Crawl budget: cos’è, come funziona

Come migliorare il ranking grazie al crawl budget

Se hai un sito web o un e-commerce, sicuramente conoscerai l’importanza di avere un buon posizionamento sul motore di ricerca. Per migliorare il tuo ranking si può agire in diversi modi come ad esempio, creando contenuti di qualità, ottenendo un maggior numero di backlink, scrivendo e ottimizzando gli articoli del proprio blog in ottica SEO oppure sfruttando il cosiddetto “crawl budget”.

In questo articolo ti spiegheremo cos’è un “crawl budget” e cosa puoi fare per ottimizzarlo.

Che cos’è un crawl budget?

Il crawl budget è un valore che Google assegna ad un sito web. Si tratta di un vero e proprio budget che potrebbe variare leggermente da un giorno all’altro ma nel complesso resta relativamente stabile. Il numero di pagine che vengono scansionate è generalmente determinato dalle dimensioni, dallo “stato” del tuo sito (quanti errori incontra Google) e dal numero di link che portano al tuo sito.

Come funziona un crawler?

Un crawler come Googlebot ottiene un elenco di URL da cui eseguire la scansione sul tuo sito web, scorre sistematicamente quell’elenco e, una volta che uno spider ha scansionato un URL e ne ha analizzato il contenuto, aggiunge nuovi URL che ha trovato su quella pagina che deve scansionare.

Diversi eventi possono far pensare a Google che un URL debba essere scansionato: potrebbe aver trovato nuovi collegamenti che puntano al contenuto o potrebbe essere stato aggiornato nella mappa del sito XML.

Come capire il valore del tuo crawl budget

Per monitorare le attività di Googlebot sul tuo sito puoi utilizzare Google Search Console. Questo strumento ti consente di capire quante richieste al secondo vengono avanzate al tuo sito dal motore di ricerca.

Sulla Search Console puoi osservare le seguenti statistiche di scansione:

  • Richieste di scansione totali
  • Dimensioni totali di download (byte)
  • Il tempo medio di risposta (ms)

Per quanto riguarda le richieste di scansione totali, maggiore è il valore e meglio è. Per gli altri due valori invece vale il contrario. Dunque ottimizzare il peso delle pagine consente al crawler e soprattutto agli utenti di navigare più velocemente.

Come aumentare il tuo crawl budget

Diamo un’occhiata alle cose che effettivamente migliorano il numero di pagine che Google può scansionare sul tuo sito.

  • Limita la quantità di URL di poco valore presenti sul tuo sito web (pagine che presentano contenuti duplicati, pagine compromesse da hacking, spam)
  • Segnala a Googlebot i parametri degli URL
  • Aggiorna le sitemap
  • Usa i tag hreflang per indicare paese e lingua

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Link building: cos’è e perché è importante per la SEO

Cos’è la link building

La link building è un’attività strategica tesa ad accrescere il numero di link in ingresso verso un sito web che in questo modo acquisisce maggiore autorevolezza agli occhi del motore di ricerca.

La link building è un’attività chiave per la SEO poiché Google è in grado di valutare la quantità, la provenienza, la qualità, la pertinenza e la rilevanza del link e del sito che lo invia. Tuttavia, l’attività di link building deve avvenire in maniera del tutto naturale. L’obiettivo deve essere quello di ottenere link piuttosto che acquistarli o raggiungerli attraverso tecniche manipolative, le cosiddette tecniche “SEO black hat”.

Quali sono i link di qualità

La qualità di un link è determinata da una serie di caratteristiche:

  • popolarità: determinata dal numero di link in ingresso che puntano verso una precisa risorsa
  • rilevanza e autorevolezza del sito: più un sito è popolare e importante, maggiore è il peso dei link di quel sito
  • pertinenza: i contenuti sono in linea con il link in questione
  • trust del sito: si ottengono link da siti ritenuti affidabili e sicuri
  • età dei link: i link “giovani” rappresentano un valore aggiunto

Le principali strategie per una link building efficace

Esistono diverse modalità per fare link building, tra le più importanti annoveriamo:

  • Scrivere articoli ottimizzati per una o più keyword specifiche e che presentino un approfondimento rispetto al tema centrale che si sceglie di trattare nel pezzo o sul sito ospitante
  • Variare la frequenza di link follow e nofollow
  • Puntare sulle citazioni se provengono da fonti autorevoli
  • Utilizzare forum tematici e verticali sugli argomenti trattati sul sito
  • Costruire link interni attraverso anchor text (il testo di ancoraggio è quella porzione di testo a cui viene agganciato il collegamento ipertestuale).

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Video Marketing: le tendenze del 2022

Le tendenze emergenti del video marketing per il 2022 che dovresti conoscere

I video hanno spopolato nel 2020 quando la pandemia ha costretto a rinunciare agli eventi di persona. Oggi, anche se la vita sta tornando alla normalità, la domanda degli utenti verso i contenuti video live è in costante aumento. La possibilità di registrare dei video e caricarli sul proprio profilo social si è affermato come un modo essenziale per i brand per restare in contatto con i consumatori. In particolare, gli utenti dimostrano un interesse maggiore verso i contenuti in diretta. Su Facebook, ad esempio, gli utenti guardano i video in diretta 3 volte più a lungo rispetto ai video preregistrati e i contenuti live generano 6 volte più interazioni. I brand dunque hanno l’opportunità di aumentare l’engagement e ottenere un maggiore vantaggio competitivo sfruttando questa tendenza.

1. Video ottimizzati per la ricerca

La SEO non è una novità, ma per quanto riguarda i video ottimizzati per la ricerca? Una ricerca di mercato ha dimostrato che i video hanno una probabilità 53 volte maggiore di comparire in prima pagina rispetto ad altre tecniche SEO tradizionali e lo stesso Google ora inserisce frammenti di video accanto al 26% dei risultati di ricerca ed è molto più probabile che gli utenti facciano clic su di essi. Quindi, come puoi utilizzare i video per ottimizzare i risultati dei motori di ricerca? Concentrati su tre aree: pertinenza, coerenza e ottimizzazione del back-end. Innanzitutto, assicurati che tutti i tuoi video abbiano un obiettivo chiaro in mente, è importante che sappiano rispondere alle domande degli utenti e che forniscano contenuti utili e interessanti da guardare.

2. Vlog

Sappiamo che lo storytelling è uno dei modi più efficaci per entrare in contatto con i consumatori, sviluppare la personalità del tuo brand e coinvolgere il tuo pubblico e i vlog, o video blog, si rivelano un ottimo strumento per raccontare queste storie. I vlog sono molto utilizzati anche dagli influencer: puoi trovare vlog su qualsiasi argomento, dalla genitorialità allo sport, alla cura degli animali domestici, ai viaggi. Secondo Think with Google, i vlog di viaggio ottengono un coinvolgimento sociale 4 volte maggiore rispetto a qualsiasi altro tipo di contenuto di viaggio su YouTube. I vlog sono una grande opportunità per creare una connessione umana tra i membri del tuo team e il tuo pubblico, mostrare la personalità del tuo brand e coinvolgere gli utenti.

