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Che cosa sono i web crawler e come funzionano?

Che cos’è il crawler di un sito web?

I crawler, chiamati anche “spider” o “bot”, sono una componente vitale del processo di posizionamento SEO. Se vuoi che il tuo sito web sia ben posizionato deve essere indicizzato e, per essere indicizzati, i crawler dei siti Web devono essere in grado di trovare e classificare il tuo sito.

In questo articolo, spiegheremo cosa fa un crawler di siti Web e perché sono importanti.

Immagina Internet come un’enorme libreria carica di contenuti non organizzati, i crawler dei siti sono i bibliotecari di Internet. I crawler sono dei software che scansionano le pagine Web e indicizzano i contenuti utili in modo metodico e automatizzato. I motori di ricerca hanno i propri crawler del sito; ad esempio, Google ha i suoi “bot di Google”. Questi bot, visitano siti Web nuovi o aggiornati, analizzano il contenuto e i metadati e indicizzano il contenuto che trovano. Esistono anche crawler di siti di terze parti che puoi utilizzare per analizzare lo stato di salute del tuo sito Web o il profilo di backlink dei tuoi concorrenti.

Come funzionano i crawler di un sito?

Quando inserisci una query di ricerca in un motore di ricerca e ricevi un elenco di possibili corrispondenze, hai beneficiato del lavoro dei crawler del sito. I crawler del sito sono algoritmi complessi che hanno lo scopo di scansionare e comprendere un grande volume di informazioni. Ma come ottengono queste informazioni?

Ogni crawler esegue 3 azioni:

  • Scansiona il tuo sito web
  • Scansiona i contenuti sul tuo sito
  • Visita i link (URL) sul tuo sito

Tutte queste informazioni sono memorizzate su un enorme database e indicizzate in base alle keyword e alla loro rilevanza. Google assegna quindi i primi posti ai contenuti migliori, più affidabili, più accurati e più interessanti mentre tutti gli altri vengono rimescolati nell’elenco. Dunque è importante riuscire a posizionarsi sui motori di ricerca ma soprattutto fare in modo che i crawler riescano a trovare il tuo sito web! Se gli spider non analizzano un sito, non sarà possibile indicizzarlo e pertanto non verrà mostrato tra i risultati di ricerca. Infatti, se il tuo sito non viene sottoposto a scansione, non avrai alcuna possibilità di indirizzarvi traffico organico. Per questo motivo, è fondamentale che il tuo sito web non blocchi i crawler affinché riceva traffico organico dai risultati delle ricerche. 

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E-commerce marketing: le strategie da applicare per far decollare la propria azienda

Come impostare una strategia di E-commerce marketing?

Le strategie di marketing per e-commerce fanno riferimento ai modi in cui puoi promuovere la tua attività online attraverso i vari canali di marketing e a tutti gli strumenti che puoi utilizzare per aumentare la visibilità e le vendite del brand. Per impostare una valida strategia di e-commerce marketing è necessario prima di tutto conoscere e analizzare il settore, il mercato e i principali concorrenti. In questa prima fase è importante capire quali sono i tratti distintivi della tua azienda, e quindi identificare la tua Unique Value Proposition. Successivamente, è importante capire a chi ci si rivolge, cercare di comprendere interessi, gusti, preferenze e come si comportano le nostre buyer personas. Infine, attraverso uno studio approfondito, bisogna identificare i canali di marketing più adatti per la tua strategia.

Tra i canali più utilizzati per impostare una strategia di e-commerce marketing ritroviamo:

  • Campagne advertising su Google, Facebook, Instagram, Linkedin, Pinterest, YouTube
  • Mail Marketing Automation
  • Affiliate Marketing
  • Upselling
  • Cross-selling
  • Ad-on selling

Come aumentare la brand awareness

Per aumentare la brand awareness si può ricorrere a diversi strumenti. La scelta di uno specifico strumento rispetto ad un altro dipende dagli obiettivi della proprietà e dal target a cui ci si rivolge. Tra i più importanti vi sono:

  • Pinterest e Instagram: sono piattaforme che offrono ricche esperienze visive e CTA diretti. Gli utenti che navigano su queste piattaforme hanno un alto intento di acquisto.
  • TikTok: è la piattaforma ideale per le demo dei prodotti, quindi potrebbe avere senso interagire con TikToker se il tuo potenziale pubblico è attivo su quella piattaforma.
  • E-mail: le e-mail di marketing normalmente hanno tassi di apertura molto bassi. Di conseguenza, è meglio attirare l’attenzione degli utenti all’interno delle e-mail che si è certi che apriranno sicuramente, come ad esempio le e-mail transazionali (e-mail di conferma dell’ordine/della spedizione), poiché hanno tassi di apertura molto più elevati e hanno la capacità di sollecitare acquisti ripetuti.
  • User-generated content: i contenuti generati dagli utenti (UGC) come ad esempio le foto di Instagram o i video di TikTok di un cliente aumentano la fiducia e l’interesse degli utenti.

Segmentare i clienti per offerte più mirate

L’utilizzo di dati segmentati può aiutare il tuo brand a fornire messaggi altamente personalizzati con un maggiore potere di conversione poiché più l’offerta è mirata e più sarà alta la probabilità di conversione. Dunque, l’elemento chiave per la crescita dell’e-commerce è la corretta segmentazione e personalizzazione.  

La difficoltà sta nella capacità di comprensione del contesto e dell’intenzione di acquisto del singolo acquirente. Segnali dinamici o modelli comportamentali sul sito possono essere individuati prestando attenzione al tempo di permanenza o al modo in cui gli utenti sono arrivati sul tuo sito. Sebbene questo tipo di dati comportamentali interni non ti aiutino ad automatizzare o personalizzare le tue offerte, ti aiuteranno a capire cosa impedisce ai visitatori del tuo sito di trasformarsi in clienti, eseguire correzioni di bug, inviare suggerimenti e informazioni sulla risoluzione dei problemi al servizio clienti e creare offerte più pertinenti e personalizzate.

Migliorare l’User Experience (UX)

Per ottimizzare la user experience all’interno del tuo sito, è necessario analizzare il comportamento degli utenti e capire quali migliorie apportare per semplificare il processo d’acquisto.

