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E’ arrivato BERT, il nuovo algoritmo di Google

È arrivato BERT, il nuovo algoritmo che interpreta e contestualizza le query e le sfumature che si celano dietro ogni parola ricercata sul web. Ma come funziona questo nuovo sistema? Quale importanza occupa nel quotidiano? Quali vantaggi e svantaggi può offrire? Scopriamolo.

Cos’è BERT e a cosa serve?

BERT (acronimo di Bidirectional Encoder Representation from Transformers) è il nuovo algoritmo di Google che sfrutta il sistema di Intelligenza Artificiale per elaborare ed interpretare il linguaggio naturale (o PNL) degli utenti. BERT è in grado di comprendere anche le più sottili sfumature che si celano dietro il significato di ogni parola.
Come scrive nel blog ufficiale di Google Pandu Nayak, vice presidente di Google Search, BERT è un importante passo avanti nella storia della ricerca, forse il cambiamento più interessante degli ultimi cinque anni.

Come funziona BERT?

L’Intelligenza Artificiale tenta di imitare il funzionamento del cervello umano. Allo stesso modo, BERT sfrutta l’IA per interpretare le ricerche degli utenti e trovare immediatamente le informazioni utili sul web.
I ricercatori di Google hanno dovuto effettuare diversi test prima di raggiungere tali risultati. Hanno selezionato un migliaio di frasi di senso compiuto e ad un certo punto, hanno rimosso circa il 15% delle parole mettendo alla prova BERT.
L’algoritmo è stato capace di analizzare il significato di una parola, in relazione al contesto.

Mediante questo allenamento costante, BERT ha ricostruito le frasi per come erano state elaborate originariamente, imparando a comprendere anche le più piccole sfumature che si celano dietro al significato di ogni parola.

Perché BERT è importante?

L’introduzione del nuovo algoritmo di Google costituisce un importante progresso nella storia del web. Ciò significa che, BERT analizzerà le parole digitate sulla barra e proporrà dei risultati pertinenti alla ricerca effettuata dall’utente.
Secondo i ricercatori di Google, questo aggiornamento potrà avere un’influenza di circa il 10% sulle query. Con molte probabilità, la modifica condizionerà non poco il modo di interagire con il motore di ricerca più noto al mondo.
Pandu Nayak aggiunge ancora nel blog che, applicando agli snipper ed al posizionamento i modelli BERT, si potranno ottenere dei risultati più idonei alla ricerca effettuata. Tali progressi non sono da attribuire solamente al software, ma anche all’impiego di un nuovo hardware, ovvero il TPU cloud.

Come funziona BERT: esempio pratico

Solitamente, per cercare un’informazione sul web si digita oppure si pronuncia una query. Ma chi può dire che le parole utilizzate siano effettivamente corrette? Non si può essere mai abbastanza sicuri della giusta formulazione di una domanda.

Il compito di Google, quindi, è quello di comprendere innanzitutto la lingua, anche quando potrebbero esserci degli errori ortografici o grammaticali.
Il problema nasce quando vengono proposte delle query particolarmente complesse oppure conversazionali. Alcuni preferiscono utilizzare le cosiddette keywords, pensando che il sistema possa comprendere, mentre forse sarebbe più semplice formulare una domanda.
Per capire meglio il funzionamento di BERT, i ricercatori di Google hanno riportato sul blog un esempio pratico. Hanno digitato sulla barra di ricerca una frase del tipo: “Il viaggiatore brasiliano 2019 negli Stati Uniti ha bisogno di un visto”.

A questo punto, l’algoritmo di Google, a differenza dei tradizionali, è stato in grado di riconoscere l’importanza anche delle preposizioni. I vecchi sistemi interpretavano la frase erroneamente, restituendo risultati di cittadini statunitensi in viaggio verso il Brasile e non il contrario, come invece solo BERT è stato capace di analizzare e comprendere.
BERT è già attivo da qualche tempo negli Stati Uniti.

Attualmente è in fase di implementazione per l’interpretazione delle domande formulate esclusivamente in lingua inglese. Il team di Google assicura che molto presto l’algoritmo arriverà negli altri Paesi del mondo.

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