TikTok per il tuo e-commerce: come e perché utilizzarlo

Cos’è TikTok?

TikTok è un app nata dalla fusione con Musical.ly e ha ereditato molte funzionalità da quest’ultima. Il suo successo può essere attribuito alla sua principale modalità di creare brevi video con filtri ed effetti divertenti. Infatti, ciò che distingue TikTok dalle altre piattaforme social è proprio la sua capacità di intrattenere l’utente attraverso clip unici e originali.

Uno degli obiettivi di questa piattaforma è essere la prima al mondo per interazioni e tempo medio di permanenza degli utenti, questo è il motivo per cui l’algoritmo cerca sempre di mostrare i contenuti più adatti agli utenti.

Come funziona l’algoritmo su TikTok

Quando si accede alla piattaforma, viene chiesto agli utenti di selezionare alcune categorie di interesse, per esempio “animali” e “viaggi”, sulla base delle quali far partire le raccomandazioni.

A quel punto, l’algoritmo mostra all’utente otto video iniziali, e poi altri otto a seconda di come l’utente si comporta con i primi. Per capire se un video piace o no, l’algoritmo utilizza una serie di criteri, tra cui le interazioni, i like, i commenti, i follow, i clic sugli hashtag, la durata della visualizzazione, l’utilizzo di certi filtri. L’algoritmo tiene conto anche di altri dati, come per esempio la lingua dell’utente, il suo paese di provenienza, il tipo di telefono utilizzato.

L’algoritmo impiega circa 24 ore per analizzare i tuoi dati, la tua audience e le tue interazioni e sulla base delle informazioni raccolte, ti mostra video simili a quelli che hai già dimostrato di aver apprezzato. Inoltre, per evitare che l’utente si annoi, TikTok cerca di non mostrare due video di fila con la stessa canzone oppure creati dalla stessa persona.

TikTok per gli e-commerce

TikTok può essere considerato come un vero e proprio strumento strategico per far decollare il tuo e-commerce. Alcuni rivenditori hanno creato delle sezioni apposite che vengono distinte dall’hashtag #TikTokMadeMeBuyIt nei loro negozi, sapendo che gli acquirenti stanno cercando di acquistare ciò che vedono sull’app.

Ma teniamo sempre presente il target a cui intendiamo rivolgerci. TikTok è usato principalmente dalla generazione Z (il 41% degli utenti ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni) ma ogni mese si registrano iscrizioni da parte di Millennial e Boomer.

Un altro dato che merita attenzione riguarda il tasso di fedeltà degli utenti, il 91% di loro visita l’app più di una volta al giorno e trascorre in media 52 minuti. Inoltre, i contenuti verranno mostrati ad utenti che non ti seguono.

Consigli per promuovere il tuo e-commerce su TikTok:

  • Mostra il “dietro le quinte” della realizzazione del tuo prodotto o del tuo servizio
  • Mostra come avviene la preparazione del pacco: come viene incartato il pacco? Utilizzi carta decorativa? Prevedi di inserire un piccolo regalo per i tuoi clienti?
  • Mostra la quotidianità del tuo prodotto, oppure momenti divertenti che si svolgono all’interno della tua azienda
  • Partecipa a delle challenge, questa attività è molto apprezzata dagli utenti
  • Lancia delle sfide alla tua community e incentivala a partecipare tramite hashtag

Per diventare ancora più popolari su TikTok e far conoscere il tuo brand potresti anche collaborare con gli influencer. L’obiettivo finale non è solo generare una maggiore interazione ma soprattutto aumentare le vendite.

Shopify e TikTok: la nuova partnership per il social commerce

TikTok e Shopify collaborano per incrementare il cosiddetto “social commerce”, ovvero dare la possibilità di acquistare un prodotto o un servizio direttamente all’interno delle principali piattaforme social.

Le aziende infatti, possono utilizzare le Shoppable Ads dando la possibilità agli utenti di accedere direttamente all’eCommerce del brand per concludere l’acquisto. Il vantaggio è dato dal fatto che l’acquisto avviene in maniera diretta, senza mai uscire dalla piattaforma.

Questa modalità è vincente in quanto si punterà sempre di più a vendere direttamente alle persone, targetizzando al massimo l’offerta.

Vorresti utilizzare anche tu TikTok per spingere i prodotti del tuo e-commerce? CONTATTACI!

Come ridurre il tasso di abbandono del carrello?

Come diminuire il tasso di abbandono del carrello

L’abbandono del carrello è uno dei problemi più frequenti che si verifica all’interno di un e-commerce. Secondo uno studio del Baymard Institute ApS del 2022, il tasso medio di abbandono del carrello si attesta attorno al 69%. Dunque, bisognerebbe domandarsi quali sono le ragioni che spingono gli utenti ad abbandonare il sito web dopo aver aggiunto degli articoli al proprio carrello. Le motivazioni potrebbero essere molteplici e molto spesso legate alla fase di check out, alle policy di spedizione, alla percezione di mancanza di sicurezza nel pagamento o alle modalità di reso poco chiare. Per questo motivo, è fondamentale considerare la fase di check out e gli aspetti logistici come parte integrante del customer journey e come elementi fondamentali da implementare nella strategia di marketing.

Perché l’utente abbandona il carrello?

  1. Prezzi troppo alti
  2. Costi aggiuntivi e spese di spedizione
  3. Metodo di pagamento non disponibile
  4. Richiesta di troppe informazioni o necessità di creare un account sul sito
  5. Tempi di consegna troppo lunghi
  6. Malfunzionamento del sito web
  7. Politica dei resi poco soddisfacente
  8. Scarsa affidabilità del pagamento
  9. Check-out troppo lungo o complicato
  10. Carta di credito rifiutata

6 consigli per ridurre il tasso di abbandono del carrello

Nel seguente articolo, elencheremo alcune azioni correttive per ridurre il tasso di abbandono del carrello:

  • Migliora l’interfaccia utente: rendi l’interfaccia utente chiara, semplice e lineare, scegli un design essenziale e curato e assicurati che la navigazione sia agevole per i tuoi utenti.
  • Mostra chiaramente il prezzo finale: mostra sempre il prezzo finale nel momento in cui l’utente aggiunge il prodotto al carrello e definisci subito se sono previste spese di spedizione. Prima l’utente conoscerà i dettagli sui costi di spedizione e consegna e meno probabilità avrà di abbandonare il carrello.
  • Fidelizza i tuoi clienti: offri la spedizione gratuita all
  • e persone che si iscrivono come membri o regala punti premio per fidelizzare i tuoi clienti.
  • Rendi il check-out semplice: infine, assicurati che il processo di check-out sia veloce e fluido. Non costringere gli utenti a creare un account per concludere l’acquisto ma chiedi solo le informazioni strettamente necessarie.
  • Policy di consegna e di reso: nella fase di checkout, fornisci informazioni precise riguardanti gli aspetti logistici dell’ordine: dai un’indicazione sui giorni in cui è prevista la consegna, e dai la possibilità di scegliere metodi di spedizione alternativi a quelli di domicilio (come locker o punti di domicilio). Consenti all’utente di monitorare la spedizione e tracciare il pacco così da poterne verificare la posizione in qualsiasi momento.
  • Rassicura i tuoi utenti sulla sicurezza delle transazioni: molti utenti decidono di abbandonare il carrello per paura che le coordinate bancarie non siano sufficientemente protette. Dunque, per rassicurare i tuoi utenti sulla sicurezza delle transazioni che avvengono sul tuo sito web, potresti inserire icone utili a mostrare che la soluzione è affidabile e rispetta gli standard di sicurezza, come ad esempio: PCI DSS (Payment Card Industry Data Security Standard).

Infine, considera di inserire un sistema di chat per supportare i tuoi clienti e fornire assistenza in tempo reale. Se desideri avere supporto strategico e operativo per il tuo e-commerce, CONTATTACI!

Matrice RFM: come utilizzarla per la tua strategia e-commerce

Matrice RFM: cos’è e perché è importante per la tua strategia e-commerce

La matrice RFM viene spesso utilizzata nella marketing automation per l’implementazione di strategie di retention marketing e la fidelizzazione dei propri clienti.

La matrice RFM fa riferimento a tre variabili:

Recency: indica il tempo che è intercorso dall’ultimo acquisto

Frequency: indica il numero di volte in cui l’utente ha effettuato un acquisto in un determinato periodo di tempo

Monetary: indica la spesa totale del cliente in un preciso periodo di riferimento.

