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SEO negativa: cos’è, come contrastarla

Che cos’è la SEO negativa?

La SEO negativa è un insieme di attività volte a diminuire il posizionamento del sito di un concorrente nei risultati dei motori di ricerca. Queste attività possono includere la creazione consapevole di spam, collegamenti innaturali al sito, lo scraping dei contenuti e persino l’hacking di un sito. La SEO negativa è un argomento controverso nella SEO. Se ne sente parlare molto, ma come si fa a sapere se qualcuno sta cercando di danneggiare il tuo posizionamento nella SERP? Come riconoscere un attacco di negative SEO? 

Tipologie di attacchi

Esistono varie forme di SEO negativa, in questo articolo parleremo di quelle che vengono più comunemente utilizzate:

1. Hackerare il sito web

Quando un sito web viene hackerato, le prestazioni SEO ne risentono negativamente.  Se l’hacking porta ad una concreta perdita di visibilità sui motori di ricerca, allora si può considerare di aver subito un attacco da negative SEO.

2. Creare backlink con testi anchor spam che puntano al sito web

Tra i mezzi più utilizzati per generare link negativi si annoverano: link farm, software automatici, PBN (public blog network, reti di blog pubbliche). Tuttavia, la maggior parte dei siti web può considerarsi completamente al sicuro dagli attacchi SEO negativi. Google è in grado di intercettare esplosioni di backlink spam, quindi è improbabile che questi tipi di attacchi influenzino il tuo ranking. Inoltre, un singolo link di spam (anche se è esteso a tutto il sito) non sarebbe in grado di influenzare le classifiche di un sito, indipendentemente da quanti link di qualità avessi in precedenza. Ecco perché la SEO negativa in genere implica collegamenti da un gruppo di siti o link farm, ovvero un hub di siti web interconnessi.

3. Eseguire lo scraping dei contenuti di un sito e creare dei duplicati

Un’altra tecnica SEO negativa è la falsificazione di contenuti duplicati. La pratica dello scraping si basa sul creare duplicati dei siti web o di parte dei loro contenuti, copiarli su altri siti e diffonderli sul web.

4. Postare recensioni negative false 

Ricevere recensioni negative può avere una pessima influenza sul posizionamento nei motori di ricerca locali e, purtroppo, sono uno dei metodi più utilizzati dai concorrenti per ostacolare l’attività e il ranking di un sito web. Per questo motivo dovresti sempre tenere monitorato il tuo profilo Google My Business. Le recensioni false violano la policy di Google, secondo la quale “non si dovrebbero mai pubblicare recensioni per conto di altri o travisare la propria identità e riportare false affermazioni sul luogo che si sta recensendo.”

5. Inviare richieste di rimozione false ai webmaster e rimuovere backlink

Per influenzare le tue posizioni nelle SERP, un’altra tecnica utilizzata consiste nel fingere di essere te o un’agenzia che agisce a tuo nome ed entrare in contatto con i webmaster chiedendogli di rimuovere i link che puntano al tuo sito.
Queste sono le tattiche più comuni per quanto riguarda gli attacchi di negative SEO. Ad ogni modo, se dovesse verificarsi un evidente calo nel ranking, prima di pensare di aver subito un attacco da negative SEO dovresti verificare alcune condizioni:
  • Un aggiornamento nell’algoritmo di base di Google.
  • L’esclusione dal filtraggio algoritmico di Google.
Fai in modo che i contenuti del tuo sito web siano sempre ottimizzati, coinvolgenti e orientati all’utente e controlla i tuoi backlink perché potresti già avere un profilo di backlink che i filtri di Google potrebbero considerare spam (contenenti link innaturali).
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