3. Storie sui social

Le storie sui social media offrono moltissimi modi per interagire con gli utenti. Su Instagram ad esempio, le storie hanno completamente cambiato il modo in cui condividiamo le foto e sono un ottimo strumento per fare marketing. Infatti, possono essere utilizzate per invitare gli utenti a scoprire o acquistare i propri prodotti o servizi, inserire dei link che rimandano direttamente al sito web oppure usare la funzione “domande” per interagire con il pubblico e pubblicare sondaggi per capire qual è la loro opinione.

4. Video AR/VR

I contenuti AR e VR sono già in circolazione da un po’, ma stanno finalmente trovando la loro strada nel marketing video mainstream poiché la tecnologia sta diventando più accessibile e i consumatori richiedono contenuti sempre più interattivi. Guardando al futuro, i brand dovranno essere pronti a incorporarlo nelle loro strategie di marketing video poiché i video tradizionali potrebbero non essere sempre sufficienti. La pandemia ha accelerato la crescita di AR e VR poiché i brand di tutti i settori lo hanno utilizzato per creare esperienze virtuali. I negozi al dettaglio offrivano un “prova prima dell’acquisto” virtuale, gli operatori sanitari hanno utilizzato AR e VR per la diagnostica autoguidata e gli insegnanti hanno tenuto gli studenti coinvolti con giochi e attività basati su AR e VR. Proprio come con i video dal vivo, la nostra visione su quali tipi di esperienze possono essere virtuali si è trasformata nell’ultimo anno e mezzo ed è improbabile che i consumatori vogliano rinunciare alla comodità e all’accessibilità fornite da queste opzioni virtuali. AR e VR potrebbero non sostituire mai completamente l’esperienza di persona, ma sono sicuramente un’alternativa molto valida.

5. Video silenziosi

I marketer oggi stanno creando video appositamente per essere guardati in silenzio. Perché? Perché la maggior parte dei video su Facebook (circa l’85%) viene guardato senza audio. Infatti, l’80% dei consumatori dichiara di avere una reazione negativa quando un annuncio riproduce un suono forte inaspettatamente. Le persone guardano video sui loro smartphone ovunque vadano: nelle sale d’attesa affollate, sui mezzi pubblici, nelle aule e persino durante le riunioni. Ciò significa che se vuoi che le persone rimangano a guardare i tuoi contenuti, devi ottimizzarli per la visualizzazione silenziosa. La buona notizia è che la maggior parte delle volte, tutto ciò che serve è l’aggiunta di sottotitoli per mantenere le persone coinvolte. Le persone guardano gli annunci con sottotitoli in media il 12% in più rispetto ai video senza sottotitoli.

Quindi i video possono essere dei validi strumenti da includere all’interno della tua strategia di marketing ma non possono essere l’unico driver di successo per un’azienda. I brand necessitano di una solida strategia di marketing completa e di contenuti accattivanti per ottenere buoni risultati.

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Come risolvere i problemi di indicizzazione

Problemi di indicizzazione: come risolverli

L’indicizzazione è l’attività tecnica che precede il posizionamento e che mostra se una pagina è stata presa in considerazione, analizzata e memorizzata da Google. Creare un sito web e pubblicare con costanza contenuti online non garantisce alle pagine di essere visualizzate tra i risultati di ricerca. Infatti, i web crawler selezionano tutti gli URL che visitano e decidono quali inviare all’indice. Tuttavia, si possono verificare alcuni problemi di indicizzazione che impediscono alle pagine o ai siti web di essere visualizzati correttamente.

Si possono individuare molteplici cause che impediscono a Google di indicizzare correttamente le pagine web, in questo articolo ti forniremo le indicazioni per risolverli e tornare ad avere visibilità sul motore di ricerca.

Tempo di attesa

Il primo aspetto da considerare è il tempo. Infatti, i tempi di indicizzazione non sono immediati, a volte servono giorni o addirittura settimane prima che una risorsa venga aggiunta all’elenco. Dunque, attendi sempre almeno una settimana dall’invio di una Sitemap o dalla richiesta di indicizzazione.

Assenza del nome del dominio

Spesso succede che si utilizzi l’URL sbagliato per un contenuto o si verifichi un’erronea impostazione su WordPress e questo comporta l’assenza di un nome di dominio. Questo problema può essere risolto facilmente attraverso una verifica dell’indirizzo web.

Verifica che il tuo sito web inizi con “https://xxx.xxx”, qualcuno potrebbe digitare un indirizzo IP invece di un nome di dominio e essere reindirizzato al sito dunque controlla che il reindirizzamento sia configurato correttamente. Per fare ciò, potresti aggiungere redirect 301 dalle versioni WWW delle pagine ai rispettivi domini e assicurati di avere un nome di dominio.

Un problema simile potrebbe verificarsi se il sito è indicizzato con un dominio diverso o con sottodominio, ad esempio con http://example.com invece che https://www.example.com.

Contenuti di scarsa qualità

A impedire l’indicizzazione può essere anche la scarsa qualità dei contenuti. Un contenuto per poter essere considerato di qualità, infatti, deve rispondere alle domande dell’utente (implicite o esplicite), fornire informazioni o avere un punto di vista diverso da quelli proposti da altri siti.

Pessima user experience

Un altro aspetto da considerare riguarda l’user experience. Un sito web deve essere responsive, coinvolgente e user-friendly per garantire un sistema di navigazione fluido e semplice da usare, soprattutto a seguito dell’introduzione della Page Experience tra i fattori di ranking.

Problemi tecnici

Tra i principali problemi tecnici troviamo:

  • un linguaggio di programmazione troppo complesso
  • javascript utilizzato in maniera errata
  • blocchi nel file robots.txt
  • impostazioni nei meta tag robots
  • mancato invio di sitemap

Quindi, per fruire di un buon posizionamento sul motore di ricerca, oltre a dedicare tempo alla cura di contenuti, alla SEO tecnica e alla gestione dei link, è importante tenere in considerazione l’indicizzazione per consentire al sito e alle pagine di raggiungere un buon livello di qualità e competere sul motore di ricerca.

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Instagram: 9 consigli per migliorare la reach organica

Come migliorare la reach organica su Instagram?

Instagram, uno dei social network più utilizzati in Italia, è diventato un ottimo canale per promuovere i propri prodotti e servizi, interagire con gli utenti e creare una community fidelizzata. Tuttavia, l’iscrizione a questo social non garantisce automaticamente visibilità e raggiungere un elevato numero di persone in maniera organica, ovvero senza alcun tipo di sponsorizzazione, è sempre più difficile.

In questo articolo ti forniremo alcune tips per incrementare la visibilità del tuo brand e migliorare la reach organica su Instagram.

9 consigli per aumentare la reach organica

1. Resta aggiornato con le nuove feature e integrale nella tua strategia 

Testa ogni tipo di contenuto della piattaforma e studia i trend del momento: pubblica foto, crea caroselli, fai dirette streaming, condividi video sulla IGTV, crea guide, racconta i retroscena del tuo servizio e/o prodotto attraverso le storie, poni delle domande e interagisci con la tua community, inserisci link e tag che rimandano al tuo sito.  