Da questa analisi è possibile mappare la propria audience, comprendere quali sono i clienti con punteggi RFM più alti, e di conseguenza, decidere su quali clienti ha senso investire tempo e risorse.

Appare evidente che la combinazione di diverse variabili può dare origine a più segmenti:

  • Clienti che acquistano spesso ma spendono poco (Frequency alta; Monetary bassa)
  • Clienti che di solito acquistano spesso, spendono molto ma non effettuano acquisti da un po’ (Frequency alta; Monetary alta; Recency bassa).
  • Clienti che spendono molto, di recente hanno effettuato un acquisto e acquistano spesso (Recency alta; Monetary alta; Frequency alta).

Dunque, dopo aver preso consapevolezza di come si compone il nostro bacino di utenti, è possibile mettere in atto diverse strategie commerciali. Di seguito ti forniremo qualche esempio:

  • Per i clienti che hanno già effettuato un acquisto ma non acquistano da un po’, potremmo proporre uno sconto sul secondo acquisto.
  • Ai clienti che acquistano spesso e hanno un power spending alto, potremmo dare l’accesso a promozioni esclusive o prevedere un programma fedeltà.
  • Ai clienti che acquistano spesso e sono fidelizzati al nostro brand, potremmo premiarli con esperienze regalo o un catalogo a premi.

Per poter funzionare ed essere attendibile la matrice RFM richiede una storicità di almeno 6 mesi per le aziende che hanno una buona ricorrenza d’acquisto (es. 30-60 gg).

L’arco temporale di analisi, ovviamente, dipenderà dal mercato e dalle caratteristiche intrinseche del business. Un’agenzia di viaggi o un concessionario di automobili, ad esempio, non potrà considerare un cliente come “perso” dopo 6 mesi.

Marketing automation e RFM

La marketing automation è uno strumento che può sfruttare le potenzialità della matrice RFM e, se usato correttamente, consente di veicolare traffico di qualità verso il tuo sito web e aumentare le entrate derivanti da questo traffico.

Innanzitutto sarà necessario definire i criteri di classificazione dei clienti. (VIP, ricorrente, perso, nuovo)

Successivamente dovrai capire quali sono le esigenze di ogni cluster di persone e determinare quale tipo di comunicazione e offerte dedicare a ciascuno di loro. Infine, sarebbe utile aggiungere anche lo storico degli acquisti.

La matrice RFM è un metodo che funziona molto bene in ottica di customer retention e che può essere facilmente applicabile alla marketing automation, all’advertising e al CRM. Dunque, il nostro consiglio è quello di non concentrarsi solo sull’acquisizione di nuovi clienti ma mettere in atto un’offerta commerciale e una proposta comunicativa mirata alla fidelizzazione dei clienti attuali.

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5 trend per gli Ecommerce per il 2022

Ecommerce nel 2022: 5 trend

L’e-commerce si conferma essere forte protagonista, insieme a una costante digitalizzazione che ha visto un incremento di acquisti da mobile, sulle piattaforme social e attraverso comandi vocali. La presenza online delle aziende è destinata a crescere esponenzialmente, per questo motivo è importante interrogarsi sulle tendenze principali, sia dal punto di vista dei consumatori che da quello delle aziende.

Di seguito i 5 principali trend di e-commerce per il 2022:

1. Sostenibilità

Particolarmente vero tra il pubblico più giovane, l’attenzione alla sostenibilità è già una tendenza nel marketing e continuerà ad esserlo anche nel 2022. Molti brand stanno abbandonando la plastica, soprattutto quando si parla del packaging. Altre aziende hanno iniziato a includere informazioni sui prodotti sull’origine dei materiali e su come riciclarli.

2. Vintage, abbigliamento di seconda mano

Strettamente collegato alla sezione precedente, gli articoli up-cycling, vintage e di seconda mano stanno acquisendo sempre più popolarità. Infatti, negli ultimi anni le aziende che si sono concentrate specificamente sugli articoli di seconda mano come ad esempio Poshmark e Depop, due piattaforme leader focalizzate sull’abbigliamento di seconda mano, hanno visto una solida crescita. Inoltre, aziende come Ikea e Zalando stanno ampliando il loro inventario per includere articoli di seconda mano. Allo stesso modo, aziende di elettronica come Apple e Bestbuy, danno la possibilità di acquistare articoli ricondizionati, consentendo ai consumatori di scegliere tra una gamma più vasta di dispositivi a prezzi più accessibili. Gli e-commerce potrebbero trarre vantaggio da questa tendenza fornendo opzioni simili.

3. Social Commerce

L’esponenziale crescita degli ecommerce a cui abbiamo potuto assistere negli ultimi due anni ha condotto ad una rapida crescita del cosiddetto “Social Commerce” ovvero alla fusione di eCommerce e social media che permette ai consumatori di acquistare prodotti e servizi direttamente sulle piattaforme dei social network. Si presume dunque che questa tendenza continuerà ad essere protagonista anche del 2022. Sono tre i colossi Social che stanno attualmente dominando il Social Commerce: Facebook, Instagram e Pinterest ma anche TikTok sta implementando tutte le funzionalità legate all’acquisto in piattaforma e agli incentivi per l’uso business.

4. Fast delivery

Il servizio di consegna a domicilio è in rapida evoluzione. Dall’inizio della pandemia, le aziende hanno colto l’occasione per soddisfare la domanda dei consumatori di consegne a domicilio rapide e convenienti, ma gli sforzi non stanno ancora soddisfacendo i desideri dei consumatori. Le generazioni più giovani, i millennial e la generazione Z, si aspettano tempi di consegna più flessibili e più rapidi e le aziende si stanno impegnando per soddisfare le loro esigenze. Catene di approvvigionamento super ottimizzate, distribuzione e consegna assistita da software stanno già cambiando le regole del gioco nella consegna a domicilio e queste saranno le tendenze da tenere in considerazione nel corso dell’anno.

5. Commercio D2C

Con l’evoluzione dell’e-commerce, le aziende hanno iniziato a vendere direttamente ai consumatori, evitando così un gran numero di rivenditori e intermediari. Questo è noto come commercio D2C o “diretto al consumatore”.

L’idea delle vendite “dirette al consumatore” è cresciuta in popolarità negli ultimi cinque anni grazie alla possibilità di collegamento diretto attraverso negozi online, produttori e grandi grossisti. In effetti, è abbastanza comune per i grandi marchi abbandonare enormi piattaforme di trading come Amazon, perché hanno già il proprio negozio online. Ad esempio, Nike ha smesso di usare Amazon ed eBay perché ha già un proprio negozio. La vendita diretta al consumatore offre ai consumatori prezzi più bassi e maggiori profitti alle aziende, dunque non c’è dubbio che questa tendenza continuerà anche nel 2022.

Oltre a queste tendenze, ecco alcuni consigli per potenziare ulteriormente la tua attività di e-commerce:

  • Analizza il mercato per scoprire le tendenze del settore

Sfruttare alcune delle tendenze di cui sopra dipende innanzitutto dal riconoscere il modo in cui si relazionano alla tua attività e dall’essere in grado di sfruttarle. Studiare costantemente i mercati e il loro pubblico ti aiuterà a stabilire strategie migliori.

  • Studia la concorrenza

Per prosperare in qualsiasi attività, devi tenere d’occhio i tuoi rivali. Quali tendenze creative stanno abbracciando? Quali innovazioni stanno apportando? Quali sono gli elementi differenzianti?

  • Monitora le notizie e gli influencer del settore

Per essere sempre in vantaggio rispetto ai tuoi concorrenti, stai al passo con le tendenze emergenti, segui gli influencer del tuo settore e resta sempre aggiornato sulle ultime novità e trend del momento.

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E-commerce marketing: le strategie da applicare per far decollare la propria azienda

Come impostare una strategia di E-commerce marketing?

Le strategie di marketing per e-commerce fanno riferimento ai modi in cui puoi promuovere la tua attività online attraverso i vari canali di marketing e a tutti gli strumenti che puoi utilizzare per aumentare la visibilità e le vendite del brand. Per impostare una valida strategia di e-commerce marketing è necessario prima di tutto conoscere e analizzare il settore, il mercato e i principali concorrenti. In questa prima fase è importante capire quali sono i tratti distintivi della tua azienda, e quindi identificare la tua Unique Value Proposition. Successivamente, è importante capire a chi ci si rivolge, cercare di comprendere interessi, gusti, preferenze e come si comportano le nostre buyer personas. Infine, attraverso uno studio approfondito, bisogna identificare i canali di marketing più adatti per la tua strategia.

