Matrice RFM: come utilizzarla per la tua strategia e-commerce

Matrice RFM: cos’è e perché è importante per la tua strategia e-commerce

La matrice RFM viene spesso utilizzata nella marketing automation per l’implementazione di strategie di retention marketing e la fidelizzazione dei propri clienti.

La matrice RFM fa riferimento a tre variabili:

Recency: indica il tempo che è intercorso dall’ultimo acquisto

Frequency: indica il numero di volte in cui l’utente ha effettuato un acquisto in un determinato periodo di tempo

Monetary: indica la spesa totale del cliente in un preciso periodo di riferimento.

Da questa analisi è possibile mappare la propria audience, comprendere quali sono i clienti con punteggi RFM più alti, e di conseguenza, decidere su quali clienti ha senso investire tempo e risorse.

Appare evidente che la combinazione di diverse variabili può dare origine a più segmenti:

  • Clienti che acquistano spesso ma spendono poco (Frequency alta; Monetary bassa)
  • Clienti che di solito acquistano spesso, spendono molto ma non effettuano acquisti da un po’ (Frequency alta; Monetary alta; Recency bassa).
  • Clienti che spendono molto, di recente hanno effettuato un acquisto e acquistano spesso (Recency alta; Monetary alta; Frequency alta).

Dunque, dopo aver preso consapevolezza di come si compone il nostro bacino di utenti, è possibile mettere in atto diverse strategie commerciali. Di seguito ti forniremo qualche esempio:

  • Per i clienti che hanno già effettuato un acquisto ma non acquistano da un po’, potremmo proporre uno sconto sul secondo acquisto.
  • Ai clienti che acquistano spesso e hanno un power spending alto, potremmo dare l’accesso a promozioni esclusive o prevedere un programma fedeltà.
  • Ai clienti che acquistano spesso e sono fidelizzati al nostro brand, potremmo premiarli con esperienze regalo o un catalogo a premi.

Per poter funzionare ed essere attendibile la matrice RFM richiede una storicità di almeno 6 mesi per le aziende che hanno una buona ricorrenza d’acquisto (es. 30-60 gg).

L’arco temporale di analisi, ovviamente, dipenderà dal mercato e dalle caratteristiche intrinseche del business. Un’agenzia di viaggi o un concessionario di automobili, ad esempio, non potrà considerare un cliente come “perso” dopo 6 mesi.

Marketing automation e RFM

La marketing automation è uno strumento che può sfruttare le potenzialità della matrice RFM e, se usato correttamente, consente di veicolare traffico di qualità verso il tuo sito web e aumentare le entrate derivanti da questo traffico.

Innanzitutto sarà necessario definire i criteri di classificazione dei clienti. (VIP, ricorrente, perso, nuovo)

Successivamente dovrai capire quali sono le esigenze di ogni cluster di persone e determinare quale tipo di comunicazione e offerte dedicare a ciascuno di loro. Infine, sarebbe utile aggiungere anche lo storico degli acquisti.

La matrice RFM è un metodo che funziona molto bene in ottica di customer retention e che può essere facilmente applicabile alla marketing automation, all’advertising e al CRM. Dunque, il nostro consiglio è quello di non concentrarsi solo sull’acquisizione di nuovi clienti ma mettere in atto un’offerta commerciale e una proposta comunicativa mirata alla fidelizzazione dei clienti attuali.

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Crawl budget: cos’è, come funziona

Come migliorare il ranking grazie al crawl budget

Se hai un sito web o un e-commerce, sicuramente conoscerai l’importanza di avere un buon posizionamento sul motore di ricerca. Per migliorare il tuo ranking si può agire in diversi modi come ad esempio, creando contenuti di qualità, ottenendo un maggior numero di backlink, scrivendo e ottimizzando gli articoli del proprio blog in ottica SEO oppure sfruttando il cosiddetto “crawl budget”.

In questo articolo ti spiegheremo cos’è un “crawl budget” e cosa puoi fare per ottimizzarlo.

Che cos’è un crawl budget?

Il crawl budget è un valore che Google assegna ad un sito web. Si tratta di un vero e proprio budget che potrebbe variare leggermente da un giorno all’altro ma nel complesso resta relativamente stabile. Il numero di pagine che vengono scansionate è generalmente determinato dalle dimensioni, dallo “stato” del tuo sito (quanti errori incontra Google) e dal numero di link che portano al tuo sito.

Come funziona un crawler?

Un crawler come Googlebot ottiene un elenco di URL da cui eseguire la scansione sul tuo sito web, scorre sistematicamente quell’elenco e, una volta che uno spider ha scansionato un URL e ne ha analizzato il contenuto, aggiunge nuovi URL che ha trovato su quella pagina che deve scansionare.

Diversi eventi possono far pensare a Google che un URL debba essere scansionato: potrebbe aver trovato nuovi collegamenti che puntano al contenuto o potrebbe essere stato aggiornato nella mappa del sito XML.

Come capire il valore del tuo crawl budget

Per monitorare le attività di Googlebot sul tuo sito puoi utilizzare Google Search Console. Questo strumento ti consente di capire quante richieste al secondo vengono avanzate al tuo sito dal motore di ricerca.