2. Usa gli hashtag e non dimenticare la caption 

Instagram dà la possibilità di seguire gli hashtag per restare aggiornati su un certo tipo di argomento. Quindi, utilizzando gli hashtag la tua pagina potrà avere maggiori possibilità di apparire nel feed degli utenti che, incuriositi, potranno iniziare a seguire la tua pagina.   

Anche la caption rappresenta un elemento distintivo ed è spesso quello che cattura l’attenzione degli utenti spingendoli ad agire, commentando o condividendo il tuo post. Non è importante la lunghezza del testo poiché quella dipenderà dal Tone of Voice dell’azienda e dalla qualità del contenuto del post che hai preparato, ma il contenuto e il messaggio che veicolerai.  

 3. Rendi i tuoi contenuti accessibili a tutto il pubblico  

Se intendi pubblicare video su IGTV, ricorda di abilitare la piattaforma a pubblicare sottotitoli automatici e compila il testo alternativo, questo consentirà di rendere fruibile il contenuto a un elevato numero di utenti e dare la possibilità di interagire, condividere e commentare i post, le storie e altri tipi di contenuto.  

Infine, abilita i remix per i reel così da agevolare la condivisione di clip con gli utenti e aumentare la visibilità della tua pagina.  

4. Aggiungi i tag 

Quando pubblichi un contenuto non dimenticare di geolocalizzarlo. Questo ti consentirà di entrare in un flusso di visibilità legato a quel luogo e apparire nelle ricerche degli utenti.  Aggiungi i tag dei contenuti brandizzati in modo che le altre pagine possano taggarti nei loro annunci e nei post sponsorizzati, in questo modo potrai sfruttare la visibilità degli altri brand.  

5. Crea storie in evidenza  

Le stories sono attualmente il contenuto preferito dagli utenti. Nelle storie è possibile condividere un post, creare un sondaggio, fare delle domande, scrivere contenuti informativi, fare dei quiz, pubblicare meme e stimolare la discussione su un determinato argomento.  Per aumentare la portata organica di questo genere di contenuto puoi metterle in evidenza e suddividerle per argomenti.  

6. Testa i tempi di pubblicazione 

Non esiste l’orario giusto per pubblicare un certo contenuto, per questo motivo dovresti testare e capire qual è il momento migliore per intercettare e interagire con gli utenti aumentando così le view dei tuoi contenuti.  

7. Interagisci con i tuoi follower  

Per costruire una relazione duratura con i tuoi follower e creare una community che sia realmente interessata ai tuoi prodotti e/o servizi, invitali a condividere i post del brand, poni loro delle domande, cerca di capire quali sono le loro preferenze e chiedi la loro opinione.  

8. Mostra i retroscena del tuo prodotto e/o servizio 

Rendi i tuoi follower partecipi di ciò che fai. Gli utenti apprezzano quando vengono resi partecipi della realizzazione di un prodotto o uno shooting, della scelta di una location o quando hanno la possibilità di assistere ai retroscena.  

9. Crea contenuti divertenti e intrattieni il tuo pubblico 

Uno dei modi più divertenti per interagire con i tuoi utenti è attraverso la creazione di meme. Ma ci sono anche altri metodi grazie ai quali puoi aumentare l’engagement come ad esempio: giornate mondiali, eventi, condivisione di citazioni o frasi ispirazionali.  

In sintesi, non esiste un solo modo per migliorare la propria presenza sui social e aumentare la reach organica ma è importante testare e sperimentare vari formati, contenuti e orari per capire cosa performa meglio. Ma ricorda che una gestione social, perché sia efficace, deve essere pianificata!

Non sai a chi affidare la gestione dei tuoi canali social? CONTATTACI!

Customer Data Platform: cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi

CDP: cos’è

La CDP o Customer Data Platform è una piattaforma utilizzata per la raccolta e l’aggregazione dei dati dei clienti in un unico database. La CDP consente di dialogare con tutti i software e canali digitali in possesso dell’azienda, tracciare il comportamento degli utenti e integrare i dati con altri software aziendali.

I dati raccolti da una CDP possono includere:

  • Dati sulle transazioni relative ad acquisti passati
  • Cronologia di navigazione
  • Dati demografici
  • Dati contabili
  • Dati comportamentali
  • Download o clic su file
  • Dati sull’utilizzo del prodotto
  • Dati dei partner e di terzi

Il vantaggio principale derivante dall’utilizzo della CDP riguarda la possibilità di aggregare diverse fonti di dati (online e offline) e utilizzarli al fine di avere una visione completa del cliente, la cosiddetta “Single Customer View” e fornire una comunicazione efficace e personalizzata.

Le differenze tra CDP, CRM e DMP

Le CDP si distinguono da altre piattaforme di CRM e DMP perché utilizzano principalmente dati di prima e seconda parte e si basano su informazioni reali e veritiere sull’identità e il comportamento dei consumatori. I CRM sono molto simili alle CDP ma non gestiscono più tipi di dati e utilizzano solo dati di prima parte. Le DMP invece utilizzano solo dati di terze parti e sono progettate principalmente per migliorare il targeting degli annunci sulla rete display e video.

Una CDP quindi è un software più orientato ad una raccolta dettagliata e centralizzata di dati provenienti da più fonti affidabili, questo è ciò che la distingue anche dalla Marketing Automation che è più orientata ad automazioni che si verificano in risposta a determinate azioni intraprese dagli utenti.

SALESmanago: AI driven Customer Data Platform & Marketing Automation

SALESmanago è una Customer Data Platform che consente di raccogliere tutti i dati dei tuoi contatti, indirizzare e personalizzare le tue campagne e ricostruire il profilo dei tuoi clienti con l’utilizzo di dati comportamentali e transazionali in tempo reale. La piattaforma consente di realizzare campagne multicanale e impostare regole per l’automazione determinando le azioni che dovranno essere implementate a seguito di un determinato comportamento del proprio cliente. Inoltre, dà la possibilità di automatizzare il coinvolgimento dei visitatori del sito grazie alla creazione di contenuti personalizzati e dinamici, programmi di lead nurturing e di scoring e delle activation campaign con offerte dinamiche e sconti personalizzati. Infine, SALESmanago dà la possibilità di avvalersi dello strumento “Copernicus”, un potente motore di raccomandazioni che grazie a machine learning e AI analizza le transazioni, i profili dei clienti e il traffico sul tuo e-commerce per fornire agli utenti consigli sui prodotti che potrebbero essere di loro interesse, e ti informa su quelli che potrebbero potenzialmente acquistare.