Tra i canali più utilizzati per impostare una strategia di e-commerce marketing ritroviamo:

  • Campagne advertising su Google, Facebook, Instagram, Linkedin, Pinterest, YouTube
  • Mail Marketing Automation
  • Affiliate Marketing
  • Upselling
  • Cross-selling
  • Ad-on selling

Come aumentare la brand awareness

Per aumentare la brand awareness si può ricorrere a diversi strumenti. La scelta di uno specifico strumento rispetto ad un altro dipende dagli obiettivi della proprietà e dal target a cui ci si rivolge. Tra i più importanti vi sono:

  • Pinterest e Instagram: sono piattaforme che offrono ricche esperienze visive e CTA diretti. Gli utenti che navigano su queste piattaforme hanno un alto intento di acquisto.
  • TikTok: è la piattaforma ideale per le demo dei prodotti, quindi potrebbe avere senso interagire con TikToker se il tuo potenziale pubblico è attivo su quella piattaforma.
  • E-mail: le e-mail di marketing normalmente hanno tassi di apertura molto bassi. Di conseguenza, è meglio attirare l’attenzione degli utenti all’interno delle e-mail che si è certi che apriranno sicuramente, come ad esempio le e-mail transazionali (e-mail di conferma dell’ordine/della spedizione), poiché hanno tassi di apertura molto più elevati e hanno la capacità di sollecitare acquisti ripetuti.
  • User-generated content: i contenuti generati dagli utenti (UGC) come ad esempio le foto di Instagram o i video di TikTok di un cliente aumentano la fiducia e l’interesse degli utenti.

Segmentare i clienti per offerte più mirate

L’utilizzo di dati segmentati può aiutare il tuo brand a fornire messaggi altamente personalizzati con un maggiore potere di conversione poiché più l’offerta è mirata e più sarà alta la probabilità di conversione. Dunque, l’elemento chiave per la crescita dell’e-commerce è la corretta segmentazione e personalizzazione.  

La difficoltà sta nella capacità di comprensione del contesto e dell’intenzione di acquisto del singolo acquirente. Segnali dinamici o modelli comportamentali sul sito possono essere individuati prestando attenzione al tempo di permanenza o al modo in cui gli utenti sono arrivati sul tuo sito. Sebbene questo tipo di dati comportamentali interni non ti aiutino ad automatizzare o personalizzare le tue offerte, ti aiuteranno a capire cosa impedisce ai visitatori del tuo sito di trasformarsi in clienti, eseguire correzioni di bug, inviare suggerimenti e informazioni sulla risoluzione dei problemi al servizio clienti e creare offerte più pertinenti e personalizzate.

Migliorare l’User Experience (UX)

Per ottimizzare la user experience all’interno del tuo sito, è necessario analizzare il comportamento degli utenti e capire quali migliorie apportare per semplificare il processo d’acquisto.

Per garantire una buona UX si devono considerare diversi aspetti:

  • velocità di caricamento delle pagine
  • navigabilità
  • design del sito
  • interfaccia grafica
  • promozioni e offerte

A seguito della definizione della strategia e di un’attenta analisi e ottimizzazione dell’esperienza utente, segue una fase di test per rilevare le performance generate dal tuo E-commerce. Grazie a questo test potrai capire se la strategia che hai scelto di seguire è adatta alla tua attività e alle tue esigenze. Infine è importante misurare il ROAS, monitorarlo e ottimizzarlo.

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Informazioni sui prodotti online, come darle corrette?

Dare informazioni e dati corretti, aggiornati e verificati sui prodotti che si vendono online è fondamentale. Scopri i suggerimenti di Google.

La chiarezza nell’organizzazione delle informazioni sui prodotti venduti online è una prerogativa di un potente motore di ricerca quale è Google. Per mostrare i prodotti fra i risultati di ricerca Google si basa su dati sicuri e affidabili relativi a queste merci.

Ma non solo: per aiutare produttori, rivenditori ed editori a fornire al motore di ricerca questo tipo di informazioni, Google mette anche a disposizione una serie di linee guida ad hoc.

Prodotti online, le best practice

Il primo suggerimento che Google dà ai venditori online è quello di fornire un’identificazione chiara del prodotto: in questo modo il motore di ricerca è in favorito nell’abbinare le offerte ai prodotti e i prodotti alle query di ricerca pertinenti. Per fare ciò puoi utilizzare degli identificatori di prodotto univoci come il codice GTIN™ (o Global Trade Item Number, adottato come standard da Google nel 2015), il codice MPN e i nomi dei marchi.

Tali identificatori dovrebbero seguire queste best practice:

  • Unicità, a ogni prodotto dovrebbe essere associato un identificatore univoco.
  • Verificabilità, per cui l’identità del prodotto e altri dati devono poter essere verificabili tramite una fonte attendibile.
  • Copertura globale, prediligendo un sistema di identificazione usato a livello globale.

Vendere prodotti online, i consigli per marchi e produttori

I marchi e i produttori hanno la possibilità di inviare gratuitamente i dati dei propri prodotti attraverso Google Manufacturer Center, così da identificare in modo univoco agli occhi di Google i prodotti.

Per far sì che il motore di ricerca comprenda i dati che marchi e produttori forniscono bisognerebbe:

  • Assicurarsi che i prodotti abbiano il codice GTIN univoco.
  • Non vengano riutilizzati gli identificatori di prodotto, i GTIN non devono mai essere condivisi fra più prodotti perché se così fosse i dati del catalogo diventerebbero obsoleti e incoerenti, creando confusione.
  • Per i prodotti personalizzati (come quelli artigianali o i prodotti personalizzabili) i produttori dovrebbero incorporare i principi di unicità, verificabilità e portata globale per far sì che si abbiano tutti i vantaggi di avere degli identificatori di prodotto.

Vendere prodotti online, i consigli per rivenditori e terze parti

Così come i marchi e i produttori dovrebbero dare informazioni precise e puntuali sui loro prodotti, lo stesso discorso vale anche per i rivenditori e le terze parti.

Oltre alle linee guida generali per i codici identificativi, Google suggerisce anche le seguenti attività a tali soggetti:

  • Inviare dati sul prodotto di alta qualità, come i dati strutturati o implementare direttamente il markup dei dati strutturati sul sito web.
  • Fornire un GTIN se i prodotti che vengono venduti hanno un GTIN. Se il prodotto non dovesse averlo, i rivenditori e le terze parti devono fare affidamento ai numeri di parte del marchio e del produttore per identificare il prodotto.
  • Utilizzare GTIN validi e univoci, senza riutilizzare un codice identificativo esistente per un nuovo prodotto.

Vendere prodotti online, suggerimenti per gli editori

Anche per gli editori Google ha identificato dei consigli che riguardano la produzione di contenuti sui prodotti. Quando si creano delle recensioni o si condividono le ultime offerte di un prodotto, queste merci devono essere accuratamente identificati. Per fare ciò, il motore di ricerca suggerisce di:

  • Utilizzare nomi di prodotti esatti.
  • Utilizzare dati strutturati.
  • Utilizzare GTIN validi e univoci.

Nel mondo del commercio, e in particolare di quello online, l’identità di un prodotto è essenziale in quanto permette sia alle aziende che ai consumatori di conoscere accuratamente l’origine e l’identificazione univoca di un prodotto.

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E-commerce per il retail: ecco 5 trend da non perdere nel 2021

Quali sono le previsioni per il settore del retail nel 2021? Un solo grande imperativo: la digitalizzazione di questo mercato.

Il settore della vendita al dettaglio ha subito grossi cambiamenti e un’accelerazione nello sviluppo delle tecnologie digitali a seguito della pandemia da Covid-19. Sì perché da un giorno con l’altro i consumatori si sono ritrovati a dover modificare il proprio modo di fare acquisti, e di conseguenza anche i rivenditori hanno dovuto ripensare le logiche degli scambi di merci. 

 

 

In base a un sondaggio condotto dall’Euromonitor International a novembre il 72% dei lavoratori nel commercio al dettaglio avrebbe affermato che la crisi avrebbe comportato un’accelerazione di uno o due anni nei loro piani di digitalizzazione, mentre per il 21% questa numerica sale addirittura a tre anni.