Sulla Search Console puoi osservare le seguenti statistiche di scansione:

  • Richieste di scansione totali
  • Dimensioni totali di download (byte)
  • Il tempo medio di risposta (ms)

Per quanto riguarda le richieste di scansione totali, maggiore è il valore e meglio è. Per gli altri due valori invece vale il contrario. Dunque ottimizzare il peso delle pagine consente al crawler e soprattutto agli utenti di navigare più velocemente.

Come aumentare il tuo crawl budget

Diamo un’occhiata alle cose che effettivamente migliorano il numero di pagine che Google può scansionare sul tuo sito.

  • Limita la quantità di URL di poco valore presenti sul tuo sito web (pagine che presentano contenuti duplicati, pagine compromesse da hacking, spam)
  • Segnala a Googlebot i parametri degli URL
  • Aggiorna le sitemap
  • Usa i tag hreflang per indicare paese e lingua

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Link building: cos’è e perché è importante per la SEO

Cos’è la link building

La link building è un’attività strategica tesa ad accrescere il numero di link in ingresso verso un sito web che in questo modo acquisisce maggiore autorevolezza agli occhi del motore di ricerca.

La link building è un’attività chiave per la SEO poiché Google è in grado di valutare la quantità, la provenienza, la qualità, la pertinenza e la rilevanza del link e del sito che lo invia. Tuttavia, l’attività di link building deve avvenire in maniera del tutto naturale. L’obiettivo deve essere quello di ottenere link piuttosto che acquistarli o raggiungerli attraverso tecniche manipolative, le cosiddette tecniche “SEO black hat”.

Quali sono i link di qualità

La qualità di un link è determinata da una serie di caratteristiche:

  • popolarità: determinata dal numero di link in ingresso che puntano verso una precisa risorsa
  • rilevanza e autorevolezza del sito: più un sito è popolare e importante, maggiore è il peso dei link di quel sito
  • pertinenza: i contenuti sono in linea con il link in questione
  • trust del sito: si ottengono link da siti ritenuti affidabili e sicuri
  • età dei link: i link “giovani” rappresentano un valore aggiunto

Le principali strategie per una link building efficace

Esistono diverse modalità per fare link building, tra le più importanti annoveriamo:

  • Scrivere articoli ottimizzati per una o più keyword specifiche e che presentino un approfondimento rispetto al tema centrale che si sceglie di trattare nel pezzo o sul sito ospitante
  • Variare la frequenza di link follow e nofollow
  • Puntare sulle citazioni se provengono da fonti autorevoli
  • Utilizzare forum tematici e verticali sugli argomenti trattati sul sito
  • Costruire link interni attraverso anchor text (il testo di ancoraggio è quella porzione di testo a cui viene agganciato il collegamento ipertestuale).

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Consent Mode: cos’è e come implementarlo

Cos’è il consent mode

Il GDPR e la conseguente richiesta di consenso per il trattamento dei propri dati ha fatto in modo che gli utenti siano più attenti a condividere i propri dati e tutelino maggiormente la propria privacy.

La normativa infatti, prevede che gli utenti debbano scegliere se accettare due tipologie di tracciamenti:

  1. Statistici: permettono di verificare l’utilizzo del sito da parte degli utenti
  2. Profilanti: raccolgono informazioni per fini pubblicitari

Google per sopperire a questo problema ha lanciato la funzionalità Consent Mode che consente di ottenere informazioni in maniera anonima e cookieless, in linea con la scelta espressa dall’utente sul banner dei cookie.

Come integrare il Consent Mode

Il Consent Mode può essere integrato con Google Analytics, Google Ads e Floodflight tenendo separato il tracciamento statistico da quello pubblicitario e si basa sulla presenza di una CMP (Consent Management Platform) dalla quale riesce a ricavare le categorie di cookie accettate o rifiutate dall’utente grazie alle azioni dell’utente stesso sul banner cookie. In base al consenso dell’utente, vengono registrate informazioni anonime che riguardano la visualizzazione della pagina e/o eventuali parametri presenti nell’URL riguardanti le campagne di provenienza.

L’implementazione del Consent Mode consente una raccolta dati molto più granulare soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità dei dati provenienti da campagne di advertising, fortemente influenzate dalla dismissione di cookie di terza parte e dai blocchi relativi alla privacy. Infatti, quando gli utenti non accettano i cookie di terze parti, le piattaforme pubblicitarie ricevono molti meno dati rispetto a quelli raccolti in precedenza. Questo si traduce in un numero inferiore di dati e, il più delle volte, imprecisi. Grazie al consent mode è possibile registrare gli atterraggi sul sito anche degli utenti che non interagiscono con il banner o negano il consenso. Inoltre, vengono registrate conversioni legate a Google Ads anche nel caso in cui l’utente non accetti i cookie profilanti. Un altro aspetto positivo riguarda la raccolta da parte di Google dei dati che verranno utilizzati sulle sue piattaforme per creare modelli previsionali, utili per attivare il machine learning quando i cookie di terze parti verranno dismessi da ogni browser.