Per garantire una buona UX si devono considerare diversi aspetti:

  • velocità di caricamento delle pagine
  • navigabilità
  • design del sito
  • interfaccia grafica
  • promozioni e offerte

A seguito della definizione della strategia e di un’attenta analisi e ottimizzazione dell’esperienza utente, segue una fase di test per rilevare le performance generate dal tuo E-commerce. Grazie a questo test potrai capire se la strategia che hai scelto di seguire è adatta alla tua attività e alle tue esigenze. Infine è importante misurare il ROAS, monitorarlo e ottimizzarlo.

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Sales manago: cos’è e come funziona

Cos’è SALES manago?

SALES manago è un sistema di machine learning che ti consente di individuare i visitatori del tuo sito, profilarli e successivamente attuare delle strategie mirate su ogni singolo individuo.

Grazie a questo strumento, sarà quindi possibile gestire i lead con informazioni sempre aggiornate in maniera automatica e in tempo reale, inviare comunicazioni personalizzate ottimizzando l’esperienza utente e migliorando le conversioni.

Quali sono i vantaggi?

I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa piattaforma sono molteplici, tra i più importanti vi sono:

  • Profilazione degli utenti
  • Gestione delle newsletter
  • Funzione live chat
  • Invio notifiche sms e push
  • Integrazione con cms, ecommerce e social media
  • Omnicanalità: i dati provenienti dal sito, dalla landing page, dai social media, email e app vengono raccolti e integrati autonomamente nel tuo CRM.

Come funziona?

SALESmanago identifica i visitatori del tuo sito, analizza il loro comportamento online e la cronologia delle transazioni. Inoltre, è in grado di riconoscere l’indirizzo IP del visitatore anche nel caso in cui fosse anonimo. Per questo motivo, riesce a formulare comunicazioni personalizzate durante il customer journey utilizzando una varietà di canali di marketing e vendita.

SEGMENTAZIONE

Il sistema segmenta i clienti e li raggruppa in sottogruppi. I contatti verranno automaticamente suddivisi in liste di contatti e integrate con il CRM. È possibile selezionare il tipo di evento che si intende tracciare e l’azione che verrà compiuta al compimento dell’evento stesso.

La segmentazione può avvenire in base a:

  • Attività svolte dai clienti: compilazione di un form, acquisto effettuato.
  • Interesse dimostrato nei confronti di una promozione
  • Tempo trascorso in una specifica sezione del sito
  • Reazione alle campagne di marketing

MONITORAGGIO

Rispetto a Google Analytics, il sistema di tracciamento di SALESmanago restituisce un quadro più dettagliato delle azioni compiute degli utenti. È possibile dunque comprendere quali sono le attività di marketing più efficienti e individuare le aree in cui è più conveniente investire. Esempio: se un utente vede il tuo annuncio su Google, entra sul tuo sito, esce e in un secondo momento effettua una ricerca e acquista sul tuo sito, Analytics segnalerà la conversione come organica ma in realtà la vendita è stata innescata da una campagna Google Ads. SALES manago invece, è in grado di tracciare tutti i passaggi e sarà più semplice per te capire da dove proviene quel lead e ricostruire tutto il percorso che ha seguito.

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15 consigli per migliorare il ranking di un sito sul motore di ricerca

Come migliorare il proprio posizionamento grazie alla SEO?

L’ottimizzazione per i motori di ricerca determina il posizionamento di un sito web nei motori di ricerca come Google. Qualunque sia l’attività che svolgi o che gestisci, una strategia SEO efficace è fondamentale per aumentare la visibilità online, attirare nuovi clienti, far crescere la tua attività e incrementare i profitti.

15 consigli per migliorare il tuo posizionamento SEO

  1. Creare contenuti di alta qualità

    I contenuti devono soddisfare i criteri EAT di Google: competenza, autorevolezza e affidabilità. Creare contenuti di qualità dovrebbe essere sempre una tua priorità.

  2. SEO on-page

    I contenuti non devono essere solo di alta qualità, devono anche essere ottimizzati per i motori di ricerca.

    Scegli una parola chiave principale per la pagina e tre o quattro parole chiave correlate, includi la parola chiave principale nel tuo URL, assicurati che il tag del titolo, la metadescription e l’H1 includano la tua parola chiave principale, varia la struttura del contenuto per renderlo scansionabile (ad esempio, usa H2 e H3 in modo efficace con elenchi puntati), assicurati che i link interni utilizzino un testo di ancoraggio efficace, includi almeno un’immagine. Le immagini rendono il contenuto visivamente più attraente e interessante per i lettori. I file di immagine devono riportare il nome del file di immagine e devono avere la parola chiave primaria come tag alt dell’immagine e titolo dell’immagine. Inserisci collegamenti a siti di alta qualità e link interni per coinvolgere l’utente e mantenerlo ingaggiato sul tuo sito.

  3. Keyword efficaci

    Le parole chiave sono fondamentali per l’ottimizzazione on-page. Quali parole o frasi potrebbero cercare gli utenti che idealmente potrebbero portarli alla tua pagina? Le keyword dicono al motore di ricerca di cosa tratta la tua pagina. Oltre a una parola chiave primaria per ogni pagina, è anche utile avere parole chiave secondarie di supporto, le parole chiave sono importanti anche al di là del contenuto effettivo della pagina web. Dovresti scrivere un title e una meta description per ogni pagina, ad esempio. Questo breve titolo e descrizione della pagina saranno elencati nella SERP.

  4. Back-link utili

    I backlink sono collegamenti ad altri siti Web che indirizzano le persone al tuo sito. Quando il tuo sito web viene costantemente segnalato da altri siti Web di qualità e affidabili, Google riconosce che il tuo sito è attendibile.

  5. Sicurezza

    Per assicurarti che il tuo sito web sia sicuro, usa la crittografia HTTPS. Questo fornisce i certificati SSL del tuo sito, creando una connessione sicura tra la tua piattaforma e i tuoi utenti finali garantirai la protezione delle informazioni che gli utenti potrebbero fornire al sito, come ad esempio le password. Per garantire che il tuo sito Web sia accessibile, è necessario che sia ben codificato. Ciò rende più facile per i bot di Google eseguire la scansione delle tue pagine. L’inserimento di un file “robots.txt” informa i bot dove dovrebbero o non dovrebbero cercare le informazioni del tuo sito, ad esempio. È anche importante avere una mappa del sito, che includa una panoramica di tutte le pagine del tuo sito.