Per venire incontro alle rinnovate esigenze del mercato e dei consumatori i rivenditori del retail hanno quindi giustamente intensificato le strategie di e-commerce: sei pronto a scoprire quali sono le tendenze in questo ambito per il 2021 secondo quanto indicato da Forbes?

1. E-commerce, avanti tutta

Proprio la digitalizzazione è uno dei passaggi cruciali e fondamentali a cui il mondo del retail si dovrà adeguare sempre più velocemente. Sempre stando a quanto riportato dall’Euromonitor International, infatti, è stato stimato che il 17% dei beni nel 2021 verrà acquistato online: quasi il doppio rispetto al 2016.

Nel 2020, a livello globale, l’acquisto di merci acquistate su e-commerce è aumentato del 24%, mentre le vendite in negozio sono calate del 7%. La pandemia da Covid-19 non ha fatto altro che accelerare questo passaggio al digitale, rendendo sempre più dei clienti affezionati coloro che, una volta ritrovatisi chiusi in casa, hanno cominciato a fare acquisti online.

Per il futuro Euromonitor prevede che fra il 2020 e il 2025 il tasso di crescita annuo dei beni acquistati via e-commerce salirà del 9,5%. Sempre entro il 2025 poi, l’azienda di ricerche di mercato ha previsto che le vendite online rappresenteranno il 21% della spesa totale al dettaglio.

2. Parola chiave ottimizzazione

L’ottimizzazione è e sarà sempre di più il fulcro dello sviluppo delle vendite retail online. Sono già diversi i mercati che lo scorso anno si sono posizionati in modo da gestire un maggior volume di traffico sull’e-commerce per il prossimo futuro. Secondo l’E-commerce Readiness Model dell’Euromonitor International, infatti, il mercato retail a livello globale potrebbe sostenere più di 77,7 miliardi di dollari di vendite generate dall’e-commerce, senza andare a espandere o modificare la propria infrastruttura.

La crescita è prevista sia in ambiti già noti al mondo online, come l’abbigliamento, che anche a settori meno avvezzi all’e-commerce, come quelli del cibo fresco e delle bevande alcoliche, che si stima abbiano un potenziale di 38,5 miliardi di dollari a livello globale. 

3. Spesa online che passione

La pandemia da Covid-19 ha portato anche un significativo cambiamento nel mondo dello shopping alimentare. A livello globale infatti, lo scorso anno il mercato degli alimentari ha visto un forte incremento nelle vendite online, complici anche le restrizioni e i lockdown a cui sono stati costretti gli abitanti di molti Paesi del mondo. Lo scorso anno l’e-commerce di alimenti e bevande ha visto una crescita del 53%, la più alta rispetto a qualsiasi altra categoria di prodotto.

Sicuramente l’avanzamento del piano vaccinale porterà nuovamente i consumatori all’interno dei negozi di alimentari fisici, ma comunque le vendite online non accenneranno a diminuire, anzi. Secondo l’Euromonitor entro la fine del 2021 il mondo e-commerce di alimenti e bevande vedrà un’espansione dell’8%. In questo scenario i rivenditori di generi alimentari dovranno dare priorità all’efficienza operativa, migliorando i centri di smistamento degli ordini e introducendo la consegna automatizzata.

4. L’America Latina in testa per il retail sugli e-commerce

Per lungo tempo l’America Latina è rimasta tagliata fuori dal mondo del commercio online, per via di diversi fattori sia culturali che strutturali. Con la pandemia da Covid-19 però questa zona del mondo ha visto una crescita esponenziale proprio in questo metodo di vendita: l’America Latina è stato il Paese, secondo l’Euromonitor, con la crescita maggiore rispetto a qualsiasi altra zona del globo, con un aumento del 60% nelle vendite retail tramite e-commerce.

Molti rivenditori hanno utilizzato le piattaforme social, come Facebook, Instagram e WhatsApp per facilitare le interazioni con i consumatori lungo la fase di acquisto, come Walmart, che in Messico ha permesso alle persone di ordinare prodotti via WhatsApp. Questa crescita significativa nella vendita online di beni in questa area del mondo proseguirà anche nel 2021, con un incremento del 16%. La previsione è che sia il Messico a guidare questa espansione, riducendo il divario con il più grande mercato online dell’area, rappresentato dal Brasile. 

5. I cambiamenti per la consegna dell’ultimo miglio

La consegna dell’ultimo miglio ha visto un incremento nei costi a cui si sono affiancate le preoccupazioni per l’ambiente generate dal boom del commercio elettronico. Le strategie di consegna all’ultimo miglio sono state e sono tutt’ora al centro dell’attenzione. 

In questo senso i rivenditori si stanno spostando sempre di più verso nuove logiche, come quella del click-and-collect, per cui viene chiesto ai consumatori di recuperare gli articoli in luoghi specifici. O ancora si fa ricorso alla robotica high-tech, che consegna i prodotti o gli alimenti direttamente a casa del consumatore. 

La digitalizzazione del mondo del retail non è ormai più solo un eco lontano e distante, che è possibile ignorare. Con la pandemia questa esigenza di rivoluzionare le logiche e le tecnologie della vendita al dettaglio sono diventate impellenti e sempre più presenti, e lo saranno sempre di più negli anni a venire.

L’e-commerce per la tua attività retail ti sta aspettando! 

Growth hacking per l’e-commerce

Il growth hacking suona come qualcosa di difficile, quasi un dominio esclusivo delle startup. Ma le startup che hanno sfruttato al meglio il growth hacking, come Airbnb e Spotify, hanno utilizzato queste  tattiche al meglio e sono diventati alcuni dei marchi più grandi e conosciuti al mondo. Scopriamo come hanno fatto e come queste tattiche si possono applicare all’e-commerce.

Qualsiasi azienda, di qualsiasi dimensione, in quasi tutti i settori, può fare lo stesso. Richiede solo un po’ di creatività.

E mentre le strategie di growth hacking per l’e-commerce possono impiegare tattiche tecniche (ovvero, digitali, basate sulle prestazioni web o SEO), alcune delle azioni di accompagnamento più efficaci sono di base e personali, mentre altre possono essere generali e non mirate.

Quando si costruisce un piano di marketing per l’e-commerce, alcuni dei touchpoints e delle conversioni più significativi che le aziende possono generare derivano dall’aggiunta di un tocco personale o semplicemente dall’essere più visibili nel mondo. Il successo deriva dalla ricerca del giusto mix di tattiche di growth hacking per la tua azienda.

Uno dei migliori consigli di marketing per l’e-commerce che puoi applicare è non escludere mai nulla.

Che si tratti di una campagna di marketing e vendita end-to-end completamente integrata o semplicemente di aggiungere una nota scritta a mano in ogni ordine del cliente, il growth hacking consiste nel trovare ciò che funziona per te, grande o piccolo che sia.

Dovrebbe contribuire a un aumento salutare delle vendite o del numero di lead di qualità e promuovere la fidelizzazione dei clienti, ovvero ridurre l’abbandono in modo che la crescita rifletta la crescita reale piuttosto che recuperare il terreno perso.

Che cos’è il growth hacking per l’e-commerce?

“Growth hacking” è un termine frainteso. Molte agenzie creative, società di marketing digitale e sedicenti guru del growth hacking lo definiranno in modo più restrittivo possibile, invece di adattarlo a tutti i business.

E sebbene il growth hacking non sia casuale come un approccio “lancialo contro il muro e vedi cosa si attacca”, sebbene proverai una serie di cose diverse e potenzialmente nuove, merita una definizione più completa.

Il growth hacking

Abbiamo precedentemente definito il growth hacking come segue:

“Il growth hacking è esattamente quello che sembra: i tuoi sforzi di marketing, indipendentemente da ciò che sono, dovrebbero innanzitutto essere concentrati su come raggiungere la crescita, ad es. nuovi lead, registrazioni, iscritti, conversioni, clienti, vendite, ecc. “

Il growth hacking per l’e-commerce

Estendendo questa definizione precedente in modo più specifico alla vendita online, il growth hacking per l’e-commerce applica l’intera gamma di iniziative di marketing pertinenti e tattiche di crescita a una data strategia di growth hacking per aumentare le vendite dell’ecommerce e altri indicatori delle prestazioni.

La strategia per la crescita ci riporta ancora una volta alle basi:

  • sfidare le tue ipotesi esaminando i dati sulle prestazioni
  • acquisire un pubblico più approfondito o dati sui clienti per ottenere una migliore comprensione delle loro esigenze
  • mappare i loro percorsi e identificare un profilo di cliente ideale

Senza questi fondamenti, è difficile prendere decisioni basate sui dati su tutto, dalle tattiche di acquisizione dei clienti a come e dove commercializzare i tuoi prodotti o servizi.

