è possibile avere una conoscenza più approfondita del contesto e del sentiment di tutte le pagine. Oltre all’analisi del testo, l’IA riesce ad analizzare immagini, audio, video e comprenderne anche il significato. L’aspetto positivo è che l’annuncio appare meno intrusivo poiché è collegato al contenuto di cui si sta usufruendo in quel momento. Dunque questo strumento potrebbe rivelarsi una risorsa fondamentale per mettersi in contatto con gli utenti attraverso nuove modalità anche in un contesto cookieless.

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Come promuovere il tuo brand con una strategia di TikTok Marketing

La notorietà di TikTok sta crescendo in maniera esponenziale grazie alla sua capacità di coinvolgere gli utenti in maniera semplice e divertente. Questa piattaforma si rivela uno strumento interessante non solo per i creator ma anche per le aziende. Infatti, TikTok può essere utilizzato per promuovere la propria attività, incrementare follower, visibilità, traffico e acquisti.

Cosa fare per implementare una strategia di TikTok Marketing?

1. Aprire un profilo aziendale

Ottimizza il tuo account affinché ogni singola parte rispecchi la tua attività, i valori del tuo brand e il tuo Tone Of Voice, in particolare fai attenzione ai seguenti elementi:

  • Il nome utente deve corrispondere a quello utilizzato sugli altri profili social
  • La biografia deve essere rappresentativa della tua storia e deve essere utile a spiegare brevemente agli utenti di cosa ti occupi.
  • L’immagine del profilo deve essere riconoscibile del tuo marchio.
  • Inserisci il link e collegalo agli altri social dell’azienda per condurre gli utenti verso le altre piattaforme e aiutarli a trovare maggiori informazioni riguardo la tua attività.

2. Creare contenuti coinvolgenti

L’autenticità e l’immediatezza sono le chiavi del successo di TikTok ma per creare contenuti accattivanti, originali e interessanti con costanza è necessario formulare una strategia di content marketing ed elaborare un piano editoriale ad hoc.

3. Lanciare una hashtag challenge

Utilizza le challenge per coinvolgere i tuoi utenti e promuovere la tua attività. Inventa un hashtag e incoraggia i tuoi follower a creare contenuti e condividerli.

Tuttavia ci sono alcune regole che devi tenere a mente:

  • Il contenuto deve essere interattivo
  • Le sfide dovrebbero essere semplici da eseguire
  • Il video deve essere divertente e simpatico
  • Dovrebbe esserci un premio in palio.

4. Collaborare con altri TikToker

Per aumentare la visibilità del tuo profilo potresti collaborare con altre aziende o persone che hanno i tuoi stessi valori o appartengono alla tua nicchia.

In conclusione, TikTok è una piattaforma in costante crescita e rappresenta un ottimo canale per fare lead generation e aumentare la brand awareness. Se vuoi saperne di più o desideri implementare una strategia di marketing per trarre il massimo da questa piattaforma, CONTATTACI!

Canonical url: cos’è e come utilizzarlo per evitare contenuti duplicati

I contenuti duplicati sono contenuti che risultano essere identici, o simili, ad un’altra pagina che risiede nello stesso sito o in un sito esterno.

Quando il motore di ricerca scansiona il sito per indicizzarlo stabilisce quale delle due pagine è più esaustiva attribuendo ad essa il cosiddetto “Canonicarl URL“. Questo ha un effetto immediato sul posizionamento poiché il crawler esaminerà la pagina a cui è stata attribuita la carica di URL canonico e non si soffermerà ad analizzare il contenuto che riconosce come duplicato.

Canonical URL: cos’è e perché dovresti usarlo

Il canonical URL è un elemento HTML che indica al motore di ricerca qual è il contenuto principale che si intende indicizzare per distinguerlo da altri contenuti simili.

Se non si indica il canonical, Google potrebbe scegliere l’URL sbagliato e dunque penalizzare il contenuto che ritieni maggiormente strategico per i tuoi obiettivi di marketing. Inoltre, utilizzare questo attributo nella maniera corretta ti aiuterà a migliorare le performance del tuo sito web.