  6. Scansionabilità

    La scansione si riferisce al processo del motore di ricerca di pagine Web nuove o aggiornate. Puoi controllare Google Search Console per vedere quante pagine del tuo sito web sono state scansionate da Google. “Googlebot” esegue costantemente la scansione del Web, cercando e indicizzando le pagine. Googlebot potrebbe non trovare il tuo sito se è stato lanciato di recente, se il design del sito rende difficile la scansione efficace o se la tua policy impedisce a Googlebot di eseguire la scansione. Devi consentire a Googlebot di accedere a qualsiasi file CSS, JavaScript e immagine utilizzato sul tuo sito web. Dovresti anche dire a Googlebot quali pagine non sottoporre a scansione, utilizzando un file “robots.txt” che dovrebbe essere posizionato nella directory principale del tuo sito.

  7. Velocità di caricamento

    I siti Google nelle prime posizioni hanno in media un tempo di caricamento inferiore a 3 secondi. Per i siti di e-commerce, 2 secondi sono considerati la soglia di accettabilità. Di conseguenza, è fondamentale migliorare la velocità della pagina. I bot dei motori di ricerca possono stimare la velocità del sito in base al codice HTML della tua pagina. Google attinge anche ai dati dell’utente del browser Chrome per ottenere informazioni sulla velocità di caricamento. Puoi fare diverse cose per velocizzare il tuo sito web, come ad esempio ridurre al minimo le richieste HTTP, minimizzare e combinare i file e usare il caricamento asincrono per i file JavaScript e CSS. Il tempo di risposta del server è un altro problema da affrontare. Un server DNS (Domain Name System) contiene un database di indirizzi IP. Quando qualcuno inserisce un URL nel proprio browser, il server DNS traduce quell’URL nell’indirizzo IP pertinente. È come se il computer cercasse un numero nella rubrica.

  8. Engagement

    I tuoi contenuti dovrebbero coinvolgere gli utenti. Creare contenuti di valore e graficamente accattivanti è la chiave per attirare le persone e coinvolgerle. Utilizza un’architettura del sito chiara che renda semplice la navigazione. Web design di alta qualità, immagini e infografiche interessanti aiutano a mantenere le persone sulla pagina.

  9. Dati strutturati  

    Il markup dello schema, o dati strutturati, è un tipo di microdati di back-end che indica a Google come classificare e interpretare la pagina. Questi dati aiutano il motore di ricerca a determinare il tipo di pagina, ad esempio una ricetta o un capitolo di un libro. I dati strutturati dovrebbero essere pertinenti, completi e specifici.

  10. Autorità del sito

    L’autorità di un sito Web prevede essenzialmente quanto bene un sito Web si posizionerà nei risultati di ricerca di Google. È una misura rapida del potenziale SEO di una pagina. I siti web con punteggi più alti hanno maggiori probabilità di posizionarsi più in alto nei motori di ricerca. Quando registri il tuo dominio, tieni presente che ci vuole tempo per acquisire autorità. SEO on-page, backlink e velocità di caricamento sono tutti fattori determinanti.

  11. Mobile friendly

    La maggior parte di tutto il traffico web in tutto il mondo è ora generato dai telefoni cellulari. Google ha dichiarato esplicitamente che l’ottimizzazione per i dispositivi mobili è un fattore SERP. Vuoi creare un sito Web che offra un’esperienza user-friendly sia per gli utenti desktop che per quelli mobili? Punta a un design reattivo ed evita annunci e pop-up che bloccano il testo.

  12. Elenchi di attività affidabili

    Crea una pagina Google My Business per dimostrare che la tua attività è reale e affidabile. Potresti inoltre collegarla alla Ricerca Google e a Google Maps, rendendo più facile per i clienti trovarti sia online che offline.

  13. Utilizzo dei social media

    Essere attivi sui social media è un ottimo modo per aumentare il coinvolgimento degli utenti. La pubblicazione di link a contenuti di qualità su Instagram, Facebook, Twitter, ecc. consente di instaurare un rapporto di fiducia con gli utenti. Determinare su quali piattaforme di social media concentrarsi dipende in gran parte dal pubblico di destinazione, quindi individua sempre prima il tuo target di riferimento e, in un secondo momento, prova a capire su quali piattaforme concentrarti.

  14. Snippet

    Gli snippet in primo piano o “posizione zero” descrivono una pagina e compaiono prima del relativo link, il loro scopo è rispondere ad una precisa query dell’utente e contribuiscono ad aumentare notevolmente il traffico al sito web e a migliorarne il posizionamento. Per comparire in questa posizione è necessario quindi saper individuare un bisogno, una necessità o un’esigenza degli utenti e cercare di soddisfarli con la produzione di contenuti precisi, dettagliati e attinenti all’argomento di interesse.

  15. User-friendly

    C’è un filo conduttore che unisce tutti i punti che sono stati elencati fino ad ora, indipendentemente dal fatto che siano correlati a elementi tecnici di back-end o a contenuti visibili di front-end effettivi. Si tratta di facilità d’uso. Il tuo sito web dovrebbe garantire una buona user experience. Ciò significa affrontare i problemi tecnologici, come i tempi di caricamento, e allo stesso tempo creare contenuti accattivanti che offrano valore agli utenti.

Questi consigli ti sono stati utili? Hai ancora dei dubbi? Se sì, CONTATTACI!

 

Marketing automation: perché è utile al digital marketing?

La marketing automation come parte integrante della strategia di digital marketing

La marketing automation è una disciplina che include diverse attività tra cui:

  • Email marketing
  • Landing page
  • Gestione delle campagne
  • Scoring
  • Lead management
  • CRM integration
  • Social media marketing
  • Marketing analytics

L’obiettivo è quello di consentire ai marketer di avere una visione di insieme di tutte le campagne, semplificare le attività e i processi e massimizzarne l’efficacia nell’ottica di attrarre potenziali clienti e convertirli in clienti soddisfatti e fidelizzati mediante azioni mirate e personalizzate.

Funzionalità e strumenti della marketing automation

I software di marketing automation dovrebbero consentire di:

  • Tracciare le azioni degli utenti che visitano un determinato sito web, registrando le pagine visitate e il tempo di sosta
  • Creare email, landing page e moduli di registrazione
  • Registrare le risposte contenute nei moduli (es. form di registrazione, moduli di sottoscrizione)
  • Gestire le campagne di lead nurturing e quindi inviare email e messaggi in maniera automatizzata in funzione delle azioni e del comportamento degli utenti.
  • Calcolare un punteggio per ogni persona contenuta nel database a seconda dell’attività eseguita.
  • Effettuare attività di report
  • Collegarsi al CRM integrando le informazioni dei lead all’interno del CRM aziendale.