Growth hacking: i soliti sospetti

Poiché l’approccio standard è di solito una serie di esperimenti rapidi e veloci, la spina dorsale del growth hacking è stata di natura digitale. Un approccio esclusivamente digitale è spesso troppo restrittivo, ma è la chiave del mix e quindi importante da comprendere e abbracciare.

Alcune tattiche di hacking della crescita digitale popolari ed efficaci includono (ma non sono limitate a):

  • Home page o landing page personalizzate
  • Testimonianze e recensioni di clienti reali
  • A/B test di tutti gli elementi visivi e di contenuto
  • Exit intent popup
  • Acquisizione continua delle email
  • Live chat
  • Analisi user experience, ad es. tempi di caricamento della pagina, ecc.
  • Offerte di sconti / coupon per acquisti ripetuti
  • Programmi fedeltà e vantaggi con offerte esclusive

Queste e molte altre attività e test genereranno molti dati e aiuteranno a ottimizzare la copertura e il successo della campagna. Se fatti correttamente, sono gli attrezzi d’oro in qualsiasi cassetta degli attrezzi di e-commerce marketing. Tuttavia, non è sufficiente.

La cosa sorprendente del growth hacking è che non è tutto digitale. Alcuni dei migliori suggerimenti per l’ottimizzazione dell’e-commerce che abbiamo visto avere successo si trovano a due estremità dell’estremo offline.

Growth hacking sorprendente: due tattiche opposte ma ugualmente da considerare

Il percorso del cliente dell’e-commerce è notoriamente difficile da mappare. I viaggi dei clienti sono notoriamente tortuosi, in quanto non sono lineari, non sempre completamente online, attingono a più dispositivi e talvolta possono essere di natura intermittente.

Questa complessità rende difficile non solo creare modelli di attribuzione accurati per ottenere un quadro migliore di dove i clienti “convertono”, ma quali tipi di attività di marketing richiedono un’azione: cosa fanno i clienti prima di “convertire”? Ciascuno di questi passaggi può contribuire in modo significativo alla conversione finale; ponderare adeguatamente la loro influenza è un suggerimento chiave per potenziare la crescita dell’e-commerce.

Analizziamo più a fondo questa complessità e vediamo come gli sforzi di growth hacking possono essere a due estremità opposte, sia nella forma che nei risultati, ma ugualmente super efficaci!

Rendi il tuo messaggio personale

Abbiamo chiarito il punto: il potenziamento delle strategie di marketing online basate sui dati può comportare numerose tattiche offline. I meno costosi e più efficaci di questi includono tocchi personali e attenzione personalizzata.

Può trattarsi di qualsiasi cosa, dall’inclusione di una nota personale scritta a mano scritta per accompagnare ogni ordine al momento della spedizione, all’inserire un piccolo gettone, come una caramella prodotta localmente, all’interno dell’ordine.

Questi piccoli passaggi sono enormi fattori di differenziazione che consentono al cliente di sapere che c’è un essere umano dall’altra parte della transazione che lo vede come un individuo e si preoccupa della sua attività.

Pensa in grande

All’altra estremità troviamo una tattica sicuramente molto più costosa dei tocchi più personali del growth hacking, anche se entrambe mirano ad acquisire un pubblico molto più ampio. Queste attività non solo attingono ad alcuni dei comprovati vantaggi del marketing, come la creazione di consapevolezza e visibilità, ma rafforzano anche il brand.

Abbiamo visto aziende di e-commerce, ad esempio, sfruttare il potere della pubblicità televisiva locale. La visibilità e il marchio non sono sempre top-of-mind quando si pensa al growth hacking, ma a volte la crescita dipende dal nome o dal riconoscimento visivo di un determinato marchio.

Growth hacking: scegliere il giusto mix

Le tattiche di marketing online e offline possono essere preziose per supportare le strategie di growth hacking dell’e-commerce.

Il trucco è ottenere il giusto mix e riconoscere che questo può mutare, quindi è sempre un lavoro in corso.

Scegliere il giusto mix dipenderà dal target a cui ti stai rivolgendo, da cosa vuoi che facciano, da cosa vuoi ottenere per poi testare, misurare e ottimizzare le strategie di marketing online e offline.

Sei pronto a scegliere il tuo mix di growth hacking? Proviamo a parlarne insieme? CONTATTACI!

 

Come utilizzare i dati dell’e-commerce per una migliore user experience

L’utilizzo dell’analisi dei dati per informare tutto, dalla data strategy al marketing e ai piani di crescita, è fondamentale.

Per le società di e-commerce, i dati di clienti, visitatori e transazioni esistono in abbondanza.

Sfruttare questi dati per la loro massima comprensione contribuisce alla creazione, al miglioramento delle strategie di marketing e allo sviluppo della comprensione dei clienti e del cosiddetto “customer journey”.

Spesso esiste il problema che l’esperienza dell’utente (UX), e il design in particolare, non siano strettamente intrecciati con i dati.

È così: il design è fondamentale per l’esperienza dell’utente e non è indipendente dai dati.

Cosa c’entra il design con l’esperienza dell’utente?

Il design dovrebbe essere parte integrante della tua data strategy, sia per capire come si comporta il tuo progetto e come rispondono gli utenti, sia per valutare cosa succede quando modifichi gli elementi di design.

Gli elementi più visibili e interattivi del tuo sito possono e devono svolgere un ruolo chiave nel modo in cui comprendi il comportamento degli utenti e il processo decisionale.

Un certo numero di chief data officer aziendali consiglia di applicare il design thinking allo sviluppo della data strategy, creando essenzialmente un processo ciclico: i dati, compresi quelli comportamentali e le azioni dei consumatori, guidano la data strategy, che evolve continuamente man mano che vengono generati più dati.

Gran parte di questi dati riguarderà le interazioni dell’utente con gli elementi di design visivo e il content marketing, come la user interface (UI), le pagine di destinazione, i moduli e i menu a discesa e quanto siano attraenti, facili da usare, intuitivi e utili questi elementi.

Senza dati, come saprai cosa funziona meglio e come puoi migliorare in modo efficace l’esperienza dell’utente?

Creare un percorso guidato dai dati è la strada per ragionare “customer first“, nel marketing, nella progettazione / sviluppo del prodotto, nello sviluppo dei contenuti, nel targeting, ecc. – e mettere al primo posto il cliente o il potenziale cliente è ciò che si intende come user experience.

Cos’è il data driven design?

Il data driven design è costituito da dati e progettazione che si uniscono insieme, tanto è che si può parlare di data driven UX.

In che modo i dati forniscono valore, cosa possono dirci che migliorerà l’esperienza degli utenti e il motivo per cui compiono determinate operazioni?

Un approccio diverso alla progettazione dell’esperienza utente si discosta dal flusso della UX tradizionale, che è in gran parte statico e spesso basato su osservazioni e ipotesi.

Il data driven UX infatti incorpora elementi dinamici e adattivi per attivare i dati nelle implementazioni del mondo reale.

Come possono i dati confluire in prodotti “user centered” ed in esperienze “human centered”?

Il design non riguarda solo l’aspetto delle cose e quanto sono attraenti. Con il progresso della tecnologia, il design coinvolge diversi dispositivi, tipi di schermo, dimensioni e risoluzioni e deve coinvolgere attivamente gli utenti. Ma il design è fondamentalmente una prerogativa umana: a cosa rispondono le persone?

Per essere in grado di generare coinvolgimento e interattività, il design deve essere informato da dati effettivi sull’utilizzo e impiegare dati di usabilità per targetizzare gli utenti, che possono solo migliorare l’esperienza e sollecitare conversioni e acquisti.

In sintesi:
Sviluppo delle “personas”: utilizzare i dati per segmentare meglio il pubblico e scoprire chi ha già visitato il tuo sito o chi ha utilizzato il tuo prodotto? Chi sono i tuoi destinatari e i loro attributi? Chi è l’utente ideale?

Comprensione del comportamento: in che modo gli utenti interagiscono? Quali attività stanno completando sul tuo sito rispetto a quello che vuoi che facciano? Come vuoi che si impegnino? Quanto tempo viene dedicato al coinvolgimento?