Canonical e Redirect 301: le differenze

Ciò che distingue il rel canonical dal redirect 301 sono gli obiettivi e i risultati che l’utente visualizza.

Quando si reindirizza dall’URL 1 all’URL 2 l’utente viene diretto verso il secondo URL e di conseguenza non vedrà il contenuto dell’URL 1.

Invece quando si applica un rel canonical all’URL 1 che punta verso l’URL 2, l’utente continuerà a visualizzare entrambe le pagine e potrà usufruire di tutti i contenuti presenti all’interno delle stesse ma Google vedrà solo quella che riconosce come canonical.

Vantaggi SEO derivanti dall’utilizzo del rel canonical

Il rel canonical svolge un ruolo fondamentale per la SEO perché:

  • aiuta a gestire e organizzare i contenuti del sito web o dell’e-commerce
  • agevola il crawler a orientarsi e ne aumenta l’efficienza ottimizzando il crawl budget
  • evita la cannibalizzazione delle URL

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Come aumentare le vendite del tuo ecommerce con Google Merchant Center

Google Merchant Center: cos’è

Google Merchant Center è il servizio gratuito di Google che consente di esplicitare quali sono i prodotti disponibili nell’e-commerce e nel negozio fisico e può essere integrato dinamicamente con la mappa di Google. Perché questa funzionalità è utile? Perché se un utente fa una ricerca relativa a un prodotto che ha visto in un negozio fisico, potrà vedere quali sono i prodotti disponibili in quel punto vendita direttamente dalla mappa.

Inoltre, questa funzione può essere collegata a Google Ads. Di conseguenza, si possono attivare delle campagne drive to store o delle campagne shopping per spingere gli utenti ad acquistare online oppure guidarli all’acquisto presso lo store fisico. Un altro aspetto positivo riguarda la presenza del GPS, grazie al quale è possibile monitorare gli utenti che a seguito della ricerca si recano per la prima volta in negozio e riconoscere i clienti più fidelizzati.

Se possiedi un e-commerce, questa è un’ottima opportunità per monitorare il percorso che segue il tuo lead, distinguere gli utenti che concludono l’acquisto e individuare coloro che abbandonano il sito senza compiere alcuna azione.

Il ruolo della SEO nell’integrazione di Merchant Center e Business Profile

Che cosa comporta l’integrazione di Merchant Center e Business Profile dal punto di vista della SEO? I prodotti che vengono caricati sull’account Merchant Center, vengono riportati da Google nelle SERP come risultati organici, quindi immagini e shopping. Questo significa che i prodotti del tuo e-commerce possono comparire sulle mappe e sui motori di ricerca verticali di Google, incluso Google Lens.

Come distinguersi dalla concorrenza

La tua visibilità organica aumenterà, ma anche i tuoi competitor potrebbero implementare questa funzione. Cosa fare per distinguersi? Di seguito ti forniremo alcuni consigli.

  • Inserisci sempre la keyword nel meta title;
  • Accertati che ogni pagina del tuo e-commerce contenga l’H1;
  • Presta attenzione al peso, all’alt text e alle dimensioni delle immagini che devono essere sempre ottimizzate e mai superiori ai 100 KB;
  • Utilizza i dati strutturati per migliorare il modo in cui il tuo e-commerce compare sui motori di ricerca;
  • Aggiorna costantemente le pagine del tuo sito e le schede prodotto, fornisci caratteristiche precise, dettagliate e aggiornate;
  • Verifica la disponibilità dei prodotti e le quantità: le informazioni presenti nel tuo feed devono corrispondere a quelle presenti nelle landing page.

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Click Through Rate: cos’è e perché è importante

Cos’è il CTR

Il CTR, click through rate, è un indicatore che consente di misurare la percentuale di clic in relazione al numero di impression (visualizzazioni) che un qualunque annuncio pubblicitario genera.