Vantaggi

I vantaggi che le aziende possono trarre dalle attività di marketing automation sono numerosi:

  • Aumento dei tassi di conversione
  • Aumento della produttività
  • Semplificazione dei flussi di lavoro
  • Migliore rapporto con i clienti
  • Migliore risposta alle esigenze di mercato
  • Aumento del ROI

La marketing automation può essere uno strumento utile per migliorare la produttività della tua azienda. Tuttavia, resta di fondamentale importanza mantenere un rapporto costante con i clienti e lasciare che i contenuti e le strategie vengano gestite dalle persone così da non perdere la sensibilità al prodotto, al mercato e al cliente.

Se anche tu vorresti ottimizzare le tue campagne, attrarre nuovi prospect e convertirli in clienti sfruttando le potenzialità della marketing automation, CONTATTACI!

 

Content Marketing Funnel: cos’è e come ottimizzarlo

Che cos’è il content marketing funnel?

Il funnel, o meglio, il marketing funnel è il processo con cui si tenta di convertire un utente in cliente seguendo le logiche dell’Inbound Marketing. Il marketing funnel è suddiviso in 3 fasi: la prima è rappresentata dal Top of funnel (TOFU) e fa riferimento a tutto ciò che contribuisce ad aumentare la brand awareness, segue il Middle of the funnel (MOFU) e rappresenta il momento in cui l’utente manifesta l’intenzione di saperne di più sull’azienda e infine il Bottom of the funnel (BOFU), in cui si concretizza tutto il lavoro che è stato fatto nelle due fasi precedenti e si presenta l’offerta che può spingere l’utente all’acquisto e a diventare cliente.

Come ottimizzare la strategia di content marketing?

Attrarre traffico e generare lead di qualità rappresenta sempre di più una sfida e diventerà sempre più difficile. La pandemia da Covid-19 ha modificato profondamente il nostro approccio alla misurazione delle performance e del content marketing in generale. Attualmente, qualsiasi content creator si trova ad affrontare 3 sfide, correlate con le fasi del funnel di vendita: 

  • Creare contenuti che generino traffico – parte superiore dell’imbuto (TOFU)
  • Coinvolgere la tua audience, mantenere il livello di coinvolgimento della tua audience alto – parte centrale dell’imbuto (MOFU)
  • Generare lead di qualità – parte inferiore dell’imbuto (BOFU)

In questo articolo, ti forniremo dei consigli per ottimizzare al meglio i tuoi contenuti e raggiungere il tuo target di riferimento.

Top of the funnel – analizza i dati per ottenere traffico organico qualitativamente rilevante

Cerca di capire come si comportano gli utenti sul tuo sito web e sulle altre piattaforme. Successivamente, domandati se è necessario rivedere la keyword strategy. Controlla se il volume di ricerca delle tue parole chiave è cambiato. Infine, rivedi il tuo piano editoriale. Preparati a ripetere questo processo mensilmente o addirittura settimanalmente. Non limitarti a guardare solo le parole chiave, cerca di capire il comportamento dei tuoi utenti e distingui il traffico proveniente dalle varie fonti. Ad esempio, gli utenti provenienti dalle Display Ads potrebbero agire in maniera molto diversa rispetto a coloro che ti trovano sul motore di ricerca.

Middle of the funnel – coinvolgi il tuo pubblico con i contenuti

Il livello dell’attenzione degli utenti è sempre più basso e creare dei contenuti che soddisfino la tua audience è sempre più complesso. Risolvere i problemi dei tuoi clienti è importante, ma anche questo potrebbe non essere più sufficiente. Le persone sono alla ricerca di brand in cui rispecchiarsi e con i quali condividere valori e stile di vita. Diversifica i tuoi contenuti e focalizzati sulla user experience, crea contenuti originali, dai spazio alla tua creatività. Successivamente, unisci i dati raccolti dalle diverse fonti e crea una chiara struttura di metriche che utilizzerai per ogni tipo di contenuto e fase di canalizzazione. Ad esempio, alcuni brand creano modelli predittivi o utilizzano analisi avanzate end-to-end per navigare in questo ambiente in continua evoluzione. Infine, inserisci tutti questi risultati nel tuo calendario editoriale e ricordati di analizzare i tuoi contenuti costantemente.

Bottom of the funnel – ottimizza la canalizzazione dei contenuti per generare lead

Analizza i tuoi contenuti e raggruppali in cluster, raggruppa i tuoi post simili sotto argomenti comuni, raccogli i dati di performance del blog e comunica ai tuoi content creator e alle altre parti interessate le informazioni che hai raccolto. In questo modo, potrai ottimizzare il tuo tempo e i tuoi sforzi modificando i contenuti e i temi che non generano risultati. Usa i dati raccolti durante questa analisi per decidere quali lead magnet creare. Ad esempio, se vedi un gruppo tematico di post sul blog che superano costantemente le prestazioni in termini di traffico e lead, potresti voler riutilizzare alcuni di essi in un’offerta di contenuti BOFU. Infine, personalizza i tuoi contenuti, usa le informazioni che hai sul tuo pubblico ed esegui esperimenti A/B per produrre offerte di contenuti segmentati e attirare i tuoi potenziali clienti. Come avrai notato, la crisi pandemica ha cambiato il modo in cui i brand costruiscono le loro strategie di content marketing e misurano i loro risultati. Ciò a sua volta ha aumentato la necessità di fare delle analisi avanzate dei contenuti che possono aiutare a monitorare, analizzare e ottimizzare continuamente le performance nelle diverse fasi di canalizzazione. Per comprendere i tuoi clienti e le loro esigenze, dovrai concentrarti sul percorso olistico dell’acquirente e pensare a possibili contenuti per ogni fase e punto di contatto. Di conseguenza, per ottimizzare la canalizzazione dei contenuti è necessario sfruttare un approccio di marketing basato sui dati.

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Scrittura B2B: come implementarla?

Come promuovere il proprio brand attraverso la scrittura B2B?

La maggior parte delle aziende utilizza vari strumenti di marketing per promuovere il proprio brand: siti web, blog, testimonianze di clienti, casi studio e post sui social media. Tuttavia, non tutti i testi B2B sono uguali. La qualità dei tuoi contenuti, la strategia che scegli di adottare e le storie che scegli di raccontare possono influenzare la tua immagine e la tua reputazione online e per questa ragione richiedono un’attenzione particolare.