Perché scegliere SALESmanago

I vantaggi relativi all’utilizzo di SALESmanago sono molteplici:

  • Aumento del tasso di acquisizione di nuovi lead
  • Incremento del ROI
  • Monitoraggio del comportamento degli utenti (es. data di compleanno, preferenze sui prodotti…)
  • Personalizzazione e semplificazione delle strategie di marketing sul ciclo di vendita
  • Migliore interazione con i clienti e con il sito e-commerce
  • Fidelizzazione dei clienti

Vuoi aumentare le vendite del tuo e-commerce? Hai bisogno di una consulenza personalizzata? Se sì, CONTATTACI!

LinkedIn: come migliorare la propria presenza online

Come migliorare il proprio profilo LinkedIn?

LinkedIn può essere un ottimo canale da utilizzare per la propria crescita professionale, fare ricerca attiva di lavoro, creare un’ampia rete professionale e intercettare nuovi partner o clienti ma per sfruttare a pieno il suo potenziale è bene conoscerne il suo funzionamento e avere in mente una strategia chiara e coerente ai propri obiettivi.  

In questo articolo ti forniremo 8 consigli che potrai applicare per migliorare la tua presenza online e fare personal branding su LinkedIn.

Perché è importante fare personal branding?

Il tuo personal branding è il modo in cui ti presenti sul mercato e come costruisci l’identità del tuo brand raccontando le tue conoscenze, le tue competenze, il tuo stile e le tue abilità in modo efficace. Fare personal branding ti aiuterà a posizionarti nella mente degli utenti e a distinguerti dai tuoi competitor.

8 consigli per migliorare il tuo profilo LinkedIn

1. Pubblica contenuti con regolarità 

Nel momento in cui crei una pagina aziendale o personale su LinkedIn è importante continuare a creare e postare contenuti con una certa frequenza al fine di creare una buona rete professionale e intercettare potenziali partner, clienti e fornitori. Pubblicare con costanza è un’azione che premia sempre sui social media. Una volta che hai individuato i temi centrali su cui focalizzarti, impegnati a postare con regolarità e cerca di proporre e condividere contenuti a intervalli di tempo regolari.  

2. Raccontati 

Racconta il tuo lavoro e la tua esperienza professionale attraverso video, post, sondaggi, quiz e confrontati con gli altri professionisti interagendo direttamente sotto ai loro post oppure taggandoli se ritieni che i tuoi contenuti possano essere di loro interesse.  

3. Aggiorna l’immagine di copertina 

L’immagine di copertina è uno degli elementi iconografici maggiormente in vista. Sfruttala per promuovere te stesso o il tuo brand. Per esempio, potresti mettere in evidenza un evento a cui hai preso parte, un libro che hai scritto di recente oppure creare una copertina che metta in rilievo il tuo ruolo e la tua professione. 

 4. Migliora la sezione in primo piano e aggiorna i tuoi contenuti 

Presenta il tuo sito web, i tuoi ultimi articoli sul blog, le case study più interessanti e altri contenuti che pensi possano migliorare e far crescere la tua reputazione professionale.  

 5. Accetta richieste di collegamento solo da contatti che ritieni utili per la crescita della tua rete 

Non è necessario avere una rete molto ampia se le persone che ne fanno parte non condividono i tuoi obiettivi di crescita personale e professionale. Cerca di interagire con gli utenti della tua rete, esprimi le tue opinioni in merito alle discussioni che si sviluppano e, se trovi dei contenuti interessanti affini a quelli che posti tu, lascia un commento e interagisci. In questo modo potresti essere notato dagli altri partecipanti alla discussione e allargare il tuo network.  

 6. Individua le keyword migliori con cui posizionarti 

Anche su LinkedIn puoi utilizzare gli hashtag per posizionarti e interagire il più possibile con i professionisti a te affini ma fai attenzione a non inserirne troppi, cerca di utilizzare solo gli hashtag più pertinenti ai contenuti che stai postando. 

 7. Promuovi il tuo brand differenziando il profilo personale da quello aziendale

Sebbene i brand siano sempre più volti all’umanizzazione, leggere il post di un professionista sulla sua pagina personale crea molta più fiducia e consente di entrare maggiormente in empatia con i tuoi utenti. Dunque, sarebbe meglio differenziare il tuo profilo personale da quello aziendale e suddividere gli argomenti di cui vorresti parlare equamente sui due canali. Una volta che avrai conquistato la fiducia della tua rete di contatti, diventerai il loro punto di riferimento e sarai riconosciuto come esperto del tuo settore. 

 8. Crea un piano editoriale coerente su tutti i tuoi canali 

Essere presenti su tutti i social media non significa postare gli stessi contenuti su tutti i profili. Cerca di dedicare dei contenuti esclusivi per ogni piattaforma mantenendo al contempo un filo conduttore tra gli argomenti. 

In conclusione, curare la propria presenza online può aumentare non solo la rete dei nostri contatti ma soprattutto la percezione che altri utenti hanno di noi e delle nostre competenze.  Tuttavia, l’attività di personal branding richiede molto tempo, per questa ragione è meglio affidarsi a dei professionisti che elaboreranno per te la strategia più adatta per attirare nuovi e potenziali partner, collaboratori e clienti. 

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Ecommerce: 11 consigli per migliorare la UX e incrementare il Conversion Rate

Che cos’è la UX?

Nel mondo dell’e-commerce spesso ci si focalizza troppo sul prodotto e poco sulla soddisfazione dei clienti. Questo è un grave errore che potrebbe portare, a lungo termine, ad ottenere bassi tassi di conversione e a una drastica riduzione delle entrate. A questo proposito interviene l’ottimizzazione della UX che può aiutare a creare un’esperienza che soddisfi le esigenze dei visitatori del tuo sito, a migliorare concretamente il customer journey dei tuoi clienti e incrementare i tuoi profitti.

Ma a cosa ci si riferisce quando si parla di UX? L’espressione “user experience”, abbreviata in “UX”, fa riferimento all’esperienza complessiva che i clienti vivono quando visitano il tuo sito web. L’esperienza utente comprende il particolare insieme di sensazioni positive (convenienza, facilità, soddisfazione, ecc.) che gli utenti provano quando interagiscono con il tuo ecommerce. Una “buona” esperienza utente è quella in cui un cliente può soddisfare le proprie esigenze, implicite o esplicite, nel modo più semplice e rapido possibile.

Tuttavia, l’ottimizzazione dell’esperienza utente non è la stessa cosa dell’ottimizzazione del tasso di conversione. L’ottimizzazione della UX è incentrata su metriche come soddisfazione, facilità di utilizzo e usabilità. Altre forme di ottimizzazione mirano esclusivamente a potenziare metriche specifiche come conversioni, AOV (Average Order Value o valore medio dell’ordine) e CLV (Customer Lifetime Value o valore del ciclo di vita del cliente).

In questo articolo, ti forniremo 8 consigli per ottimizzare l’esperienza utente del tuo e-commerce.

Quali sono le metriche UX più importanti per l’e-commerce?

La maggior parte delle metriche UX richiede un feedback diretto dai clienti sotto forma di sondaggi e/o recensioni.