Su Facebook, all’interno del business manager, esistono diverse tipologie di CTR:

  • CTR (tutti i clic)
  • CTR (tasso di clic sul link)
  • CTR unico (tasso di clic sul link)
  • CTR (tasso di clic) in uscita
  • CTR per clic unici in uscita
  • CTR unico (tutti i clic)

Come calcolare i CTR nelle Facebook Ads

È possibile distinguere 3 tipologie principali di CTR:

  1. CTR all: indica il rapporto percentuale tra il numero di impression di un’inserzione e il numero di clic che sono stati registrati su di essa. Questa metrica consente di analizzare il tasso di interazione generato da un’inserzione.

Formula: click all/impressions x100.

  • CTR link: misura la relazione tra il numero di impression di un’inserzione e il numero di clic sul link dell’inserzione che conduce l’utente verso la destinazione impostata (es. chat, modulo, esperienza interattiva o landing page specifica).

Questa metrica è molto utile per capire qual è la percentuale di utenti che cliccano sulle call to action dell’inserzione. Più il CTR è alto e maggiore è il numero di utente che riusciremo a portare a destinazione a parità di spesa.

Formula: link clicks/impressions x100

  • Outbound CTR: stima il rapporto percentuale tra il numero di impressions di un’inserzione e il numero di outbound clicks.

Questa metrica consente di capire quante persone visitano il nostro e-commerce.

Formula: outbound clicks/impressions x100

Perché il CTR è una metrica così importante

Il CTR ci consente di capire quanto il messaggio sia interessante per il nostro target di riferimento. Inoltre, il CTR è strettamente correlato ad una seconda metrica che è il costo per clic (CPC). Maggiore è il tasso di clic e più il CPC diminuirà (a parità di CPM).

Come migliorare il CTR

Di seguito ti forniremo alcune indicazioni per aiutarti a migliorare il tuo click through rate.

  1. Scrivi un copy efficace. Il copy deve essere semplice, diretto, chiaro. Presta molta attenzione soprattutto alle prime righe del tuo copy, sono le prime che i tuoi utenti vedranno senza espandere il testo.
  2. Utilizza recensioni e testimonianze: leggere recensioni positive sul tuo prodotto o servizio rassicurerà i tuoi potenziali clienti.
  3. Utilizza creatività con immagini e video: analizza le creatività che hanno performato meglio in passato, identifica quali sono gli elementi che hanno in comune (es. disposizione degli elementi, colore, elementi testuali) e parti da questi per impostarne di nuove.

Hai ancora dei dubbi? CONTATTACI per una consulenza!

First Party Cookies: cosa sono

I First Party Cookies o cookie di prima parte sono un piccolo insieme di dati che il browser crea e scambia con un server web dedicato. L’accesso a questi dati lo ha solamente il server in questione.
In questo modo il sito web è in grado di riconoscere e utilizzare automaticamente i dati di navigazione degli utenti ottenendo informazioni interessanti relative al loro comportamento e ai loro interessi.

I cookie di prima parte si distinguono in cookie di sessione, la cui vita dura il tempo di una sessione, e gli altri la cui durata può arrivare a diversi anni. È bene ricordare che un first party cookie viene creato e resta visibile solo da chi gestisce il sito web, questo è ciò che li distingue dai cookie di terze parti o third party cookies.

Quali sono i vantaggi per gli utenti?

Il principale vantaggio dei cookie di prima parte riguarda la capacità di rendere la navigazione degli utenti più piacevole e coinvolgente.

Infatti, con i cookie di prima parte:
I dati di login vengono salvati in automatico, rendendo il processo di login più veloce
Le maschere di ricerca mostrano i termini di ricerca che sono già stati cercati così da muoversi più velocemente all’interno del sito web.

Le impostazioni d’accesso vengono salvate, dunque non è necessario reimpostare la lingua desiderata da capo.

È bene ricordare che il first party cookie smette di funzionare non appena si lascia il sito in questione, solo alla visita successiva viene letto e ampliato.

Quali sono i vantaggi per i marketer?