In questo articolo, esamineremo le differenze tra la scrittura B2C e B2B e condivideremo con te alcune tattiche per la creazione di contenuti B2B che ti differenzieranno dalla concorrenza.

Scrittura B2B vs B2C

In genere, sia il copywriting B2B che B2C condividono l’obiettivo di utilizzare contenuti di alta qualità per coinvolgere il pubblico e condurre le vendite. Tuttavia, ci sono molte differenze significative tra i due. Quando scrivi contenuti B2C, in genere, ti rivolgi ad una sola persona. Se vendi abbigliamento femminile, ad esempio, la decisione di acquisto spetta esclusivamente al cliente in target. Con i contenuti B2B, invece, non è così. Potresti rivolgerti a un team o a un’intera azienda composta da persone con posizioni lavorative, dati demografici e priorità diverse. È essenziale quindi avere chiari i tuoi obiettivi di contenuto sin da subito, prima di iniziare a elaborare strategie e scrivere. Inoltre, nella scrittura B2C, se gli utenti apprezzano i contenuti che crei e si sentono coinvolti emotivamente, è più probabile che acquistino il tuo prodotto. Le aziende invece devono essere certe che il prodotto valga il loro investimento e che offri un valore maggiore rispetto ai tuoi concorrenti.

Di seguito elencheremo delle strategie utili che potrai applicare per una scrittura B2B di successo:

  • Pianificazione

è fondamentale avere un calendario editoriale in modo da poter determinare cosa creerai, quando e come adattarlo alla tua strategia generale. Il semplice inserimento del titolo di un post nel tuo piano non è sufficiente. Prima di iniziare a scrivere, è essenziale determinare il target di riferimento e il grado di coinvolgimento di ciascuna parte. Potrebbe essere necessario ricevere l’approvazione dei responsabili di marketing, determinare il tempo di consegna per l’autore, stabilire il tempo per le revisioni e la creazione del progetto grafico e monitorare la situazione del settore tenendo conto degli alti e bassi stagionali.

  • Ricerca approfondita

Per creare contenuti accurati e credibili, ricerca da più fonti e attingi solo da fonti ufficiali. Anche un singolo errore nei tuoi contenuti può far perdere la fiducia alle persone.

  • Struttura e formattazione chiare

La struttura e il formato dei tuoi contenuti devono essere chiari. Se lavori con team di terze parti, prendi in considerazione la possibilità di scrivere riassunti dei contenuti. Un breve riassunto del contenuto specifica esattamente quali sono le informazioni che desideri fornire e consente inoltre al copywriter di comprendere le tue richieste e aspettative sin dall’inizio. Considera come l’argomento possa influire sulla tua strategia quando scegli un formato. Ad esempio, un contenuto tecnico più complesso può funzionare meglio come white paper rispetto a un post sui social media. Concentrati sulla creazione di strutture che abbiano una progressione logica, i contenuti devono essere ben organizzati così come le informazioni. Se gli utenti vedono un enorme blocco di testo non suddiviso in sezioni è probabile che decidano di abbandonare la pagina senza leggerne il contenuto.

  • Visualizzazione 

Includi video, immagini, infografiche e tutorial nei tuoi contenuti, questo renderà le informazioni più fruibili e coinvolgenti e aiuterà gli utenti a comprendere meglio il messaggio. Un’altra strategia che potresti adottare è riutilizzare il contenuto scritto in un contenuto visivo e viceversa. Riproponendo il contenuto esistente, è possibile aumentare il valore di entrambi i formati e condividerli sulle varie piattaforme di social media. Infine, brandizza le infografiche in modo tale da rendere maggiormente riconoscibile il tuo brand.

  • Qualità dei contenuti

La tua reputazione dipende non solo da ciò che scrivi, ma da come lo scrivi. Se non è chiaro o, peggio ancora, pieno di errori, potresti danneggiare la tua immagine aziendale e la tua reputazione. Per questo motivo la qualità dei tuoi contenuti ha un impatto diretto sulla tua attività.

  • Ottimizzazione SEO

Tutti i contenuti dovrebbero essere ottimizzati per la ricerca. Come puoi intuire, la concorrenza tra le aziende B2B può spesso essere più alta di quella del B2C. Di conseguenza, devi prestare molta attenzione a curare l’aspetto SEO. Scegli parole chiave per le quali puoi realmente classificarti. A volte è meglio classificarsi tra i primi cinque per 100 ricerche al mese piuttosto che classificarsi a pagina 11 per una parola chiave con 100.000 ricerche al mese. Presta attenzione alle strategie SEO tecniche, vai oltre la ricerca di parole chiave di base e osserva la ricerca locale, vocale e la struttura del sito per migliorare la tua capacità di posizionamento. Lavora sulla costruzione di collegamenti quando possibile, pubblicando post su altri siti potresti ottenere un backlink al tuo sito e aumentare il tuo potenziale di posizionamento nelle SERP.

Hai ancora dei dubbi? CONTATTACI! Ti aiuteremo a centrare i tuoi obiettivi con l’aiuto del Content Marketing e di una buona strategia SEO!

User Generated Content: cos’è e quali sono i vantaggi

Che cosa si intende per UGC?

Per UGC si fa riferimento a video, testi o immagini che vengono postati e condivisi dagli utenti sui social media, blog, siti web o altri canali di marketing. Il contenuto generato dagli utenti è uno dei metodi più efficaci per creare una strategia di conversione di successo e aumentare la Brand Reputation, si dice infatti che i clienti siano le risorse migliori di un’azienda.

 

Vantaggi degli User Generated Content

I vantaggi derivanti dall’UGC sono molteplici. Utilizzare i contenuti creati dagli utenti ti consentirà di:

  • Aumentare la tua credibilità: i consumatori hanno più probabilità di vedere i contenuti generati dagli utenti come autentici rispetto ai contenuti creati dai brand poiché la maggior parte delle persone afferma che meno della metà dei brand crea contenuti autentici. Inoltre, é stato dimostrato che l’88% dei consumatori si fida delle recensioni elaborate da coloro che hanno effettuato un acquisto prima di loro.
  • Costruire la fedeltà attorno al tuo prodotto o servizio: creare delle relazioni a lungo termine con i tuoi clienti ti consentirà di ottenere più vendite nel corso del tempo e promuovere un senso di lealtà e fiducia nelle persone che potrebbero avere meno familiarità con il tuo brand.
  • Aumentare le visite alle pagine per via organica: aggiungere le recensioni dei clienti all’interno del tuo sito web ti consentirà di ottenere maggiori visite organiche e fornire opinioni autentiche, sincere.
  • Implementare la SEO strategy con gli UGC: sapere quali long tail keyword usano i tuoi clienti ti consente di capire le frasi che ricercano gli utenti e di implementare la tua strategia in maniera molto più semplice.