Le piattaforme di gestione del consenso compatibili con il Consent Mode sono:

  • Cookiebot
  • Iubenda
  • OneTrust
  • Osano
  • Sourcepoint

Come funziona il Consent Mode

Per gestire i cookie relativi all’analisi e alle campagne pubblicitarie sul tuo sito, Google ha introdotto due tipi di consenso:

  1. analytics_storage: determina il comportamento dei cookie analitici sul tuo sito web in base al consenso dato dall’utente. Se gli utenti non dovessero concedere il consenso ai cookie analitici, il tuo sito web riceverebbe comunque dati di base come: orario delle visite al tuo sito web, user agent ovvero se gli utenti sono atterrati sul tuo sito web, referrer e dunque un’indicazione sul modo in cui l’utente è arrivato sul tuo sito web.
  2. ad_storage: regola il comportamento dei cookie di marketing sul tuo sito web a seconda dello stato del consenso scelto dall’utente. Quindi non verrà più mostrata pubblicità mirata basata sul tracciamento dei dati personali ma il tuo sito web mostrerà pubblicità contestuale basata su dati anonimi. Inoltre, nel caso in cui un utente non abbia accettato i cookie relativi al marketing, la Consent Mode consentirà di misurare le conversioni relative a una specifica campagna a livello aggregato, e non più a livello di singolo utente.

Google ha dichiarato che: “in media, il Consent Mode recupera più del 70% delle conversioni provenienti dagli annunci Google Ads che andrebbero perse a causa delle scelte di consenso degli utenti“.

Quindi, grazie al Consent Mode, tutti i parametri dei tag relativi alla profilazione dell’utente (necessari, statistici, marketing) potranno essere gestiti in modo automatico e potranno modificare il loro comportamento nel caso in cui gli utenti decidessero di cambiare i propri consensi in un secondo momento. Il nostro consiglio è quello di installare questa funzionalità con l’aiuto di un partner tecnico preparato e previo confronto con il proprio DPO per garantire una raccolta dati più precisa e accurata, evitare la perdita di dati e allo stesso tempo assicurare il rispetto della privacy agli utenti.

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Consent Mode: cos’è e come implementarlo

Cos’è il consent mode

Il GDPR e la conseguente richiesta di consenso per il trattamento dei propri dati ha fatto in modo che gli utenti siano più attenti a condividere i propri dati e tutelino maggiormente la propria privacy.

La normativa infatti, prevede che gli utenti debbano scegliere se accettare due tipologie di tracciamenti:

  1. Statistici: permettono di verificare l’utilizzo del sito da parte degli utenti
  2. Profilanti: raccolgono informazioni per fini pubblicitari

Google per sopperire a questo problema ha lanciato la funzionalità Consent Mode che consente di ottenere informazioni in maniera anonima e cookieless, in linea con la scelta espressa dall’utente sul banner dei cookie.

Come integrare il Consent Mode

Il Consent Mode può essere integrato con Google Analytics, Google Ads e Floodflight tenendo separato il tracciamento statistico da quello pubblicitario e si basa sulla presenza di una CMP (Consent Management Platform) dalla quale riesce a ricavare le categorie di cookie accettate o rifiutate dall’utente grazie alle azioni dell’utente stesso sul banner cookie. In base al consenso dell’utente, vengono registrate informazioni anonime che riguardano la visualizzazione della pagina e/o eventuali parametri presenti nell’URL riguardanti le campagne di provenienza.

L’implementazione del Consent Mode consente una raccolta dati molto più granulare soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità dei dati provenienti da campagne di advertising, fortemente influenzate dalla dismissione di cookie di terza parte e dai blocchi relativi alla privacy. Infatti, quando gli utenti non accettano i cookie di terze parti, le piattaforme pubblicitarie ricevono molti meno dati rispetto a quelli raccolti in precedenza e, il più delle volte, imprecisi. Grazie al consent mode è possibile registrare gli atterraggi sul sito anche degli utenti che non interagiscono con il banner o negano il consenso. Inoltre, vengono registrate conversioni legate a Google Ads anche nel caso in cui l’utente non accetti i cookie profilanti. Un altro aspetto positivo riguarda la raccolta da parte di Google dei dati che verranno utilizzati sulle sue piattaforme per creare modelli previsionali, utili per attivare il machine learning quando i cookie di terze parti verranno dismessi da ogni browser.

Le piattaforme di gestione del consenso compatibili con il Consent Mode sono:

  • Cookiebot
  • Iubenda
  • OneTrust
  • Osano
  • Sourcepoint

Come funziona il Consent Mode

Per gestire i cookie relativi all’analisi e alle campagne pubblicitarie sul tuo sito, Google ha introdotto due tipi di consenso:

  1. analytics_storage: determina il comportamento dei cookie analitici sul tuo sito web in base al consenso dato dall’utente. Se gli utenti non dovessero concedere il consenso ai cookie analitici, il tuo sito web riceverebbe comunque dati di base come: orario delle visite al tuo sito web, user agent ovvero se gli utenti sono atterrati sul tuo sito web, referrer e dunque un’indicazione sul modo in cui l’utente è arrivato sul tuo sito web.
  2. ad_storage: regola il comportamento dei cookie di marketing sul tuo sito web a seconda dello stato del consenso scelto dall’utente. Quindi non verrà più mostrata pubblicità mirata basata sul tracciamento dei dati personali ma il tuo sito web mostrerà pubblicità contestuale basata su dati anonimi. Inoltre, nel caso in cui un utente non abbia accettato i cookie relativi al marketing, la Consent Mode consentirà di misurare le conversioni relative a una specifica campagna a livello aggregato, e non più a livello di singolo utente.

Google ha dichiarato che: “in media, il Consent Mode recupera più del 70% delle conversioni provenienti dagli annunci Google Ads che andrebbero perse a causa delle scelte di consenso degli utenti“.