Le metriche che dovresti monitorare sono principalmente 3:

  • Soddisfazione: quanto sono soddisfatti gli utenti dell’esperienza di acquisto? Questi dati vengono generalmente raccolti dopo l’acquisto tramite moduli in cui viene chiesto di valutare l’esperienza.
  • Disponibilità a fare una raccomandazione: con quale frequenza i clienti condividono le tue offerte e promozioni quando richiesto? Questa metrica fa riferimento al NPS (Net Promoter Score).
  • Conversione: il numero di clienti che completano l’acquisto.

Quali piattaforme di e-commerce hanno la migliore UX?

In generale, le migliori piattaforme sono quelle che consentono di personalizzare l’esperienza utente e aggiungere funzionalità incentrate sulla UX.

Di seguito elencheremo 5 piattaforme di ecommerce che hanno un buon grado di usabilità

  • Shopify: Shopify è una delle piattaforme più popolari per le piccole e medie imprese. È la soluzione ideale se hai un negozio piccolo perché mette a disposizione un’ampia gamma di opzioni di personalizzazione, temi e componenti aggiuntivi che ne semplificano l’implementazione. La piattaforma dispone anche di una piattaforma di analisi approfondita per il monitoraggio e l’analisi del comportamento dei clienti nel contesto della UX.
  • Magento: Magento è una soluzione di livello aziendale che consente un alto grado di personalizzazione quando si tratta di progettare la tua vetrina. Se disponi di un team di sviluppatori dedicato, Magento ti darà la libertà di personalizzare la tua esperienza utente esattamente come desideri dandoti accesso a un potente set di funzionalità, temi e componenti aggiuntivi.
  • BigCommerce: BigCommerce è regolarmente classificato come una delle migliori piattaforme di e-commerce in generale. Ha un seguito consistente composto sia da grandi che da piccole imprese e dà la possibilità di combinare una serie di opzioni di personalizzazione per consentire agli sviluppatori di apportare modifiche più complesse.
  • WooCommerce: Se gestisci il tuo sito su WordPress, poche altre piattaforme possono eguagliare il set di funzionalità che ottieni con WooCommerce. In termini di esperienza utente, puoi personalizzare il tuo e-commerce e il percorso del cliente, insieme a una serie di plug-in che semplificano l’aggiunta di nuove funzionalità senza dover ricorrere all’aiuto degli sviluppatori.
  • PrestaShop: PrestaShop è una piattaforma open source e ospitata su cloud. La flessibilità di PrestaShop lo rende una scelta perfetta per sviluppatori e rivenditori che desiderano un alto livello di flessibilità senza i costi aggiuntivi delle soluzioni aziendali come Magento. Migliaia di componenti aggiuntivi rendono ancora più semplice l’implementazione di nuove funzionalità.

Come migliorare la UX di un e-commerce?

Di seguito 8 suggerimenti per migliorare l’esperienza utente del tuo e-commerce 

1. Chiedi recensioni ai tuoi clienti

I sondaggi e le recensioni sono il modo migliore per raccogliere dati sul tuo sito e porre domande ai clienti tramite moduli brevi e semplici. In cambio, potresti valutare di offrire un buono sconto o un regalo gratuito agli utenti che decidono di scrivere una recensione. Infine, mostra i moduli subito dopo le transazioni (o inviali tramite e-mail), l’acquisto rappresenta la fine del percorso del cliente ed è solitamente il momento migliore per raccogliere feedback.

2. Migliora la velocità del tuo sito

Gli utenti odiano i siti lenti. Non c’è niente di più frustrante che dover aspettare il caricamento di una pagina. Quindi, migliorare la velocità del tuo sito è uno dei modi più semplici e veloci per aumentare la soddisfazione del cliente e allo stesso tempo aumentare il tasso di conversione e il valore dell’ordine. Vai su Google PageSpeed Insights e valuta la velocità del tuo sito tramite lo strumento gratuito. Ti verranno forniti consigli pratici per aumentarne la velocità ed eliminare i problemi che lo rallentano.

Per migliorare la tua page speed potresti eseguire queste semplici azioni:

  • Ottimizza le immagini: usa i formati appropriati per le immagini e assicurati che non siano più grandi di quanto dovrebbero essere.
  • Minimizza HTML, Javascript e CSS: la minimizzazione è essenzialmente un processo che “riduce al minimo” il codice dello sviluppatore eliminando spazi, virgole, note e così via che non sono necessari.
  • Riduci i reindirizzamenti: i reindirizzamenti richiedono più risposte del server, aumentando il tempo necessario per caricare completamente le pagine e allungando i tempi di attesa per l’utente.
  • Usa un provider di hosting veloce: non c’è molto che puoi fare per migliorare la velocità del tuo hosting se è lento. Assicurati di scegliere un provider veloce, potresti anche prendere in considerazione l’aggiornamento dall’hosting condiviso a un server dedicato o VPS (server privato virtuale).

3. Rendi la navigazione e la ricerca intuitive

I siti di e-commerce dovrebbero essere costruiti per consentire una navigazione rapida, agevole e intuitiva. Molti clienti arriveranno al tuo sito senza alcun obiettivo prefissato in mente oppure potrebbero essere alla ricerca di un prodotto specifico o, ancora, cercare solo un particolare prodotto o set di prodotti.

In ogni caso, dovresti rendere il più semplice possibile il percorso di navigazione e rendere disponibili le funzionalità di ricerca.

  • Consenti agli utenti di spostarsi avanti e indietro tra categorie e sottocategorie su dispositivi mobili senza essere indirizzati a una nuova pagina.
  • Utilizza i menu a discesa delle sottocategorie sotto le etichette delle categorie principali sul desktop.
  • Aggiungi immagini alle icone sui dispositivi mobili in modo che i clienti sappiano esattamente su cosa stanno facendo clic.
  • Utilizza una funzione di ricerca con correzione automatica e includi informazioni sul prodotto come il prezzo e le immagini del prodotto nei risultati di ricerca.
  • Ricorda sempre di progettare opzioni di ricerca e navigazione separate per dispositivi mobili e desktop. Il modo in cui gli utenti interagiscono con i menu sui dispositivi cellulari è diverso dal modo in cui navigano sul desktop.

4. Semplifica il processo di checkout

Un alto tasso di abbandono del carrello è spesso correlato a moduli di pagamento lunghi e noiosi.

Per evitarlo, semplifica i moduli di pagamento su dispositivi mobili e desktop, abilita la compilazione automatica e riduci i tempi di attesa. Infine, chiedi gli indirizzi e-mail degli utenti all’inizio del processo in modo da poter effettuare il remarketing in una fase successiva.

5. Utilizza un layout di informazioni incentrato sul cliente per le pagine dei prodotti

Le informazioni dovrebbero essere organizzate in modo da facilitarne la fruizione da parte dei visitatori. Ad esempio, è utile visualizzare una pagina di prodotto in cui la descrizione del prodotto si trova accanto all’immagine e vengono fornite tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione di acquisto (prezzo, dettagli di spedizione, opzioni dell’articolo, ecc.).