I cookie di prima parte forniscono informazioni utili sul comportamento degli utenti e aiutano a migliorare la fruizione dei contenuti di un sito web. Infatti, attraverso i cookie si possono ottenere:

  • Dati comportamentali degli utenti
  • Informazioni statistiche anche riferite al singolo utente
  • Dati personali degli utenti o del singolo utente

Tuttavia, per installare questa categoria di cookie serve il consenso dell’utente che deve essere messo nella condizione di scegliere se acconsentire all’installazione dei cookie o meno.

Per ottenere il rilascio di cookie di profilazione di prima parte è necessario predisporre un banner nel quale gli utenti vengono informati del fatto che il sito rilascia questo genere di cookie. Il banner deve fornire un link che rimanda all’informativa cookie del sito e l’utente deve poter scegliere se abilitare o disabilitare il cookie.

Sfruttare i first party data può rivelarsi molto vantaggioso ma solo se fatto nella maniera corretta! CONTATTACI e ti aiuteremo a scegliere la soluzione più adatta al tuo brand.

5 eventi custom per migliorare le tue ads

Facebook mette a disposizione uno strumento che si chiama “Meta Pixel” che consente di tracciare e monitorare le attività degli utenti post-click sui siti di destinazione delle nostre pubblicità. Le informazioni che vengono raccolte grazie a questo codice possono essere utilizzate per un duplice scopo: elaborare alcuni kpi utili per la reportistica (visualizzazioni di landing page, aggiunte al carrello, lead, acquisti..) e inviare segnali all’algoritmo per l’ottimizzazione dei singoli annunci.

Eventi custom: a cosa servono

Gli eventi custom aiutano a fornire informazioni strategiche all’algoritmo e a creare Custom Conversion che possono essere utilizzate per creare dei pubblici personalizzati.

5 esempi di eventi custom per migliorare le tue Facebook Ads

  1. Percentuale di scorrimento sulla landing page

La percentuale di “Scroll” è indice dell’interesse di un utente verso i contenuti della nostra landing. Se un utente atterra sulla nostra pagina ma non scrolla o non raggiunge neanche la metà della landing, si può desumer che abbia cliccato un link per sbaglio oppure non è interessato.

Dunque, per intercettare sol gli utenti che hanno scrollato almeno il 60% della pagina e creare una custom audience, è possibile installare uno o più eventi custom che misurano varie percentuali di scroll.

  • Tempo di permanenza sulla landing page

Un altro parametro utile a determinare la qualità di un utente che atterra sulla landing page è il tempo di permanenza. Minore sarà il tempo che un utente trascorre sulla nostra pagina e minore sarà il suo interesse.

A questo scopo possiamo impostare diversi tempi di permanenza: 30, 45, 60 e 90 secondi e creare una custom audience per tutti gli utenti che trascorrono almeno 90 secondi come pubblico di remarketing o per creare una lookalike.

  • Clic su CTA specifica

Per capire l’intenzione di acquisto più o meno avanzata rispetto al nostro prodotto o servizio possiamo inoltre tracciare gli utenti che cliccano su una CTA. Anche in questo caso è possibile creare una custom conversion e custom audience.

  • Visibilità di un elemento specifico

Un altro evento che può essere impostato riguarda la visualizzazione su schermo (desktop, tablet, smartphone…) di un elemento specifico della pagina di destinazione.
Questo ci dà un’indicazione sul grado di interesse degli utenti verso un prodotto/servizio della nostra azienda.

  • Play di un video di YouTube

Se nella tua pagina di destinazione è presente un video di presentazione del prodotto o del servizio che offri, potrebbe essere utile tracciare tutti gli utenti che cliccano “play” o fanno partire il video.
In questo caso, possiamo tracciare l’avanzamento del video, ovvero per quanti secondi l’utente è rimasto a guardare il video.

Hai ancora dei dubbi? CONTATTACI!

Eliminazione dei cookie di terze parti: cosa fare

Cosa sono i cookies?