Come gli UGC possono migliorare i KPI di marketing per i siti web di e-commerce

Anche gli e-commerce possono beneficiare degli user generated content ed ottenere ottimi risultati, tra questi:

  • Migliore posizionamento delle pagine sul motore di ricerca
  • Aumento del traffico organico
  • Maggiore tasso di conversione, fino al 75% sulle pagine dei prodotti
  • Aumento delle percentuali di clic di Google Ads fino al 20%
  • Riduzione dei costi di acquisizione dei clienti.

Come integrare gli UGC nella propria strategia di marketing

Assicurati di avere il tempo di guardare i contenuti creati dai tuoi utenti e di analizzarli, potrebbero aiutarti a migliorare la tua strategia di marketing. Ad esempio, potresti scoprire che i tuoi clienti utilizzano i tuoi prodotti o servizi in modi che non avevi considerato, oppure potresti notare che a loro piace usare i tuoi prodotti in combinazione con un altro prodotto. Questo potrebbe creare un’opportunità per te di collaborare con un altro marchio. D’altro canto, pensa alle immagini che ti aspettavi di vedere ma che gli utenti non hanno creato. Usa queste informazioni, o la mancanza di informazioni, per capire come le persone pensano ai tuoi prodotti e al tuo brand. Dai anche un’occhiata agli hashtag che le persone utilizzano. Infine, presta attenzione alla lingua che le persone usano nei loro post. Che tipo di parole usano quando parlano dei tuoi prodotti o servizi? Potresti scoprire nuovi modi di pensare o parlare della tua offerta che si allineano meglio con il modo in cui i consumatori già percepiscono il tuo prodotto o servizio. Gli UGC possono essere integrati nel tuo piano di marketing, quindi coinvolgi gli utenti e prevedi una landing page in cui farli atterrare e raccoglierne gli UGC.

Hai ancora dei dubbi? CONTATTACI subito! Ti aiuteremo ad elaborare un piano strategico e cercheremo di trasformare il traffico sul tuo sito e i contatti raccolti in clienti!

 

SEO e CRO, perché sono fondamentali per la strategia di lead generation

Come raggiungere gli obiettivi di lead generation dall’unione di SEO e CRO

La maggior parte dei professionisti del marketing ha un obiettivo in comune: ottenere più contatti. I lead, infatti, sono ciò che guida il business e costituiscono un fattore primario da tenere in considerazione nell’elaborazione della propria strategia. Tra tutte le strategie di lead generation esistenti, ce n’è una particolarmente efficace che è data dall’unione dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) e l’ottimizzazione del tasso di conversione (CRO).

 

Ormai la maggior parte delle aziende comprende l’importanza di essere presente nei risultati di ricerca organici per aumentare la brand awareness e indirizzare il traffico al proprio sito web. Tuttavia, il traffico senza conversioni è solo una metrica di vanità. Quando qualcuno fa clic su un risultato organico e arriva sul tuo sito web, dovresti domandarti che tipo di esperienza di navigazione sta vivendo. Il tuo sito è semplice da navigare? Le tue pagine web sono ottimizzate per guidare l’utente verso un’azione? In altre parole, l’ottimizzazione del tasso di conversione è il processo di ottimizzazione di una pagina web per guidare un utente verso un’azione desiderata. In genere, questa azione si presenta sotto forma di una conversione. Può trattarsi di una richiesta di demo, iscrizione a newsletter via e-mail, registrazione a webinar. L’idea è di invogliare l’utente a spostarsi più in basso nel funnel.

Contenuto e SEO vanno di pari passo

Quando un acquirente naviga su un motore di ricerca, desidera trovare contenuti che forniscano una risposta alla sua domanda. Per questa ragione, è importante creare contenuti che rispondano alla query di ricerca specifica dell’utente. Sebbene questo approccio alla creazione di contenuti sia efficace nel generare traffico organico, il CRO non si applica solo alle pagine di destinazione. Ci sono elementi di CRO che si applicano anche ai tuoi contenuti di lunga data. Quando pianifichi i tuoi contenuti e fai ricerche per individuare le parole chiave, assegna un obiettivo a ogni contenuto che pubblichi. Chiediti: “quale azione voglio che il lettore intraprenda quando arriva su questa pagina?” imposta questo obiettivo nel tuo calendario e incorporalo come CTA in ogni pagina che pubblichi. Come sempre, sii consapevole del lettore e della sua posizione nel funnel. Guida il lettore verso un’azione, ad esempio potresti invitarlo ad iscriversi alla tua newsletter.

L’esperienza utente (UX) al centro della SEO e del CRO

Se il tuo sito web è lento e difficile da navigare, influenzerà negativamente sia il traffico che le conversioni. L’obiettivo è perfezionare continuamente il tuo sito Web per garantire che chiunque vi acceda abbia un’esperienza di navigazione qualitativamente alta e aumentare così la probabilità di conversione. Una pratica fondamentale e molto diffusa tra i marketer specializzati in CRO è testare più varianti di una pagina web per determinare quale converte più velocemente. Puoi testare diversi tipi di moduli per i lead, pulsanti CTA e persino layout di pagina. Alcuni SEO specialist potrebbero essere riluttanti a eseguire test perché temono che influirà negativamente sulle classifiche organiche. La verità è che Google non solo incoraggia i test, ma ha anche un proprio strumento che aiuta i professionisti del marketing a eseguire split test. Finché rispetti le linee guida per i webmaster di Google, non dovresti vedere alcun impatto negativo di rilievo sul traffico organico dovuto ai test.