Ecco alcuni suggerimenti per il layout della pagina del prodotto:

  • Utilizza paragrafi brevi ed elenchi puntati ove possibile.
  • Evidenzia le informazioni più essenziali.
  • Includi prezzo, informazioni sulla spedizione e opzioni del prodotto accanto al CTA principale.
  • Mostra una sezione dedicata per le recensioni.

6. Ottimizza il funnel di vendita

Per avere una visione d’insieme dell’intero percorso del cliente, ottimizza tutte le tue pagine inclusa la home page, le pagine delle categorie, le pagine del carrello e così via. Inoltre, non dimenticare mai l’esperienza post-acquisto: programma l’invio di e-mail transazionali e dai la possibilità di effettuare resi e rimborsi.

7. Testa

Per migliorare le prestazioni del tuo sito web, esegui test frequenti, analizza le azioni dei tuoi competitor e cerca di comprendere cosa funziona meglio per il tuo pubblico.

8. Includi una barra di ricerca

Cerca sempre di includere una barra di ricerca nel tuo sito web così da rendere più facile la navigazione. Se gli utenti non riuscissero a trovare quello che cercano, o avessero l’impressione di perdersi tra le pagine del tuo e-commerce, è molto probabile che provino un senso di frustrazione e saranno tentati di abbandonare il tuo sito. Per questo motivo una barra di ricerca potrebbe aiutare a migliorare notevolmente la soddisfazione dei tuoi utenti e aumentare, di conseguenza, l’engagement rate.

9. Migliora la leggibilità con spazi e immagini

Per migliorare la leggibilità e alleggerire lo sforzo nella lettura, cerca di evitare enormi blocchi di testo, lascia degli spazi bianchi tra una sezione e l’altra e tra un’immagine e l’altra e soprattutto inserisci sempre delle immagini di alta qualità.

10. Avvisa i clienti di offerte, sconti e omaggi

I clienti amano le promozioni, i saldi, la spedizione gratuita, dunque, potresti includere notifiche su tutti questi vantaggi nelle pagine dei prodotti e metterli in evidenza nuovamente nella pagina del carrello. Inoltre, se fai delle promozioni e le pubblicizzi tramite e-mail o sui social media, è importante assicurarsi che le landing page riportino le stesse informazioni e facciano capire al cliente che si trovano sulla pagina giusta. Infine, se offri un articolo a un prezzo scontato, includi il prezzo originale accanto al prezzo scontato.

11. Ricrea un’esperienza di acquisto simile a quella che gli utenti vivono in un negozio fisico

Consenti ai clienti di interagire con i prodotti attraverso immagini di alta qualità, descrizioni informative e recensioni di altri utenti, dunque includi:

  • Immagini ad alta risoluzione che mostrano caratteristiche importanti e possono essere ingrandite per vedere dettagli specifici.
  • Descrizioni evocative che creano un senso tangibile del prodotto oltre a fornire caratteristiche tecniche.
  • Recensioni e testimonianze che includono contenuti multimediali come video e immagini che mostrano il prodotto in uso.
  • Dettagli sulla taglia dei modelli per capi di abbigliamento.

In sintesi, per creare un e-commerce customer-centric, testa queste piccole modifiche e cerca di ottimizzare l’esperienza utente cercando di comprendere quali sono le preferenze degli utenti e quali aspetti puoi migliorare. Questo ti consentirà di ottenere un grande vantaggio competitivo rispetto ai tuoi concorrenti.

Hai ancora dei dubbi? Se sì, CONTATTACI!

I trend del marketing nel 2022

Quali saranno i principali trend del marketing nel 2022?

I professionisti del marketing sono consapevoli che le preferenze dei consumatori sono in continua evoluzione. Nell’ultimo anno, si sono verificati numerosi cambiamenti, tra questi si annoverano: una brusca sospensione degli eventi in presenza, un massiccio spostamento verso strategie di marketing digitale e, per molti, una drastica riduzione del budget da investire in campagne online e offline.

Le persone desidereranno un ritorno alla vecchia normalità o continueranno ad abbracciare le abitudini che hanno sviluppato nell’ultimo anno? Quali canali risulteranno essere più efficaci per il consumatore post-pandemia?

In questo articolo abbiamo riportato le principali tendenze che caratterizzeranno il 2022.

Il futuro degli eventi sarà ibrido

Quando la pandemia ha imposto le chiusure e il rispetto delle norme di distanza sociale, i professionisti del marketing hanno dovuto affrontare la cancellazione di tutti i tipi di eventi in presenza, dalle grandi aperture dei negozi ai concerti. A prendere il loro posto sono subentrati gli eventi virtuali che sono diventati essenziali per poter coinvolgere clienti e lead. Infatti, se da un lato gli utenti desiderano riunirsi di nuovo e poter assistere agli eventi di persona, dall’altro lato molte persone preferiscono continuare a fruire degli eventi virtuali. Dunque, per poter soddisfare entrambe le esigenze si prevede che verranno organizzati eventi ibridi. Gli eventi di persona continueranno ad avere una forte componente digitale e tecnologie come Augmented Reality e Virtual Reality aiuteranno a creare un’esperienza coinvolgente e interattiva.

Aumento di azioni di Corporate Social Responsibility

Coinvolgere le organizzazioni non profit sarà una parte importante dei piani di marketing. Sempre più consumatori cercano di supportare le aziende che hanno una mission ben definita. Questa tendenza non farà che aumentare e, in futuro, le aziende dovranno sempre più dimostrare di collaborare con organizzazioni non profit. Tuttavia, il tuo piano di marketing non dovrebbe limitarsi a esprimere semplicemente il supporto per un’organizzazione di beneficenza ma dovrebbe includere obiettivi efficaci come posizionamento di prodotti, marketing di affiliazione, donazioni o sponsorizzazioni aziendali.

L’IA a servizio dell’influencer marketing

L’intelligenza artificiale renderà l’influencer marketing più facile da gestire e più orientato ai risultati. Con un valore di 9,7 miliardi di dollari nel 2020, si stima che il mercato raggiungerà i 15 miliardi di dollari entro il 2022, con una quasi maggioranza di esperti di marketing che dichiara di destinare più del 20% della propria spesa ai contenuti degli influencer.

Grazie all’IA è possibile selezionare gli influencer più adatti per gli obiettivi aziendali dal momento che sistemi di intelligenza artificiale possono guardare e valutare milioni di video di vari influencer contemporaneamente e confrontarli tra loro e, grazie all’analisi predittiva è possibile fare delle previsioni sul possibile sviluppo e le entrate che possono derivare dalle conversioni prodotte da ciascun influencer.

Utilizzo di alternative ai cookie di terze parti

Con il recente annuncio di Google l’eliminazione dei cookie di terze parti è stata rinviata fino al 2023. Questo non significa però che la questione sia meno critica. I consumatori chiedono maggiore protezione per la propria privacy e maggior controllo sull’utilizzo che viene fatto dei propri dati.