User interface e flusso del “customer journey”: il design (aspetto grafico) può essere molto importante qui; l’interfaccia utente influenza i passaggi che un utente compie nel suo viaggio.

I dati possono aiutarti a capire dove gli utenti stanno intraprendendo azioni, dove stanno abbandonando il processo, quanto tempo trascorrono su schermi diversi in un processo, ad esempio in un percorso di acquisto. Forse il checkout non è intuitivo, forse le opzioni di spedizione e i costi non sono trasparenti o il design non intuitivo del viaggio nel suo insieme può influenzare il comportamento di un cliente.

Aspettative / intenti dell’utente: in che modo il design rivela l’intento dell’utente? Al contrario, come possono i dati informare e aiutare ad anticipare le aspettative degli utenti?

Come puoi integrare i dati nella progettazione per ottenere una UX basata sui dati?

Pensiamo agli esempi di progettazione basata sui dati, ovvero ai modi in cui i dati possono essere utilizzati per differenziare e creare esperienze utente uniche.

Attingere ai contenuti adattivi

In un’epoca di contenuti ed esperienze sempre più personalizzati, il contenuto adattivo è al centro di questo tipo di sforzi e può aggiungere un enorme valore alle iniziative di content marketing.

Il contenuto adattivo alimenta direttamente esperienze utente migliori poiché mira a fornire contenuti pertinenti e mirati agli utenti al livello più individuale possibile, come se fosse fatto su misura solo per il destinatario.

Il contenuto essenzialmente adattivo offre un’esperienza unica a ciascun utente. Niente più “spray-and-pray” ad alto volume, marketing e contenuti generici e statici. Invece, puoi utilizzare i punti dati dalle azioni intraprese da un utente per creare un’immagine dei loro bisogni, desideri, personalità (ad esempio, dallo sviluppo di personaggi più generici a visualizzazioni più granulari del singolo cliente) e adattarti di conseguenza.

Quali tipi di adattamenti? Ad esempio, puoi adattare l’interfaccia utente, le immagini e i contenuti che gli utenti ricevono in base alle loro attività e attributi in corso, come persona (chi è?), dispositivo (quale dispositivo, quale sistema operativo?) e contesto (quale posizione, intento ?).

Ciò può portare a tutti i tipi di adattamenti dei contenuti, inclusa la sostituzione dinamica del testo, immagini più pertinenti, informazioni basate sulla posizione e altri cambiamenti basati su dati comportamentali o basati sui cookie. I contenuti adattivi possono includere vari esempi, che vanno dalle informazioni meteorologiche locali in banner, pubblicità in lingua locale / basata sulla posizione, istruzioni specifiche o testo su misura per il tipo di dispositivo utilizzato e altre informazioni contestuali reattive e coinvolgenti sui canali.

Tutti questi sforzi si combinano per aumentare le conversioni in modo esponenziale (da 3 a 10 volte di più) e creare un’esperienza utente coinvolgente e appiccicosa.

Attingere all’hacking della crescita dell’e-commerce

Il Growth Hacking è esattamente quello che sembra: i tuoi sforzi di marketing, indipendentemente da cosa siano, dovrebbero innanzitutto essere concentrati su come raggiungere la crescita, ad es. nuovi contatti, registrazioni, iscritti, conversioni, clienti, ecc.

È possibile introdurre una serie di tattiche di crescita in una strategia di crescita dell’e-commerce per guidare queste metriche fondamentali, eccone alcune:

  • Creare home page o landing page mirate e / o personalizzate
  • Evidenziare esperienze dei clienti, testimonianze e recensioni pertinenti
  • Eseguire A/B test delle pagine del sito, inclusi i vari titoli, testi, immagini, utilizzo di video, lunghezza di testo o video, ecc.
  • Utilizzare pop-up per iscriversi a determinate attività o all’uscita da una pagina / sito
  • Suggerimenti di cross-sell e up-sell in base ai dati di acquisto
  • Retargeting degli annunci e monitoraggio delle prestazioni
  • Campagne stagionali o limitate nel tempo su misura per l’utente
  • Aggiungere un popup di chat / conversazione dal vivo per interagire con gli utenti
  • Pensare costantemente e attivamente agli elementi visivi: fai risaltare visibilmente pulsanti e offerte
  • Concentrarsi sulla fornitura di prestazioni elevate, anche se gli utenti non se ne accorgeranno a meno che le prestazioni non stiano andando bene. Ad esempio, i tempi di caricamento della pagina, che influenzano quanto gli utenti permangono nella pagina, interagiscono con la pagina, convertono. Allo stesso modo l’ottimizzazione delle pagine per una navigazione fluida contribuirà in maniera efficace all’aumento delle prestazioni complessive e dell’esperienza utente.

Fornire un’esperienza utente progressivamente migliore

La complessità dell’esperienza utente non è da sottovalutare.

I consumatori si aspettano sempre di più e si aspettano di compiere esperienze di navigazione personalizzate.

La progettazione deriva dai dati e dalle intuizioni dell’esperienza utente e si evolve costantemente per offrire un’esperienza utente in continuo miglioramento.

L’utilizzo dei dati del tuo e-commerce per creare una migliore UX richiede un’efficace analisi di dati per approfondire i comportamenti e le interazioni degli utenti, il nostro team è a tua disposizione per fornirti, oltre la consulenza, anche le strategie e le tattiche migliori per avere successo.

Attiva i dati del tuo e-commerce con una efficace data strategy

L’attivazione dei dati aiuta a potenziare e ottimizzare il tuo data driven marketing e ad aprire nuove opportunità di analisi di marketing.

Come dice il vecchio assioma, il cliente ha sempre ragione oppure possiamo dire anche che il cliente ha tutto il potere nelle sue mani.

Nella relazione rivenditore-consumatore, i consumatori hanno il vantaggio di avere numerosi concorrenti online (e offline) che cercano di catturare la loro attenzione con offerte di marketing, pubblicità per invogliare i consumatori a fare acquisti e farli tornare nuovamente negli shop.

I rivenditori, tuttavia, in particolare in un’era di esperienze di acquisto sempre più basate sull’e-commerce, stanno guadagnando terreno perché le interazioni con i consumatori lasciano una scia di dati.

Parliamo di dati di e-commerce

Le aziende di e-commerce, grandi e piccole, conosceranno bene la ricchezza di dati generati nella sfera dell’online shopping.

Sarà anche chiaro che l’imperativo è utilizzare questi dati per comprendere i desideri, i bisogni, i comportamenti e i modelli comportamentali dei consumatori. In che modo questi attributi si traducono in conversioni, acquisti e fedeltà? E quali dati devi acquisire per ottenere e utilizzare queste informazioni?

A seconda del livello di dettaglio e del modo in cui raccogli i dati, puoi ottenere di tutto: da un’ampia visione del tuo sito, delle prestazioni e della popolarità del coinvolgimento di prodotti e utenti, a informazioni quasi a livello di singolo cliente.

Allo stesso modo, puoi immergerti profondamente nelle conversioni e nele attribuzioni per scoprire più dettagli sul rendimento delle tue attività pubblicitarie e di marketing e per apportare miglioramenti basati sui dati.

Dal report di Emarketer emerge che le aziende riferiscono che dati ricchi e di qualità sono sia difficili da ottenere e spesso svincolati da una strategia di dati coerente.

Tutti i dati di e-commerce nel mondo non compenseranno la mancanza dei dati giusti, di un piano d’azione chiaro e di un’unica fonte di verità (ad esempio, una piattaforma di gestione dei dati).

 

Attivazione dei dati dell’e-commerce: ritorno alle origini

Da un punto di vista leggermente più pratico, una delle cose più importanti da capire quando pianifichi la tua strategia di attivazione dei dati per l’e-commerce è sapere come e da dove stai reperendo i tuoi dati e a quali domande hai bisogno di rispondere grazie a quei dati.

Cercare di generare approfondimenti prima di aver progettato e reso operativa la tua strategia sui dati è un compito stupido.

Senza comprendere i dati generati dalle azioni dei consumatori e le tendenze del mercato e senza definire una strategia su quali dati influenzeranno effettivamente le tue attività di marketing, non andrai molto lontano.

Quando attivi i dati, cosa devi fare o provare? Personalizzerai le offerte per i consumatori target? Proverai a ricostruire l’intero percorso del cliente e tutti i suoi punti di contatto? Sfrutterai le informazioni per la creazione e il posizionamento di contenuti dinamici per influenzare i consumatori? Le risposte a queste domande guideranno la tua strategia di attivazione; prima di tutto cerca di apprendere le nozioni di base e poi sarai più preparato a utilizzare i tuoi dati in modo organizzato, semplificato e più efficace.