CRO e SEO in una relazione simbiotica nella generazione di traffico

SEO e CRO possono aiutarti a identificare e correggere eventuali lacune nella tua canalizzazione. Supponiamo che tu abbia una pagina di prodotto che si colloca al primo posto per la sua parola chiave principale e genera molto traffico, ma quando analizzi i dati di conversione noti che solo una piccola percentuale di utenti che arrivano su quella pagina effettivamente converte. Questo è un segnale che qualcosa non va con la pagina. Potrebbe essere il messaggio, l’offerta o il modulo per i lead. Solo perché funziona per Google non significa che funzioni per il tuo pubblico. E la loro opinione è l’unica che conta. Supponiamo che tu abbia una pagina di prodotto che sta convertendo a un tasso elevato, ma noti che è una delle pagine con il traffico più basso del tuo sito. Probabilmente ci sono centinaia di potenziali conversioni che ti stai perdendo. Questo dovrebbe metterti in allerta e suggerirti di rivisitare il contenuto di quella pagina e identificare le opportunità per ottimizzarlo.

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Google rimanda la rimozione dei cookie al 2023

Google ha comunicato che la rimozione graduale dei cookie di terze parti nel suo browser Chrome verrà rinviato da gennaio 2022 alla fine del 2023

Lo scorso mese di marzo, Google aveva annunciato che non avrebbe più venduto inserzioni pubblicitarie ai propri clienti dopo aver tracciato il comportamento degli utenti sui siti, e che avrebbe quindi bloccato i “cookie di terze parti” dal 2022. Il 24 giugno invece ha annunciato che verrà spostato di un anno il termine ultimo per eliminare, o meglio, rielaborare questa tecnica utilizzata da anni nel settore pubblicitario per monitorare e tracciare le abitudini di navigazione sul web degli utenti e mandare quindi loro annunci mirati. Questa decisione, quindi, dà la possibilità ad aziende e inserzionisti di adattarsi e prepararsi al nuovo scenario cookieless con anticipo. Tuttavia, è necessario che le aziende definiscano una strategia di raccolta ed analisi dei dati di prima parte al fine di migliorare la misurazione e le performance delle attività di business.

 

Quali conseguenze si avranno sullo sviluppo del mercato?

Non sarà un’unica soluzione a sostituire i cookie di terze parti ma si stanno sviluppando nuove soluzioni per consentire agli inserzionisti di fare advertising rispettando la privacy dell’utente: dal delivery, alla misurazione, al targeting. Il tema della privacy, della qualità e della ownership dei dati è comunque legittimo e centrale e l’azione di Google ha sicuramente evidenziato l’importanza dei data asset di prima parte dei brand. È importante riuscire a garantire che i dati vengano raccolti con il consenso delle audience e che in seguito ci sia maggiore controllo su dove e quando vengono condivisi con gli acquirenti.

FLoC: la nuova tecnologia che verrà implementata in Google Chrome

La tecnologia Google che andrà a sostituire i cookie è FLoC, Federated Learning of Cohorts, un nuovo sistema di tracciamento che mira a suddividere gli utenti in gruppi, i cosiddetti Cohorts, che condividono interessi, gusti e comportamenti simili. A differenza di ciò che accade con i cookie, le informazioni raccolte con FLoC non verranno mai messe in condivisione e questo impedirebbe l’identificazione dei singoli utenti. Inoltre, le informazioni verranno elaborate sul dispositivo anziché essere trasmesse sul web. Chrome potrebbe quindi eliminare gradualmente i cookie di terze parti nell’arco di un periodo di tre mesi, cominciando verso metà del 2023 fino alla fine dell’anno con l’obiettivo di non compromettere i modelli di business dei publisher che offrono contenuti fruibili grazie alla pubblicità. È chiaro che si tratta di una trasformazione profonda, da cogliere ripensando al modo in cui si crea valore per l’utente con i propri servizi e contenuti, cercando di stabilire una relazione di conoscenza e fiducia molto più trasparente e paritaria.

 

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Customer Retention: come misurarla?

Cos’è la Customer Retention?

La Customer Retention fa riferimento alla capacità di un’azienda di fidelizzare i propri clienti e trattenerli nel lungo periodo. La maggior parte delle aziende si concentra solamente sull’acquisizione di nuovi clienti, dimenticando quanto sia importante invece consolidare la relazione con la clientela già acquisita. Infatti, molte aziende sostengono che basti un solo acquisto affinché il cliente si fidelizzi. In realtà, la fiducia e la fedeltà verso un brand si costruiscono nel tempo attraverso delle interazioni ripetute e per ottenere una buona customer retention è fondamentale che tutti i processi che coinvolgono i clienti, dall’organizzazione delle risorse umane alle strategie di business dei processi, dalle tecnologie utilizzate alle campagne di marketing e customer care attuate dal business siano ben organizzati e connessi tra loro.

Come si calcola?

I parametri più importanti da tenere in considerazione per calcolare la customer retention sono quattro:

  1. Tasso di fidelizzazione del cliente
  2. Frequenza di acquisto
  3. Valore medio d’ordine
  4. Valore del cliente (Customer Value)

Una volta individuato un intervallo di tempo (una settimana, un mese, un anno…) è sufficiente applicare la seguente formula: Tasso di Fidelizzazione nell’unità di tempo = [Numero di clienti che hanno comprato più di una volta nell’unità di tempo/Numero totale di clienti nell’unità di tempo] 100. Misurando la customer retention è possibile ottenere un’indicazione sulla performance di un’impresa in termini di capacità di trattenere i propri clienti e soddisfare le loro esigenze. Questa metrica però è influenzata dal numero di nuovi clienti ottenuti e dalla quantità di clienti già acquisiti che decidono di rivolgersi ai competitor. Il calcolo del customer retention rate è utile se viene monitorato con una certa frequenza poiché fornisce una panoramica sulla percentuale dei consumatori che continuano ad usufruire di un certo prodotto o servizio per un determinato periodo di tempo, senza considerare il numero di consumatori acquisiti in quel periodo.

Come aumentarla?