Quindi, grazie al Consent Mode, tutti i parametri dei tag relativi alla profilazione dell’utente (necessari, statistici, marketing) potranno essere gestiti in modo automatico e potranno modificare il loro comportamento nel caso in cui gli utenti decidessero di cambiare i propri consensi in un secondo momento. Il nostro consiglio è quello di installare questa funzionalità con l’aiuto di un partner tecnico preparato e previo confronto con il proprio DPO per garantire una raccolta dati più precisa e accurata, evitare la perdita di dati e allo stesso tempo assicurare il rispetto della privacy agli utenti.

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Customer Experience: 7 consigli per migliorarla

Customer Experience: cos’é

La Customer Experience può essere definita come una sequenza di interazioni che avvengono tra una persona e un brand lungo tutti i touch point che caratterizzano il Customer Journey e l’intero ciclo di vita del cliente. Queste interazioni generano impatti cognitivi, emotivi, comportamentali e sensoriali durante i quali avviene uno scambio di informazioni, dati e sensazioni. Tuttavia, non è sufficiente considerare i singoli touchpoint ma al contrario, occorre pensare alla Customer Journey come un’esperienza unica. Infatti la scelta di un brand, di un prodotto o di un servizio oggi non si basa più soltanto sulla qualità in sé del prodotto o del servizio erogato ma sul valore dell’esperienza percepita e vissuta dai clienti.

Perché la CX è diventata così importante?

Negli ultimi anni, la CX è diventata uno dei principali fattori di differenziazione competitiva. Pertanto le aziende devono assicurarsi che le loro strategie possano offrire interazioni personalizzate e soddisfacenti in ogni punto di contatto con il cliente.

Per questo motivo è necessario porsi alcuni quesiti. Le tue campagne di marketing rispondono ai desideri e bisogni dei tuoi clienti? Il tuo sito e-commerce è facile da navigare? Quanto è forte la tua strategia per servire sia i clienti B2B sia quelli B2C durante i processi di vendita e Customer Service?

Ricorda che la Customer Experience si basa sulle percezioni del cliente, dunque creare campagne di marketing coinvolgenti e incentrate sul cliente è fondamentale per attirare nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti.

Cosa fare per migliorare e garantire agli utenti un’ottima esperienza di navigazione?

7 consigli per migliorare la Customer Experience

  • Adotta una strategia omnichannel

La gestione sinergica dei vari punti di contatto (o touchpoint) e canali di interazione tra azienda e consumatore fa riferimento a tutti gli asset che sono a disposizione dell’azienda per costruire una relazione lungo il processo di acquisto (advertising, pre-vendita, pagamento e post-vendita). Possono essere fisici (retail, call center) oppure online (social media, mobile app, sito di e-commerce). La gestione integrata di questi punti di contatto è alla base di una strategia omnicanale.

  • Ottimizza il servizio clienti

L’obiettivo è saper rispondere alle mutevoli esigenze dei consumatori e riuscire a offrire al cliente ciò che sta cercando, ancora prima che lo desideri.

  • Personalizza la comunicazione verso i clienti

I clienti oggi si aspettano di ricevere servizi personalizzati e in linea con le proprie preferenze. Per questa ragione, è essenziale offrire prodotti e servizi che siano pertinenti alle esigenze e ai bisogni dei singoli consumatori che sentendosi apprezzate, saranno più fedeli nei confronti del brand.

  • Migliora la UX del tuo sito

Una navigazione semplice, veloce e intuitiva aiuterà i tuoi clienti a trovare immediatamente quello che cercano. Questo accrescerà il grado di soddisfazione dei tuoi clienti e si tradurrà, di conseguenza, in un migliore tasso di conversione.

  • Utilizza la sentiment analysis

La Sentiment Analysis può essere definita come l’attività concentrata ad analizzare ed ascoltare il web, al fine di capire l’opinione degli utenti in riferimento ad un prodotto o a un servizio. Questa analisi ti aiuterà a comprendere qual è la reputation dell’azienda e, contestualmente, porre le basi per attuare strategie di marketing più mirate.

  • Utilizza la Customer Journey Map

La customer journey map è il percorso che il consumatore compie e serve per capire come e cosa fa il cliente per interagire con l’azienda, il brand, i servizi e i prodotti attraverso i vari punti di contatto.

  • Misura la Customer Experience

La misurazione della Customer Experience è un passaggio fondamentale per misurare con precisione la soddisfazione per l’esperienza fornita al cliente. Senza di essa, non sarebbe possibile rilevare il grado di insoddisfazione dei tuoi clienti. Di conseguenza, una mancata misurazione della CX può comportare la perdita del cliente e una perdita economica.

Vantaggi

Una migliore CX genera una serie di vantaggi positivi, tra cui:

  • fidelizzazione dei clienti
  • riduzione dei costi di retention
  • riduzione del tasso di abbandono o churn rate

Vorresti migliorare la tua customer experience ma non sai come fare? CONTATTACI! Analizzeremo il tuo sito web e ti aiuteremo a ottimizzare i diversi punti di contatto per far sì che la customer experience diventi un punto di forza della tua azienda e un fattore distintivo rispetto ai tuoi competitor.

SEO e PPC: come ottimizzare la propria strategia di data-driven marketing

Come posizionarsi nella SERP

I risultati di ricerca sono diventati molto più dinamici e personalizzati e questo rende più difficile che mai apparire nella SERP di Google. Per questo motivo è di fondamentale importanza comprendere come appaiono le SERP nel tuo settore specifico.