Per rispondere a questo cambiamento, si potrebbero sfruttare a pieno i dati di prima parte, in alternativa si potrebbero utilizzare strumenti come Google’s Privacy Sandbox o FLoC (Federated Learning of Cohorts) per ottenere la personalizzazione e il targeting dei consumatori senza invadere la privacy degli utenti. Indipendentemente da ciò, gli strumenti CRM, i sondaggi e i contenuti interattivi diventeranno sempre più fondamentali per il successo della tua strategia di marketing.

Video marketing

La tendenza di utilizzare video marketing non è nuova, ma continuerà a ricoprire un ruolo strategico per entrare in contatto con i clienti esistenti e potenziali.

Per elaborare una valida strategia di video marketing:

  • Fai un video marketing plan
  • Specifica gli obiettivi e alloca il budget di produzione e promozione sulle piattaforme che ritieni interessanti per i tuoi possibili consumatori.
  • Diversifica la distribuzione dei contenuti
  • Decidi, poi, se puntare su filmati emozionali, informativi o più istituzionali, in base al tuo settore di riferimento e al tipo di mercato a cui ti rivolgi.

Una buona strategia di videomarketing, inoltre, ti consente di incorporare filmati di valore all’interno e all’inizio delle tue landing page o pagine del sito/blog.

Questo accrescerà il tempo di permanenza medio in pagina, migliorandone la posizione sui motori di ricerca e aumentandone la visibilità e la probabilità di ricevere backlink, aumentando al contempo i tassi di conversione.

E tu? Sei pronto ad affrontare il 2022? Hai già pensato a come implementare e migliorare la tua strategia di marketing?

Come analizzare le keyword dei competitor?

Che cos’è un’analisi delle parole chiave della concorrenza?

Nel digital marketing, è fondamentale individuare, analizzare e monitorare le azioni dei propri concorrenti, in quanto i risultati che riuscirai a raggiungere potrebbero essere influenzati anche da quello che fa la concorrenza.

L’analisi dei competitor fa parte della keyword research e serve a comprendere come si posiziona la concorrenza, quali keyword utilizza per posizionarsi e come puoi superarli indirizzando più lead al tuo sito web.

Come eseguire un’analisi delle parole chiave della concorrenza

Il primo passo nella ricerca delle parole chiave della concorrenza è sapere come ti posizioni rispetto ai tuoi competitor, ovvero coloro che si classificano per lo stesso tipo di parole chiave del tuo sito web. Per trovarli, inizia con una semplice ricerca su Google. Scoprirai spesso che questi concorrenti hanno le più alte classifiche organiche e commerciali. Scegli le parole chiave principali più rilevanti per la tua attività per vedere chi sta dominando. Potresti essere sorpreso di vedere chi è in competizione con te per le tue stesse parole chiave!

Una volta individuate, organizza le keyword in Excel. Ciò significa che avrai bisogno di una strategia per organizzare i dati in modo che tutte le informazioni per ogni singola parola chiave siano chiaramente visualizzate nel foglio di calcolo. Ciò è particolarmente importante quando raccogli dati da più fonti, ad esempio se utilizzi sia Google Ads che Semrush.

Inizia esaminando e valutando accuratamente l’elenco delle parole chiave della concorrenza:

  • Controlla le parole chiave che condividi con i tuoi concorrenti ed elimina quelle che non hanno senso per la tua attività.

Per identificare rapidamente quali parole chiave sono più importanti di altre, quindi, devi eseguire un’analisi manuale delle parole chiave dei tuoi concorrenti e considerare la loro rilevanza, traffico organico e SERP attuali.

  • Rivedi le SERP per ogni parola chiave evidenziata e annota eventuali opportunità organiche o a pagamento che potresti aver perso e come potresti indirizzarle.

Dopo aver ristretto l’elenco delle parole chiave della concorrenza alle parole chiave più pertinenti o accessibili e aver esplorato tutte le opportunità di traffico organico tue e dei tuoi concorrenti, il passo successivo è incrociare i risultati organici con il traffico a pagamento dei tuoi concorrenti.

  • Presta particolare attenzione alle parole chiave per le quali i tuoi concorrenti si posizionano più in alto.

Osservare i contenuti che indirizzano la maggior parte del traffico verso i tuoi competitor è un ottimo modo per ottenere informazioni sulla loro strategia.

  • Identifica il “Keyword Gap”, ovvero seleziona le keyword per le quali non ti stai posizionando.

Per capire su quali tipi di contenuti concentrarti e definire meglio la tua content strategy, cerca di colmare il divario con contenuti che possono essere posizionati in modo da ottenere una fetta del traffico organico.

Tuttavia, per posizionarsi per tali query di ricerca è necessario migliorare la UX del tuo sito e lavorare anche sulla SEO.

Hai ancora dubbi sull’analisi competitiva? Hai bisogno di una consulenza personalizzata? Se sì, CONTATTACI! Ti aiuteremo ad elaborare la strategia di marketing più adatta al tuo settore e a far crescere il tuo business!

Come impostare workflow che convertono con la marketing automation

I workflow: la base delle logiche di automazione

I workflow, sono flussi di e-mail automatici in grado di raggiungere il cliente in base al suo comportamento, oppure anticipandolo per stimolare un’azione. Questo permette di risparmiare tempo e di sfruttare i dati che le piattaforme di Marketing Automation immagazzinano per personalizzare le e-mail inviate e tracciare in modo più preciso i risultati di ogni attività.

Un workflow è composto da:

  • Invio di un messaggio
  • Tempi di attesa tra un messaggio e l’altro
  • Trigger di ciascun messaggio

Ad esempio, possiamo definire dei flussi di messaggi automatici basati su trigger e risposte degli utenti che seguono percorsi diversi a seconda delle risposte degli utenti.

L’obiettivo di impostare workflow è coltivare il rapporto e accompagnare il destinatario alla conversione, qualunque essa sia.

10 esempi di workflow per la tua strategia di Marketing Automation

  • EMAIL DI BENVENUTO

Per accogliere gli utenti che si iscrivono alla tua newsletter, dopo averli ringraziati, puoi mostrar loro i prodotti o i contenuti più interessanti per loro, indicare i profili social o invitarli a contattarti se dovessero aver bisogno di ulteriori informazioni.

  • WORKFLOW BASATO SUI CONTENUTI

Questo workflow si attiva se qualcuno effettua il download del cosiddetto lead magnet, ovvero il contenuto scaricabile a seguito della compilazione di un form.

I lead magnet possono essere: infografiche, paper, case study, video-tutorial educazionali.

Sulla base dell’argomento del lead magnet si possono poi impostare una serie di email relative a quello stesso argomento, fino ad arrivare alla proposta finale di acquisto.

  • PROVA GRATUITA

Ogni prospect che richiede una prova gratuita è un contatto prossimo all’acquisto. Per questo motivo, vale la pena inviare subito una e-mail automatizzata per ringraziarlo e mantenerlo attivo. Ad esempio, si possono successivamente inviare e-mail con video-tutorial esplicativi, link con risorse utili, informazioni e guide che rendano l’esperienza migliore. In più, si possono chiedere dei feedback sulla sua esperienza d’uso e proporgli sessioni di formazione ed invitarlo ad apprendere meglio i vantaggi del prodotto o servizio che sta testando.