I cookies sono piccoli tracker, piccoli file di testo scaricati sul pc degli utenti mentre navigano online. Alcuni cookies sono necessari per il funzionamento del sito web e per motivi statistici, altri invece servono per monitorare le visite e le attività di un utente, registrare informazioni sulle abitudini e le scelte personali dell’utente al fine di tracciare il profilo dei consumatori.

Grazie alla raccolta di questi cookie è possibile rilevare i dati di navigazione degli utenti, acquisire informazioni comportamentali, profilarli e proporgli pubblicità mirate.

Come prepararsi a un mondo senza cookie

Dal 2023, Google ha annunciato l’eliminazione dei cookie di terze parti sul browser Chrome. Una soluzione che arriverà in ritardo rispetto ad altri browser, come Safari e Firefox, che hanno già implementato alcuni blocchi contro i cookie di tracciamento di terze parti. Questo significa che si dovranno trovare altri metodi per tracciare le azioni degli utenti nel rispetto della loro privacy. 

Il consenso degli utenti continuerà ad avere un ruolo centrale per il trattamento dei dati personali e diventerà il requisito fondamentale per garantirne la protezione. Infatti, essere privacy compliant non significa per forza rinunciare a profilare gli utenti.

Un’alternativa alla quale sta lavorando Google per consentire ai professionisti del marketing e alle agenzie pubblicitarie di continuare a tracciare i dati degli utenti tutelandone la privacy è la “Privacy Sandbox”. Questa piattaforma offre standard trasparenti e punta a sviluppare soluzioni collaborative. La Privacy Sandbox seguirà un processo di sviluppo articolato in diverse fasi, al termine del quale si passerà alla fase di eliminazione graduale dei cookie di terze parti.

Una delle tecnologie più incoraggianti è la Federated Learning of Cohorts (FloC) che consente di aggregare le persone in gruppi (coorti) con interessi simili, mantenendo privata sul browser la cronologia web di ogni utente.

Altre tecnologie sono in fase di sperimentazione al fine di raccogliere i dati di performance delle inserzioni, e consentire agli inserzionisti di creare proprie audience di pubblico. L’obiettivo infatti non è bloccare la pubblicità ma renderla più adatta per il rispetto della privacy.

Dati di prima parte: cosa sono e perché utilizzarli

Una delle alternative più preziose ai dati di terzi è rappresentata dai dati di prima parte. Questa tipologia di dati include visite uniche, interazioni, tempo trascorso sul sito, dati demografici, storico acquisti e interessi degli utenti e permette di indagare e clusterizzare i dati del nostro pubblico.

Ma come sfruttare al massimo le potenzialità dei dati proprietari? Per prima cosa, è necessario riflettere sui propri obiettivi di business. Una volta definiti questi, è bene pensare a una vera e propria strategia per la raccolta personalizzata. Ad esempio, ci si potrebbe orientare verso una strategia di fidelizzazione piuttosto che verso un’attività di lead generation. Il principale vantaggio derivante dall’utilizzo di dati di prima parte riguarda la possibilità di personalizzare il messaggio e migliorare di conseguenza le esperienze dei clienti. Inoltre, i cookie di prima possono essere utilizzati per il retargeting delle proprie campagne pubblicitarie.

In che modo si possono raccogliere i dati di prima parte?

Per ottenere i dati di prima parte potresti somministrare un breve quiz o un test al tuo pubblico per comprendere quali sono le loro preferenze e abitudini di acquisto. Inoltre, potresti estrarre dati da altri database utilizzati, come i sistemi CRM oppure da una Customer Data Platform (CDP). Infatti, se si dispone di una CDP è possibile raccogliere tutti i dati ottenuti in un unico luogo, gestirli e analizzarli per avere una comprensione olistica dei tuoi clienti.

La perdita dei cookie di terze parti cambierà radicalmente il mondo dell’advertising online, offrendo un’opportunità senza precedenti. E tu sei pronto a sperimentare e implementare nuovi sistemi di tracciamento? Prenota subito la tua consulenza gratuita e ti aiuteremo a trovare la soluzione migliore per il tuo business! CONTATTACI!