Come superare dunque i propri concorrenti? In questo articolo ti guideremo nella scelta della strategia più adatta per raggiungere i tuoi obiettivi.

Esplora la concorrenza locale in SEO e PPC

Sia il PPC che la SEO possono aiutarti ad indirizzare traffico mirato al tuo sito web. Ma su quale di queste strategie dovresti concentrarti per prima?

Supponiamo che tu sia un’agenzia di marketing che opera nel New Jersey. Il CPC medio per Marketing e pubblicità in questo stato è di $ 4,31. In questo caso, potresti prendere in considerazione la possibilità di concentrarti maggiormente sulla SEO per attirare traffico organico. Se vieni dalla Virginia Occidentale, in media, devi spendere $ 0,55 per un clic per pubblicizzare i tuoi servizi lì. Significa che la concorrenza per gli spazi pubblicitari di ricerca a pagamento nelle SERP in questo stato è molto più bassa e una campagna PPC potrebbe fornire un buon ROI.

Scopri le funzionalità SERP nella tua nicchia

Oltre ai normali elenchi organici, le pagine dei risultati di ricerca possono contenere altre varianti di contenuto, come le funzionalità SERP. Queste funzioni sono elementi speciali che aggiungono più informazioni e contesto oltre i risultati di ricerca standard. Ad esempio, una delle funzionalità SERP di Google più popolari è un Featured Snippet, ovvero un particolare tipo di risultato di ricerca volto a rispondere alle domande degli utenti. Uno snippet viene visualizzato in una casella sopra i risultati organici, dando alla tua pagina una maggiore visibilità e aumentando la tua autorità come esperto del settore, indirizzando molto traffico sul tuo sito web. In genere, gli snippet in primo piano rappresentano un’opportunità per le pagine che si classificano nelle prime posizioni. Se non sfrutti le funzionalità SERP che sono rilevanti per il tuo sito web, potresti perdere una buona opportunità per occupare più spazio SERP di Google. Anche se il tuo sito web si posiziona bene nei risultati di ricerca a pagamento, vale comunque la pena provare a migliorare la visibilità e la credibilità della tua azienda nella SERP.

Scopri quanto sono popolari gli annunci di Google Shopping nel tuo settore

I Product Listing Ads o i risultati di Google Shopping ti consentono di mettere in evidenza i tuoi prodotti, in alto o in alto a destra di una SERP e sopra i normali snippet di Google Ads. Gli annunci di Google Shopping di solito portano a percentuali di clic più elevate rispetto ai normali annunci di testo. Di conseguenza l’aumento del traffico e dei clic implicherà spendere più budget pubblicitario. Se il tuo settore ha poca concorrenza in Google Shopping e c’è un piccolo numero di aziende che utilizzano i PLA, forse ha senso cogliere l’opportunità di indirizzare il traffico al tuo sito web attraverso questo canale. In questo caso, gli annunci di Google Shopping potrebbero essere meno costosi per conversione rispetto alla ricerca a pagamento e agli annunci display. Tuttavia, tieni presente che il PLA funziona solo per le attività di e-commerce che utilizzano Google Merchant Center.

Individua le strategie dei concorrenti

Per scoprire gli annunci con scheda di prodotto più performanti del tuo concorrente, cerca di capire qual è il numero di parole chiave per cui è apparso nei risultati di Google Shopping, il titolo e il prezzo del prodotto. Presta attenzione agli annunci più pertinenti e attinenti alla tua attività e analizza gli elementi di tali annunci per capire meglio cosa piace di più a Google. Disporre di tutte queste informazioni può aiutarti a capire come appare lo spazio di ricerca a pagamento di Google nella tua nicchia e come funzionano i PLA. Usa questi dati per essere più efficace nel promuovere i tuoi prodotti. Se non stai facendo offerte in base ai termini del tuo brand, potresti perdere alcune opportunità straordinarie per il tuo sito web quando gli utenti cercano il tuo brand.

Hai ancora dei dubbi? CONTATTACI SUBITO! Ti aiuteremo ad elaborare una strategia di successo e a centrare i tuoi obiettivi di data-driven marketing!

Marketing automation: perché è utile al digital marketing?

La marketing automation come parte integrante della strategia di digital marketing

La marketing automation è una disciplina che include diverse attività tra cui:

  • Email marketing
  • Landing page
  • Gestione delle campagne
  • Scoring
  • Lead management
  • CRM integration
  • Social media marketing
  • Marketing analytics

L’obiettivo è quello di consentire ai marketer di avere una visione di insieme di tutte le campagne, semplificare le attività e i processi e massimizzarne l’efficacia nell’ottica di attrarre potenziali clienti e convertirli in clienti soddisfatti e fidelizzati mediante azioni mirate e personalizzate.

Funzionalità e strumenti della marketing automation

I software di marketing automation dovrebbero consentire di:

  • Tracciare le azioni degli utenti che visitano un determinato sito web, registrando le pagine visitate e il tempo di sosta
  • Creare email, landing page e moduli di registrazione
  • Registrare le risposte contenute nei moduli (es. form di registrazione, moduli di sottoscrizione)
  • Gestire le campagne di lead nurturing e quindi inviare email e messaggi in maniera automatizzata in funzione delle azioni e del comportamento degli utenti.
  • Calcolare un punteggio per ogni persona contenuta nel database a seconda dell’attività eseguita.
  • Effettuare attività di report
  • Collegarsi al CRM integrando le informazioni dei lead all’interno del CRM aziendale.