  • CARRELLO ABBANDONATO

Uno dei più classici e profittevoli esempi di e-mail marketing automation è proprio quello del carrello abbandonato. Anche in questo caso, si potrebbe incentivare all’acquisto attraverso un piccolo omaggio, proponendo la spedizione gratuita, o offrendo uno sconto.

  • EVENTO

Se stai organizzando un evento, o un webinar, è una buona idea utilizzare l’email marketing per inviare una comunicazione prima dell’evento e un’altra ad evento terminato a tutti gli iscritti. Questo ti aiuterà a mantenere alta l’aspettativa, infondendo un sentiment di attesa positiva e, a fine evento, riuscire a mantenere un dialogo con i partecipanti e proporre altre iniziative o l’acquisto di un prodotto o servizio.

  • ARTICOLI AGGIUNTIVI

Un’altra tattica molto efficace è inviare un messaggio alle persone che hanno già effettuato l’acquisto mostrando loro dei prodotti affini a quelli acquistati. Questo ti aiuterà anche a comprendere le esigenze e le preferenze dei tuoi utenti.

  • ACQUISTO RICORRENTE

Ai clienti che acquistano con una certa regolarità, si possono inviare delle mail che ricordino loro che le scorte stanno finendo e incentivarli a ripetere l’acquisto.

  • WORKFLOW PER UPSELLING

Ai clienti alto spendenti si possono proporre prodotti e servizi diversi. I wokflow possono essere utilizzati, in questo caso, per aggiornare o proporre offerte di valore superiore ai clienti esistenti, o proporre prodotti complementari in base a quello che hanno già acquistato.

  • RICHIESTA RECENSIONE O FEEDBACK

Invia un’e-mail al tuo elenco di contatti e chiedi loro un feedback sul tuo prodotto/servizio. Questo aiuterà ad avere un database dei tuoi referral, sarai in grado di determinare quali sono gli utenti più attivi e attirare nuovi e potenziali clienti.

  • FOLLOW UP PER CHI VISITA IL TUO SITO WEB

Se i pixel di tracciamento e conversione sono ben configurati sul tuo sito web, puoi impostare dei workflow e inviare contenuti ai lead in base alle pagine del sito web che hanno visitato e inviare loro tutte le informazioni utili per portare il lead a compiere il passo successivo.

Hai bisogno di una consulenza personalizzata? CONTATTACI

 

Customer Experience: 7 consigli per migliorarla

Customer Experience: cos’é

La Customer Experience può essere definita come una sequenza di interazioni che avvengono tra una persona e un brand lungo tutti i touch point che caratterizzano il Customer Journey e l’intero ciclo di vita del cliente. Queste interazioni generano impatti cognitivi, emotivi, comportamentali e sensoriali durante i quali avviene uno scambio di informazioni, dati e sensazioni. Tuttavia, non è sufficiente considerare i singoli touchpoint ma al contrario, occorre pensare alla Customer Journey come un’esperienza unica. Infatti la scelta di un brand, di un prodotto o di un servizio oggi non si basa più soltanto sulla qualità in sé del prodotto o del servizio erogato ma sul valore dell’esperienza percepita e vissuta dai clienti.

Perché la CX è diventata così importante?

Negli ultimi anni, la CX è diventata uno dei principali fattori di differenziazione competitiva. Pertanto le aziende devono assicurarsi che le loro strategie possano offrire interazioni personalizzate e soddisfacenti in ogni punto di contatto con il cliente.

Per questo motivo è necessario porsi alcuni quesiti. Le tue campagne di marketing rispondono ai desideri e bisogni dei tuoi clienti? Il tuo sito e-commerce è facile da navigare? Quanto è forte la tua strategia per servire sia i clienti B2B sia quelli B2C durante i processi di vendita e Customer Service?

Ricorda che la Customer Experience si basa sulle percezioni del cliente, dunque creare campagne di marketing coinvolgenti e incentrate sul cliente è fondamentale per attirare nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti.

Cosa fare per migliorare e garantire agli utenti un’ottima esperienza di navigazione?

7 consigli per migliorare la Customer Experience

  • Adotta una strategia omnichannel

La gestione sinergica dei vari punti di contatto (o touchpoint) e canali di interazione tra azienda e consumatore fa riferimento a tutti gli asset che sono a disposizione dell’azienda per costruire una relazione lungo il processo di acquisto (advertising, pre-vendita, pagamento e post-vendita). Possono essere fisici (retail, call center) oppure online (social media, mobile app, sito di e-commerce). La gestione integrata di questi punti di contatto è alla base di una strategia omnicanale.

  • Ottimizza il servizio clienti

L’obiettivo è saper rispondere alle mutevoli esigenze dei consumatori e riuscire a offrire al cliente ciò che sta cercando, ancora prima che lo desideri.

  • Personalizza la comunicazione verso i clienti

I clienti oggi si aspettano di ricevere servizi personalizzati e in linea con le proprie preferenze. Per questa ragione, è essenziale offrire prodotti e servizi che siano pertinenti alle esigenze e ai bisogni dei singoli consumatori che sentendosi apprezzate, saranno più fedeli nei confronti del brand.

  • Migliora la UX del tuo sito

Una navigazione semplice, veloce e intuitiva aiuterà i tuoi clienti a trovare immediatamente quello che cercano. Questo accrescerà il grado di soddisfazione dei tuoi clienti e si tradurrà, di conseguenza, in un migliore tasso di conversione.

  • Utilizza la sentiment analysis

La Sentiment Analysis può essere definita come l’attività concentrata ad analizzare ed ascoltare il web, al fine di capire l’opinione degli utenti in riferimento ad un prodotto o a un servizio. Questa analisi ti aiuterà a comprendere qual è la reputation dell’azienda e, contestualmente, porre le basi per attuare strategie di marketing più mirate.

  • Utilizza la Customer Journey Map

La customer journey map è il percorso che il consumatore compie e serve per capire come e cosa fa il cliente per interagire con l’azienda, il brand, i servizi e i prodotti attraverso i vari punti di contatto.

  • Misura la Customer Experience

La misurazione della Customer Experience è un passaggio fondamentale per misurare con precisione la soddisfazione per l’esperienza fornita al cliente. Senza di essa, non sarebbe possibile rilevare il grado di insoddisfazione dei tuoi clienti. Di conseguenza, una mancata misurazione della CX può comportare la perdita del cliente e una perdita economica.

Vantaggi

Una migliore CX genera una serie di vantaggi positivi, tra cui:

  • fidelizzazione dei clienti
  • riduzione dei costi di retention
  • riduzione del tasso di abbandono o churn rate

Vorresti migliorare la tua customer experience ma non sai come fare? CONTATTACI! Analizzeremo il tuo sito web e ti aiuteremo a ottimizzare i diversi punti di contatto per far sì che la customer experience diventi un punto di forza della tua azienda e un fattore distintivo rispetto ai tuoi competitor.

Raccontaci la tua idea,
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