Uno dei modi più efficaci per aumentare la customer retention è richiedere dei feedback ai tuoi clienti. I feedback, infatti, ti consentono di valutare effettivamente il grado di soddisfazione dei tuoi clienti e grazie ad un’attività di presidio multi-canale potrai raccogliere suggerimenti su come migliorare il tuo servizio o prodotto. Un altro modo vincente è lavorare sulla customer experience. Il 68% dei clienti decide di rivolgersi ad un competitor quando pensa di aver ricevuto un trattamento al di sotto delle sue aspettative. Per questa ragione, è di fondamentale importanza garantire supporto e una buona assistenza ai clienti, prima e dopo ogni acquisto. Le aziende che hanno più successo infatti, sono quelle che concentrano i propri sforzi non soltanto sull’acquisizione di nuovi clienti ma anche e soprattutto sul mantenimento di quelli attuali stabilendo relazioni di fiducia. Infatti, una strategia di marketing orientata alla customer retention può aumentare i profitti e il valore dell’azienda nel lungo periodo. Inoltre, riuscire a mantenere i clienti all’interno dell’azienda ti consentirà di affrontare l’inesorabile aumento dei costi pubblicitari perché saprai che i soldi investiti nell’acquisire un nuovo cliente ti ripagheranno negli anni successivi.

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Bounce rate: come ridurlo?

Come calcolare e ridurre la frequenza di rimbalzo

Quando un utente naviga su Google o su un altro sito Web oppure visita una pagina del tuo sito e decide di abbandonarla dopo pochi secondi, la frequenza di rimbalzo aumenta. Il bounce rate risulta elevato se la tua pagina presenta troppi annunci pubblicitari, se ha molto testo e poche immagini o non presenta una chiara call to action. Sebbene non sia un segnale di ranking per Google, abbassare la frequenza di rimbalzo può avere molti effetti positivi per il tuo business. Il primo obiettivo da tenere sempre presente è soddisfare la query degli utenti. Se la tua landing page non soddisfa la query, molto probabilmente l’utente abbandonerà la tua pagina poiché non viene soddisfatto il suo intento di ricerca. Allo stesso modo, se la pagina contiene tutte le informazioni che l’utente stava cercando ma non gli viene dato un altro motivo per continuare a navigare il sito, potrebbe comunque decidere di abbandonarlo. Di conseguenza, verrà registrato un alto bounce rate poiché l’utente non naviga altre pagine del sito.

Di seguito riportiamo 7 consigli per ridurre il bounce rate e migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti sul tuo sito web.

1. Aumenta la velocità della tua pagina

Migliorare la velocità della tua pagina è sicuramente un’ottima strategia per garantire una frequenza di rimbalzo ridotta. Se rendi il tuo sito più veloce infatti, ti renderai conto di come la frequenza di rimbalzo diminuirà poiché gli utenti potranno accedere ai tuoi contenuti velocemente, senza attendere troppo tempo prima che venga caricato. Inoltre, la velocità è un fattore di ranking di Google.

2. Migliora la soddisfazione dei tuoi utenti

Un altro modo per ridurre il bounce rate è aumentare la soddisfazione del tuo pubblico. Ad esempio, poniamo che qualcuno cerchi “viaggio all’estero” e noi volessimo classificarci per “viaggio all’estero”, ma non sappiamo veramente quale sia l’intento della persona che ha effettuato la ricerca. Vuole andare all’estero per studiare? Vuole fare una vacanza all’estero? Sta cercando immagini di viaggi all’estero? Sta cercando dei consigli sulle mete migliori per fare un viaggio all’estero? Potrebbe essere una qualsiasi di queste cose. Più in generale possiamo soddisfare quell’intento sulla pagina o collegarci ad altre risorse. La chiave è partire da un’analisi competitiva approfondita, osservare tutti i risultati del ranking e cercare di capire cosa funziona per soddisfare le richieste di quegli utenti. 

3. Inserisci dei link al contenuto correlato

È possibile che tu non riesca a coinvolgere i tuoi utenti in una determinata pagina, ma potresti riuscirci inserendo dei link correlati ad altri articoli presenti nel tuo sito. Se faranno clic ed esploreranno l’altra pagina, avrai abbassato la frequenza di rimbalzo. Quindi individua gli articoli che potrebbero essere correlati sul tuo sito e rendi il collegamento ben visibile.

4. Scrivi call-to-action efficaci

Il miglior modo per migliorare i tuoi CTA è includere la parola chiave del ranking nel CTA stesso. Per individuare per cosa si stanno effettivamente classificando le tue pagine e capire quali sono le migliori parole chiave da inserire nel CTA, potresti utilizzare alcuni tool come Google Search Console. Ad esempio, se la tua pagina riguarda i rapporti di credito o il punteggio di un rapporto di credito, potresti avere una CTA che dice “Aggiungi al carrello” oppure “Ottieni il mio rapporto di credito”. La seconda opzione risulta molto più accattivante di dire “Aggiungi al carrello” perché l’utente ha digitato “rapporto di credito” su Google. Quindi, includere le tue parole chiave nelle call to action è un modo semplice per migliorare l’engagement e ridurre la frequenza di rimbalzo. 

5. Utilizza la scrittura a piramide invertita

Per creare contenuti più coinvolgenti, attirare le persone sul tuo sito e offrire contenuti chiari ed efficaci che convertono puoi adottare lo stile di scrittura a piramide rovesciata. Questo stile, preso in prestito dal giornalismo, prevede l’inserimento di informazioni rilevanti nei paragrafi iniziali e nell’intestazione per poi procedere con una descrizione più dettagliata e minuziosa del contenuto nei paragrafi successivi. In questo modo incuriosirai i tuoi utenti, li spingerai a leggere il tuo contenuto e ad interagire con esso. 

6. Semplifica la ricerca nel sito

Rendi la ricerca sul sito semplice. Se puoi fornire una soluzione di ricerca più semplice di Google, ciò offre all’utente un motivo per restare sul tuo sito e non tornare di nuovo su Google, che conta come un rimbalzo. Il perfetto equilibrio è rappresentato dall’alternarsi di video, testi e immagini, generalmente le pagine composte in questo modo funzionano meglio e convertono di più. 

7. Evita i clic di rabbia e i clic morti

I “clic di rabbia” si verificano quando le persone cliccano su qualcosa che pensano dovrebbe essere un pulsante o un collegamento e non funziona. Lo stesso avviene con i “clic morti”. Gli utenti cliccano su un determinato elemento, un’immagine o un testo di colore speciale che pensano dovrebbe essere un collegamento o un invito all’azione e non funziona. In genere, puoi intercettare questi elementi con il software di tracciamento del calore. Qualsiasi tipo di software di tracciamento del calore o di mappatura del calore può generalmente mostrarti quali sono i “clic di rabbia” e “clic morti”. Se riesci a risolvere questi problemi, la frequenza di rimbalzo si ridurrà poiché le persone potranno fare clic su elementi effettivamente cliccabili.

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