Vantaggi

I vantaggi che le aziende possono trarre dalle attività di marketing automation sono numerosi:

  • Aumento dei tassi di conversione
  • Aumento della produttività
  • Semplificazione dei flussi di lavoro
  • Migliore rapporto con i clienti
  • Migliore risposta alle esigenze di mercato
  • Aumento del ROI

La marketing automation può essere uno strumento utile per migliorare la produttività della tua azienda. Tuttavia, resta di fondamentale importanza mantenere un rapporto costante con i clienti e lasciare che i contenuti e le strategie vengano gestite dalle persone così da non perdere la sensibilità al prodotto, al mercato e al cliente.

Se anche tu vorresti ottimizzare le tue campagne, attrarre nuovi prospect e convertirli in clienti sfruttando le potenzialità della marketing automation, CONTATTACI!

 

Content Marketing Funnel: cos’è e come ottimizzarlo

Che cos’è il content marketing funnel?

Il funnel, o meglio, il marketing funnel è il processo con cui si tenta di convertire un utente in cliente seguendo le logiche dell’Inbound Marketing. Il marketing funnel è suddiviso in 3 fasi: la prima è rappresentata dal Top of funnel (TOFU) e fa riferimento a tutto ciò che contribuisce ad aumentare la brand awareness, segue il Middle of the funnel (MOFU) e rappresenta il momento in cui l’utente manifesta l’intenzione di saperne di più sull’azienda e infine il Bottom of the funnel (BOFU), in cui si concretizza tutto il lavoro che è stato fatto nelle due fasi precedenti e si presenta l’offerta che può spingere l’utente all’acquisto e a diventare cliente.

Come ottimizzare la strategia di content marketing?

Attrarre traffico e generare lead di qualità rappresenta sempre di più una sfida e diventerà sempre più difficile. La pandemia da Covid-19 ha modificato profondamente il nostro approccio alla misurazione delle performance e del content marketing in generale. Attualmente, qualsiasi content creator si trova ad affrontare 3 sfide, correlate con le fasi del funnel di vendita: 

  • Creare contenuti che generino traffico – parte superiore dell’imbuto (TOFU)
  • Coinvolgere la tua audience, mantenere il livello di coinvolgimento della tua audience alto – parte centrale dell’imbuto (MOFU)
  • Generare lead di qualità – parte inferiore dell’imbuto (BOFU)

In questo articolo, ti forniremo dei consigli per ottimizzare al meglio i tuoi contenuti e raggiungere il tuo target di riferimento.

Top of the funnel – analizza i dati per ottenere traffico organico qualitativamente rilevante

Cerca di capire come si comportano gli utenti sul tuo sito web e sulle altre piattaforme. Successivamente, domandati se è necessario rivedere la keyword strategy. Controlla se il volume di ricerca delle tue parole chiave è cambiato. Infine, rivedi il tuo piano editoriale. Preparati a ripetere questo processo mensilmente o addirittura settimanalmente. Non limitarti a guardare solo le parole chiave, cerca di capire il comportamento dei tuoi utenti e distingui il traffico proveniente dalle varie fonti. Ad esempio, gli utenti provenienti dalle Display Ads potrebbero agire in maniera molto diversa rispetto a coloro che ti trovano sul motore di ricerca.

Middle of the funnel – coinvolgi il tuo pubblico con i contenuti

Il livello dell’attenzione degli utenti è sempre più basso e creare dei contenuti che soddisfino la tua audience è sempre più complesso. Risolvere i problemi dei tuoi clienti è importante, ma anche questo potrebbe non essere più sufficiente. Le persone sono alla ricerca di brand in cui rispecchiarsi e con i quali condividere valori e stile di vita. Diversifica i tuoi contenuti e focalizzati sulla user experience, crea contenuti originali, dai spazio alla tua creatività. Successivamente, unisci i dati raccolti dalle diverse fonti e crea una chiara struttura di metriche che utilizzerai per ogni tipo di contenuto e fase di canalizzazione. Ad esempio, alcuni brand creano modelli predittivi o utilizzano analisi avanzate end-to-end per navigare in questo ambiente in continua evoluzione. Infine, inserisci tutti questi risultati nel tuo calendario editoriale e ricordati di analizzare i tuoi contenuti costantemente.

Bottom of the funnel – ottimizza la canalizzazione dei contenuti per generare lead

Analizza i tuoi contenuti e raggruppali in cluster, raggruppa i tuoi post simili sotto argomenti comuni, raccogli i dati di performance del blog e comunica ai tuoi content creator e alle altre parti interessate le informazioni che hai raccolto. In questo modo, potrai ottimizzare il tuo tempo e i tuoi sforzi modificando i contenuti e i temi che non generano risultati. Usa i dati raccolti durante questa analisi per decidere quali lead magnet creare. Ad esempio, se vedi un gruppo tematico di post sul blog che superano costantemente le prestazioni in termini di traffico e lead, potresti voler riutilizzare alcuni di essi in un’offerta di contenuti BOFU. Infine, personalizza i tuoi contenuti, usa le informazioni che hai sul tuo pubblico ed esegui esperimenti A/B per produrre offerte di contenuti segmentati e attirare i tuoi potenziali clienti. Come avrai notato, la crisi pandemica ha cambiato il modo in cui i brand costruiscono le loro strategie di content marketing e misurano i loro risultati. Ciò a sua volta ha aumentato la necessità di fare delle analisi avanzate dei contenuti che possono aiutare a monitorare, analizzare e ottimizzare continuamente le performance nelle diverse fasi di canalizzazione. Per comprendere i tuoi clienti e le loro esigenze, dovrai concentrarti sul percorso olistico dell’acquirente e pensare a possibili contenuti per ogni fase e punto di contatto. Di conseguenza, per ottimizzare la canalizzazione dei contenuti è necessario sfruttare un approccio di marketing basato sui dati.