Dall’attivazione dei dati alle opportunità di marketing

Le opportunità di analisi di marketing sono ovunque, nascoste in bella vista tra le montagne di dati generati dai consumatori. L’attivazione dei dati è la chiave per sfruttare l’opportunità di marketing e dipende, come accennato, dall’utilizzo dei dati in modo organizzato e semplificato.

È qui che le cose diventano un po’ più tecniche e tangibili in termini di gestione pratica dei dati.

I tuoi dati devono essere ospitati da qualche parte, ed è qui che entra in gioco una piattaforma di gestione dei dati (DMP).

Una DMP è una piattaforma che ti consente di unificare i tuoi dati da più origini (di prima e di terze parti) in un unico posto.

L’attivazione dei dati diventa possibile e più facile quando sei in grado di utilizzare i dati provenienti da tutti i tuoi canali e sorgenti all’interno di un’unica piattaforma integrata.

Esistono numerose DMP commerciali diverse, ma l’importante è che una DMP consente l’organizzazione e l’ottimizzazione in tempo reale, il che consente potenti opportunità pubblicitarie e di marketing.

È importante non sottovalutare l’efficacia di un’attivazione corretta dei dati. La sua natura in tempo reale può influenzare i risultati quando si utilizzano i dati per apportare modifiche “al volo”.

Pensiamo per un momento ad alcuni esempi in cui un’efficace attivazione dei dati può fare la differenza:

  • Ottimizza il “media buying” e il “media selling” con una maggiore precisione nel targeting e nelle decisioni di spesa
  • Genera e implementa annunci e contenuti dinamici per rispondere in tempo reale a ciò a cui i consumatori reagiscono o con cui interagiscono
  • Offri annunci / contenuti personalizzati e la capacità di ottimizzarne la pertinenza in base a dati in tempo reale

Meno statici e più in tempo reale sono i dati e la tua capacità di attivarli, più le opportunità di marketing saranno facilmente mostrabili e personalizzabili.

Efficaci strategie data driven per il successo del marketing

Questo approccio completo all’attivazione dei dati aiuta a sfruttare appieno le opportunità di marketing e, se fatto correttamente, fornisce gli strumenti per calcolare il ROI sulla spesa di marketing e valutare l’efficacia della strategia e delle attività implementate.

Questa comprensione, resa possibile da un’efficace attivazione dei dati, alimenta sia la continua fattibilità delle opportunità di marketing a tua disposizione sia la capacità di adattare e affinare la tua strategia e tattica di marketing basata sui dati in base a ciò che essi rivelano.

E tu sei pronto all’attivazione dei dati del tuo ecommerce? Siamo pronti ad aiutarti, CONTATTACI SUBITO!

 

L’e-commerce non vende, quali sono i motivi?

L’e-commerce non vende, quali sono i motivi?

Dal posizionamento sui motori di ricerca alla unique selling proposition, ecco alcuni motivi per cui un e-commerce non converte più.

Così come nella vita offline anche online il problema delle vendite può riguardare e-commerce appena nati oppure grandi portali esistenti da tempo. E quando il fatturato comincia a calare o non ci sono proprio guadagni una domanda sorge spontanea (e pressante): perché il mio e-commerce non vende

Ecco quali sono i motivi più comuni.

1. Il posizionamento sui motori di ricerca

Quando un’utente esegue la ricerca di un prodotto, generalmente nella prima pagina di Google compaiono quei siti che il motore di ricerca stesso premia in quanto ben ottimizzati e autorevoli. Se il tuo e-commerce non viene restituito come risultato nelle pagine del motore di ricerca allora è un po’ come se non esistesse, almeno agli occhi degli utenti.

Verificare quindi il posizionamento del sito e attuare di conseguenza degli interventi SEO, volti cioè a migliorare la struttura e l’ottimizzazione delle pagine dell’e-commerce per renderlo più “Google-friendly”, è un buon punto di partenza per cercare di recuperare o di far partire le mancate vendite.

2. La navigabilità

Quando si progetta e sviluppa un e-commerce è molto importante non lasciare nulla al caso. Tutto deve essere studiato e implementato affinchè gli utenti possano trovare quello che cercano il più facilmente e comodamente possibile. Generalmente il percorso di navigazione dell’utente su un sito web dovrebbe prevedere al massimo 3 clic fra l’atterraggio iniziale sull’e-commerce e la conversione finale con un acquisto.

Controlla quindi l’alberatura del sito, per verificare che non ci sia un numero eccessivo di sottocategorie, che le pagine di prodotto siano facilmente raggiungibili ed esaustive e che tutte le modalità per l’acquisto, nonché il prezzo dei prodotti, siano chiare, comprensibili e varie. Sulla navigabilità dell’e-commerce e il suo conseguente potere di conversione incide anche l’aspetto visuale: evita pop-up, banner e strutture invasive o fastidiose, di modo da far proseguire la navigazione dell’utente il più agevolmente possibile.

3. La unique selling proposition

Se l’e-commerce offre prodotti che sono già presenti anche sui siti di altri competitor allora è necessario affilare le unghie, facendo emergere un concetto: la unique selling proposition. Significa che, per trasformare un sito di prodotti in un e-commerce di successo, è necessario rendere chiaro e spiegare al cliente qual è la caratteristica (o le caratteristiche) che ti distingue rispetto agli altri e quali sono i vantaggi portati dall’acquistare sul tuo e-commerce.

4. L’affidabilità e la reputazione

Questi due concetti sono dei termini chiave se si vuole avere un sito che converta. Il tuo e-commerce, infatti, potrebbe non generare introiti perché potrebbe risultare come poco affidabile agli occhi degli utenti. Se non sono presenti i tuoi contatti, non è reperibile un numero di telefono per avere ulteriori informazioni, il sito non è in protocollo HTTPS e privacy policy e cookie non sono GDPR compliant allora più che invogliare gli utenti a comprare sul tuo e-commerce potresti spingerli a scappare.

Stesso discorso vale per la reputazione: recensioni, passaparola e presenza sui social sono diventate l’abc per farsi conoscere online. Una mancata “sponsorizzazione” dell’e-commerce sul web potrebbe avere come conseguenza proprio l’assenza di vendite. Valorizza e metti in luce le recensioni positive dei tuoi clienti soddisfatti e crea una buona presenza sui social media (non dimenticarti dell’attività di customer management) per far tornare a crescere il fatturato.

5. Old style

Se l’e-commerce è online ormai da diverso tempo è bene provvedere quanto prima a una bella rinfrescata. Il restyling è un’attività tanto complessa quanto utilissima, non solo per rimanere al passo con i tempi ma anche per dare nuova linfa vitale agli acquisti dei tuoi clienti. Una nuova veste grafica, il refresh dei testi delle landing e un innovativo layout potrebbero essere le carte vincenti per rendere il tuo e-commerce più prospero che mai.

Come far vendere il tuo e-commerce? Il ruolo di Digitools

Per far tornare o proprio far cominciare a vendere un sito web la nostra agenzia può essere quello che fa al caso tuo. In una fase iniziale viene effettuato un audit dell’e-commerce, con cui si analizzano aspetti come la UX e UI del sito, il posizionamento sui motori di ricerca, la pubblicità online, le attività di email marketing, l’analisi di dati e la creazione e promozione di contenuti.

Gli step successivi riguardano invece l’implementazione delle modifiche consigliate in fase di audit, l’impostazione di campagne SEO e SEM per acquisire nuovo traffico (e quindi nuovi potenziali clienti), la messa a terra e in pratica di una strategia di Content Marketing (per fare awareness) e la misurazione finale delle performance.

A che cosa porta tutto questo? Solo per fare degli esempi:

  • Miglioramento del Conversion Rate;
  • Diminuzione del costo di vendita e aumento dello scontrino medio;
  • Incremento del ROI;
  • Miglioramento della UX del sito;
  • Miglioramento del posizionamento organico dell’e-commerce.

CONTATTACI SUBITO per un audit personalizzato del TUO ECOMMERCE!

Che cos’è la data governance e perché è importante per l’e-commerce?

In tutti i settori, la data governance è un requisito fondamentale per guidare la raccolta e l’utilizzo delle enormi quantità di dati a cui le aziende hanno ora accesso.