TikTok per il tuo e-commerce: come e perché utilizzarlo

Cos’è TikTok?

TikTok è un app nata dalla fusione con Musical.ly e ha ereditato molte funzionalità da quest’ultima. Il suo successo può essere attribuito alla sua principale modalità di creare brevi video con filtri ed effetti divertenti. Infatti, ciò che distingue TikTok dalle altre piattaforme social è proprio la sua capacità di intrattenere l’utente attraverso clip unici e originali.

Uno degli obiettivi di questa piattaforma è essere la prima al mondo per interazioni e tempo medio di permanenza degli utenti, questo è il motivo per cui l’algoritmo cerca sempre di mostrare i contenuti più adatti agli utenti.

Come funziona l’algoritmo su TikTok

Quando si accede alla piattaforma, viene chiesto agli utenti di selezionare alcune categorie di interesse, per esempio “animali” e “viaggi”, sulla base delle quali far partire le raccomandazioni.

A quel punto, l’algoritmo mostra all’utente otto video iniziali, e poi altri otto a seconda di come l’utente si comporta con i primi. Per capire se un video piace o no, l’algoritmo utilizza una serie di criteri, tra cui le interazioni, i like, i commenti, i follow, i clic sugli hashtag, la durata della visualizzazione, l’utilizzo di certi filtri. L’algoritmo tiene conto anche di altri dati, come per esempio la lingua dell’utente, il suo paese di provenienza, il tipo di telefono utilizzato.

L’algoritmo impiega circa 24 ore per analizzare i tuoi dati, la tua audience e le tue interazioni e sulla base delle informazioni raccolte, ti mostra video simili a quelli che hai già dimostrato di aver apprezzato. Inoltre, per evitare che l’utente si annoi, TikTok cerca di non mostrare due video di fila con la stessa canzone oppure creati dalla stessa persona.

TikTok per gli e-commerce

TikTok può essere considerato come un vero e proprio strumento strategico per far decollare il tuo e-commerce. Alcuni rivenditori hanno creato delle sezioni apposite che vengono distinte dall’hashtag #TikTokMadeMeBuyIt nei loro negozi, sapendo che gli acquirenti stanno cercando di acquistare ciò che vedono sull’app.

Ma teniamo sempre presente il target a cui intendiamo rivolgerci. TikTok è usato principalmente dalla generazione Z (il 41% degli utenti ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni) ma ogni mese si registrano iscrizioni da parte di Millennial e Boomer.

Un altro dato che merita attenzione riguarda il tasso di fedeltà degli utenti, il 91% di loro visita l’app più di una volta al giorno e trascorre in media 52 minuti. Inoltre, i contenuti verranno mostrati ad utenti che non ti seguono.

Consigli per promuovere il tuo e-commerce su TikTok:

  • Mostra il “dietro le quinte” della realizzazione del tuo prodotto o del tuo servizio
  • Mostra come avviene la preparazione del pacco: come viene incartato il pacco? Utilizzi carta decorativa? Prevedi di inserire un piccolo regalo per i tuoi clienti?
  • Mostra la quotidianità del tuo prodotto, oppure momenti divertenti che si svolgono all’interno della tua azienda
  • Partecipa a delle challenge, questa attività è molto apprezzata dagli utenti
  • Lancia delle sfide alla tua community e incentivala a partecipare tramite hashtag

Per diventare ancora più popolari su TikTok e far conoscere il tuo brand potresti anche collaborare con gli influencer. L’obiettivo finale non è solo generare una maggiore interazione ma soprattutto aumentare le vendite.

Shopify e TikTok: la nuova partnership per il social commerce

TikTok e Shopify collaborano per incrementare il cosiddetto “social commerce”, ovvero dare la possibilità di acquistare un prodotto o un servizio direttamente all’interno delle principali piattaforme social.

Le aziende infatti, possono utilizzare le Shoppable Ads dando la possibilità agli utenti di accedere direttamente all’eCommerce del brand per concludere l’acquisto. Il vantaggio è dato dal fatto che l’acquisto avviene in maniera diretta, senza mai uscire dalla piattaforma.