Hai ancora dei dubbi? Se sì, CONTATTACI! Ti aiuteremo ad elaborare una strategia di data-driven marketing e a raggiungere i tuoi obiettivi di business!

Google rimanda la rimozione dei cookie al 2023

Google ha comunicato che la rimozione graduale dei cookie di terze parti nel suo browser Chrome verrà rinviato da gennaio 2022 alla fine del 2023

Lo scorso mese di marzo, Google aveva annunciato che non avrebbe più venduto inserzioni pubblicitarie ai propri clienti dopo aver tracciato il comportamento degli utenti sui siti, e che avrebbe quindi bloccato i “cookie di terze parti” dal 2022. Il 24 giugno invece ha annunciato che verrà spostato di un anno il termine ultimo per eliminare, o meglio, rielaborare questa tecnica utilizzata da anni nel settore pubblicitario per monitorare e tracciare le abitudini di navigazione sul web degli utenti e mandare quindi loro annunci mirati. Questa decisione, quindi, dà la possibilità ad aziende e inserzionisti di adattarsi e prepararsi al nuovo scenario cookieless con anticipo. Tuttavia, è necessario che le aziende definiscano una strategia di raccolta ed analisi dei dati di prima parte al fine di migliorare la misurazione e le performance delle attività di business.

 

Quali conseguenze si avranno sullo sviluppo del mercato?

Non sarà un’unica soluzione a sostituire i cookie di terze parti ma si stanno sviluppando nuove soluzioni per consentire agli inserzionisti di fare advertising rispettando la privacy dell’utente: dal delivery, alla misurazione, al targeting. Il tema della privacy, della qualità e della ownership dei dati è comunque legittimo e centrale e l’azione di Google ha sicuramente evidenziato l’importanza dei data asset di prima parte dei brand. È importante riuscire a garantire che i dati vengano raccolti con il consenso delle audience e che in seguito ci sia maggiore controllo su dove e quando vengono condivisi con gli acquirenti.

FLoC: la nuova tecnologia che verrà implementata in Google Chrome

La tecnologia Google che andrà a sostituire i cookie è FLoC, Federated Learning of Cohorts, un nuovo sistema di tracciamento che mira a suddividere gli utenti in gruppi, i cosiddetti Cohorts, che condividono interessi, gusti e comportamenti simili. A differenza di ciò che accade con i cookie, le informazioni raccolte con FLoC non verranno mai messe in condivisione e questo impedirebbe l’identificazione dei singoli utenti. Inoltre, le informazioni verranno elaborate sul dispositivo anziché essere trasmesse sul web. Chrome potrebbe quindi eliminare gradualmente i cookie di terze parti nell’arco di un periodo di tre mesi, cominciando verso metà del 2023 fino alla fine dell’anno con l’obiettivo di non compromettere i modelli di business dei publisher che offrono contenuti fruibili grazie alla pubblicità. È chiaro che si tratta di una trasformazione profonda, da cogliere ripensando al modo in cui si crea valore per l’utente con i propri servizi e contenuti, cercando di stabilire una relazione di conoscenza e fiducia molto più trasparente e paritaria.

 

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Master Assistente Digital & Social Media Marketing

Corso Assistente Digital & Social Media Marketing

Il 21 giugno si è concluso a Bellinzona il master di Assistente Digital & Social Media Marketing organizzato da Digitools in collaborazione con la Società degli impiegati del commercio (SIC) del Canton Ticino. Il corso ha previsto l’alternarsi di lezioni online e lezioni in presenza, e ha avuto un approccio molto pratico. L’obiettivo primario del corso infatti era fornire gli strumenti necessari ai partecipanti per inserirsi professionalmente nell’ambito del digital marketing.

Contenuti del corso

Ogni settimana del corso sono state presentate unità didattiche diverse per contenuti, applicazioni e strumenti con esercizi, test e case study. Dopo una breve introduzione sulle basi del marketing, il corso si è concentrato sui principi del Social Media Marketing Management applicati alle diverse piattaforme con tipicità e trend di utilizzo. Il legame tra social media marketing (i suoi contenuti, le sue occasioni di lead generation e social commerce) e la digital transformation aziendale è stata dunque la cornice entro la quale si sono discussi i primi esempi e casi di social media marketing. La parte centrale del corso è stata poi dedicata alla SEO, alla creazione di un sito web/blog con WordPress, alla creazione e alla cura del design di una landing page, e all’impostazione di campagne su Google e su Facebook. Inoltre, è stato affrontato il tema della pianificazione di strategie e decisioni operative di marketing, sempre più precise e disponibili in real time, partendo da analytics per poter massimizzare la performance dell’azienda e incrementare il valore per il cliente. La parte conclusiva del corso invece è stata l’occasione per i partecipanti di mettersi in gioco e mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite durante il corso con l’elaborazione di un project work.