Non è solo una misura protettiva, che riduce i rischi e garantisce la conformità con le iniziative di protezione dei dati, ma è anche un modo per capitalizzare il vero valore dei dati, soprattutto nell’e-commerce.

Le società di e-commerce hanno un accesso a una grande quantità di dati sui consumatori, dati personali, comportamentali e finanziari con l’obiettivo di utilizzare gran parte di questi per il marketing e il processo decisionale.

Oltre a salvaguardare questi dati, le società di e-commerce vogliono anche sviluppare piani di utilizzo dei dati sempre più sofisticati che consentano loro di comprendere i propri clienti nel modo più completo possibile.

Potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa, dagli algoritmi e motori di personalizzazione al marketing mirato, alla comprensione dei percorsi dei clienti e all’analisi del comportamento degli utenti.

Questi casi d’uso e i rischi che possono comportare richiedono un approccio attento alla protezione dei dati sensibili e alla messa in atto di processi per definire politiche, standard, qualità, sicurezza e ruoli dei dati, ovvero chi ha diritto a quali dati e in quali situazioni.

Queste considerazioni chiave portano alla creazione della tua strategia di data governance.

Cos’è la data governance?

La governance dei dati comprende il processo end-to-end per portare coerenza e organizzazione trasparente al modo in cui raccogli, elabori, mantieni, archivi e proteggi i dati nei sistemi aziendali.

La data governance va oltre la gestione dei dati di base, essa include definizioni di come raccogli e utilizzi i dati in modo responsabile, garantisce la qualità dei dati raccolti e dei processi di archiviazione che hai in atto per rendere i dati il ​​più sicuri possibile, in accordo alle normative sulla gestione dei dati, come il GDPR.

La tua strategia data governance sarà sostenuta dal tuo framework di gestione dei dati, che puoi considerare come un insieme di pilastri su cui si basa la tua strategia.

Un potenziale insieme di pilastri potrebbe assomigliare a questo:

  • PERCHE’ (fattori trainanti): si desidera stabilire fiducia nei dati, nella loro qualità e coerenza instillando una mentalità chiara incentrata sui dati. Per promuovere questa nuova mentalità, si desidera creare una serie di processi per la trasparenza, la responsabilità, la sicurezza e la conformità, nonché gli strumenti e l’accesso che aiuteranno il flusso dei dati ove necessario.
  • COSA (obiettivi): cosa deve includere il tuo programma di governance dei dati? Affronta la privacy e la sicurezza dei dati? Comprende controlli approfonditi di autorizzazione e accessibilità? Specifica le regole di raccolta, archiviazione, elaborazione e come queste operazioni vengono gestite nel tempo? I cicli di vita dei dati corrispondono alle tue necessità e al tuo utilizzo, nonché a quanto consentito dal punto di vista della conformità legale? La verificabilità è integrata?
  • CHI: quali team o persone sono coinvolti nel programma di governance dei dati in ogni fase? Definisci i ruoli: hai data scientist? Hai un data team? Il personale addetto al marketing ha bisogno di accedere alle piattaforme dati o solo ai rapporti sui dati? Le agenzie e i fornitori esterni interagiscono e richiedono l’accesso a queste piattaforme e sistemi? Chi sarà interessato dai programmi o dalle attività di governance dei dati? Anche queste relazioni con i dati e gli strumenti di dati devono essere mappate come parte della strategia di governance.
  • COME (strutture, strumenti e tecnologie): quali tipi di strutture e soluzioni devono essere introdotte per controllare la gestione dei dati, le autorizzazioni e l’accesso, monitorare la conformità e applicare la strategia di data governance?

Questi pilastri tengono conto di molte best practice, ma possono avere un aspetto diverso a seconda della tua attività e di ciò che desideri ottenere. In sostanza, lo scopo è identificare tutti i fattori che contribuiscono alla gestione e alla protezione delle risorse di dati della tua azienda.

Governance dei dati contro gestione dei dati

La governance e la gestione dei dati non sono la stessa cosa? Sebbene molte aziende guardino alla governance dei dati principalmente dal punto di vista del controllo normativo e delle politiche, dovrebbe includere anche la gestione dei dati, che è un sottoinsieme di una strategia di governance dei dati.

Lo sviluppo di una strategia di governance dei dati completa, come evidenziato in precedenza, dovrebbe essere considerato non solo come un’opportunità per garantire che i dati siano protetti, aderiscano alle politiche dei dati che hai impostato e non vengano utilizzati in modo improprio, ma anche come un’opportunità unica per cercare i dati qualità e integrità per semplificare il proprio lavoro e rendere più facile lavorare con i dati.

Quando si dispone di una chiara strategia che guida i dati raccolti e il motivo per cui li si raccoglie, la data governance è quasi un ripensamento.

La stessa gestione dei dati comprende gli aspetti tecnici della raccolta e dell’archiviazione dei dati, rendendola, prima di tutto, una disciplina IT.

Contribuisce alla strategia di data governance, ma è una pratica che include processi e sistemi: le soluzioni e gli strumenti che un’azienda utilizza per raccogliere, archiviare, organizzare, convalidare, elaborare e mantenere i dati per tutta la sua vita.

La gestione dei dati può includere la gestione dei dati, il data warehousing, l’architettura dei dati, la gestione della qualità dei dati, la sicurezza dei dati, tra una serie di altre categorie di gestione fisica e logistica dei dati.

Cosa sono i dati master e la governance dei dati master?

Un sottoinsieme di questi dati è costituito dai dati master ed è possibile creare un approccio separato alla governance dei dati master. I dati master sono i dati al centro di categorie o domini specifici che hai definito come fondamentali per la tua attività.

Con l’e-commerce, vorrai determinare queste categorie per assicurarti di disporre di dati coerenti e accurati che coprano ciascuna categoria principale. Per semplificarlo, la master data governance si riduce a mettere tutti sulla stessa pagina.

Lo sviluppo e la gestione dei dati master richiedono che tutti in un’organizzazione abbiano le stesse definizioni, politiche, regole, strumenti, processi e flussi di lavoro con cui lavorare.

Comprensione e applicazione delle migliori pratiche di governance dei dati

La governance dei dati è un imperativo strategico e un percorso verso notevoli vantaggi organizzativi per le aziende di e-commerce, tra cui:

  • Potenziali risparmi sui costi nella gestione dei dati
  • Maggiore valore e visibilità dei dati nell’organizzazione
  • Ridurre al minimo i rischi per la sicurezza e aumentare la privacy dei dati
  • Standardizzazione e accuratezza di dati, politiche, procedure e standard, per una più facile trasparenza e verificabilità
  • Migliore qualità dei dati per una migliore applicabilità nel marketing e nell’attività basati sui dati, come segmentazione dei clienti, approfondimenti sul loro comportamento e sul loro percorso, analisi delle conversioni, attribuzione, ecc.

Best practice per la data governance

Ogni azienda e i suoi obiettivi basati sui dati sono diversi, ma nel passaggio alla governance dei dati, ci sono una serie di best practice di base da considerare e su cui basarsi:

  • Ricordare che la data governance comprende tutti i fattori sopra elencati: persone, processi, metodi e tecnologie. Dovresti considerare tutti questi aspetti mentre sviluppi la tua strategia, ma non perderti nei dettagli.
  • Prima di iniziare questo processo, o di cambiarne uno esistente, vorrai comunicare e informare tutti i team e le persone interessati e ottenere feedback e riscontro. I tuoi dipendenti determineranno il successo della tua attività
  • Stabilire ruoli chiari: anche in questo caso con le persone, è necessario sapere chi guida il processo di governance e chi è a portata di mano con i dati, gestendoli e / o utilizzandoli.
  • Definisci i tuoi pilastri: come elencato sopra, capire perché, cosa, chi e come ti aiuterà a sviluppare la tua strategia di governance dei dati e iniziare a distribuirla.

La data governance non è facoltativa. Per le aziende di e-commerce che si affidano a dati granulari per fare marketing basato sui dati, prevedere le tendenze, comprendere la gestione dell’inventario, comprendere i percorsi dei clienti e gli acquirenti e altri casi di analisi avanzata, la data governance è essenziale.

Ti consente di fornire ai tuoi team politiche chiare e coerenti e l’accesso ai dati chiave, proteggendo allo stesso tempo i dati sensibili e garantendo la conformità normativa.

Pronto per discutere con noi le tue strategie di data governance? CONTATTACI SUBITO!



	

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