Questa modalità è vincente in quanto si punterà sempre di più a vendere direttamente alle persone, targetizzando al massimo l’offerta.

Vorresti utilizzare anche tu TikTok per spingere i prodotti del tuo e-commerce? CONTATTACI!

Analisi competitiva SEO: cos’è e perché è importante

Come eseguire un’analisi competitiva SEO

L’analisi competitiva SEO è il processo di identificazione dei punti di forza e di debolezza del tuo sito web e di quello dei tuoi concorrenti. Proprio come una tipica analisi competitiva, è utile per scoprire eventuali divari tra te e il tuo concorrente ma invece di concentrarti sulla strategia di marketing, ti concentrerai sulla strategia SEO.

Un’analisi della concorrenza può aiutarti a:

  • Confrontare le tue attuali prestazioni SEO
  • Identificare le aree di miglioramento nella tua strategia SEO
  • Rivelare eventuali lacune o punti deboli della concorrenza
  • Scoprire le strategie vincenti dei tuoi concorrenti

Perché l’analisi competitiva SEO è importante

L’esecuzione di un’analisi competitiva consente di esaminare il mercato, i concorrenti e capire come funziona l’attuale panorama di ricerca per parole chiave importanti. Anche se sei già in cima ai risultati di ricerca per le parole chiave più importanti, dovrai monitorare le tue prestazioni SEO per assicurarti di non perdere il tuo posizionamento rispetto a un concorrente.

Come eseguire un’analisi della concorrenza SEO

  • Trova i tuoi concorrenti

Inizia facendo un elenco di chi consideri i tuoi concorrenti. Cerca di concentrarti sui siti web che si classificano in alto o più spesso per le keyword target principali. Con un’analisi competitiva SEO, è importante ricordare che il tuo più grande concorrente potrebbe non essere sempre quello che si posiziona tra i primi risultati di ricerca.

Concentrati sui concorrenti che possono avere un impatto maggiore sul tuo traffico. Analizza le prime pagine dei tuoi concorrenti e domandati: quali pagine si classificano per il maggior numero di parole chiave? Quali pagine hanno più traffico? A volte i concorrenti possono indirizzare traffico considerevole verso una particolare pagina o un insieme di pagine. Presta particolare attenzione alle parole chiave per le quali sei già classificato, ma non così come i tuoi concorrenti. Prendi nota in particolare delle parole chiave in cui sei solo una o due posizioni dietro il tuo concorrente principale.

Identifica i punti di forza e di debolezza di ciascuno dei tuoi concorrenti considerando questi fattori:

  • Autorità

Quanto è autorevole il tuo sito rispetto ai tuoi concorrenti?

Se il tuo concorrente ha un’autorità molto più alta del tuo sito, avrai più difficoltà a superarlo per parole chiave altamente competitive.

  • Contenuto

I tuoi concorrenti presentano contenuti di qualità?

Si concentrano sulle pagine dei prodotti? Hanno pagine di supporto?

Esamina manualmente i contenuti di ciascun concorrente per fare un elenco di tutti i punti di forza o di debolezza che noti.

  • E-commerce

I tuoi concorrenti suggeriscono prodotti simili o pertinenti che vengono spesso acquistati insieme? Hanno collegamenti a guide o supporti per il prodotto? 

  • Analisi dei backlink

L’analisi dei backlink è una parte importante dell’analisi competitiva. Quando un concorrente ha un profilo di backlink significativamente migliore, in particolare backlink di alta qualità da siti web affidabili, significa che avrai più difficoltà a competere contro di loro fino a quando non sarai in grado di creare un profilo di backlink simile.

È inoltre essenziale distinguere tra backlink di alta qualità e backlink di bassa qualità, poiché questi ultimi potrebbero penalizzare il tuo sito web.

Dunque, in conclusione, a seconda delle dimensioni del tuo sito e del numero di concorrenti attivi, è importante tenere monitorati i concorrenti e i principali player del mercato.

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