 

 

Project work

Al termine del corso i partecipanti del corso hanno dovuto realizzare:

  • una campagna di promozione del sito eCommerce di una piccola media impresa che importa prodotti tipici napoletani in Svizzera: le meraviglie by Positano.
  • una campagna Facebook e Instagram per spingere i principali prodotti della selezione di Cannavacciuolo.
  • una newsletter a supporto della campagna.

Il progetto è stato valutato dal cliente, dal comitato docenti e dal comitato Sic e il gruppo vincente ha ricevuto come premio un cesto di prodotti offerto dal cliente.

In questa foto i partecipanti del corso: felici, sorridenti, soddisfatti. Il “retro” di questa foto è un anno di lezioni in presenza e di lezioni a distanza, esercitazioni, mascherine, microfoni spenti, connessioni ballerine, slide, dispense, esami e un project work stimolante ma complesso.

Sbocchi professionali del corso

Al termine di questo percorso, i partecipanti sono in grado di applicare i principi del social media marketing ai diversi progetti in quest’area e ad impostare delle campagne, analizzandone le performance e ridisegnando le strategie per ottimizzare i risultati sia di branding che commerciali. Gli sbocchi professionali del corso sono molteplici perché sono aperti sia a chi vuole ricoprire un ruolo di collaboratrice/collaboratore nel settore del marketing aziendale, sia a chi desidera continuare il percorso di formazione e arrivare a ricoprire ruoli più strategici e manageriali, sia a chi pur lavorando in altri ambiti professionali si avvicina al tema per interesse personale.

 

Customer Retention: come misurarla?

Cos’è la Customer Retention?

La Customer Retention fa riferimento alla capacità di un’azienda di fidelizzare i propri clienti e trattenerli nel lungo periodo. La maggior parte delle aziende si concentra solamente sull’acquisizione di nuovi clienti, dimenticando quanto sia importante invece consolidare la relazione con la clientela già acquisita. Infatti, molte aziende sostengono che basti un solo acquisto affinché il cliente si fidelizzi. In realtà, la fiducia e la fedeltà verso un brand si costruiscono nel tempo attraverso delle interazioni ripetute e per ottenere una buona customer retention è fondamentale che tutti i processi che coinvolgono i clienti, dall’organizzazione delle risorse umane alle strategie di business dei processi, dalle tecnologie utilizzate alle campagne di marketing e customer care attuate dal business siano ben organizzati e connessi tra loro.

Come si calcola?

I parametri più importanti da tenere in considerazione per calcolare la customer retention sono quattro:

  1. Tasso di fidelizzazione del cliente
  2. Frequenza di acquisto
  3. Valore medio d’ordine
  4. Valore del cliente (Customer Value)

Una volta individuato un intervallo di tempo (una settimana, un mese, un anno…) è sufficiente applicare la seguente formula: Tasso di Fidelizzazione nell’unità di tempo = [Numero di clienti che hanno comprato più di una volta nell’unità di tempo/Numero totale di clienti nell’unità di tempo] 100. Misurando la customer retention è possibile ottenere un’indicazione sulla performance di un’impresa in termini di capacità di trattenere i propri clienti e soddisfare le loro esigenze. Questa metrica però è influenzata dal numero di nuovi clienti ottenuti e dalla quantità di clienti già acquisiti che decidono di rivolgersi ai competitor. Il calcolo del customer retention rate è utile se viene monitorato con una certa frequenza poiché fornisce una panoramica sulla percentuale dei consumatori che continuano ad usufruire di un certo prodotto o servizio per un determinato periodo di tempo, senza considerare il numero di consumatori acquisiti in quel periodo.

Come aumentarla?

Uno dei modi più efficaci per aumentare la customer retention è richiedere dei feedback ai tuoi clienti. I feedback, infatti, ti consentono di valutare effettivamente il grado di soddisfazione dei tuoi clienti e grazie ad un’attività di presidio multi-canale potrai raccogliere suggerimenti su come migliorare il tuo servizio o prodotto. Un altro modo vincente è lavorare sulla customer experience. Il 68% dei clienti decide di rivolgersi ad un competitor quando pensa di aver ricevuto un trattamento al di sotto delle sue aspettative. Per questa ragione, è di fondamentale importanza garantire supporto e una buona assistenza ai clienti, prima e dopo ogni acquisto. Le aziende che hanno più successo infatti, sono quelle che concentrano i propri sforzi non soltanto sull’acquisizione di nuovi clienti ma anche e soprattutto sul mantenimento di quelli attuali stabilendo relazioni di fiducia. Infatti, una strategia di marketing orientata alla customer retention può aumentare i profitti e il valore dell’azienda nel lungo periodo. Inoltre, riuscire a mantenere i clienti all’interno dell’azienda ti consentirà di affrontare l’inesorabile aumento dei costi pubblicitari perché saprai che i soldi investiti nell’acquisire un nuovo cliente ti ripagheranno negli anni successivi.

Hai ancora dei dubbi? Se sì, CONTATTACI! Ti guideremo nella pianificazione ed implementazione di un piano di Inbound Marketing supportato da una solida strategia di advertising online e ti aiuteremo a raggiungere i tuoi obiettivi di marketing.

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