5 trend per gli Ecommerce per il 2022

Ecommerce nel 2022: 5 trend

L’e-commerce si conferma essere forte protagonista, insieme a una costante digitalizzazione che ha visto un incremento di acquisti da mobile, sulle piattaforme social e attraverso comandi vocali. La presenza online delle aziende è destinata a crescere esponenzialmente, per questo motivo è importante interrogarsi sulle tendenze principali, sia dal punto di vista dei consumatori che da quello delle aziende.

Di seguito i 5 principali trend di e-commerce per il 2022:

1. Sostenibilità

Particolarmente vero tra il pubblico più giovane, l’attenzione alla sostenibilità è già una tendenza nel marketing e continuerà ad esserlo anche nel 2022. Molti brand stanno abbandonando la plastica, soprattutto quando si parla del packaging. Altre aziende hanno iniziato a includere informazioni sui prodotti sull’origine dei materiali e su come riciclarli.

2. Vintage, abbigliamento di seconda mano

Strettamente collegato alla sezione precedente, gli articoli up-cycling, vintage e di seconda mano stanno acquisendo sempre più popolarità. Infatti, negli ultimi anni le aziende che si sono concentrate specificamente sugli articoli di seconda mano come ad esempio Poshmark e Depop, due piattaforme leader focalizzate sull’abbigliamento di seconda mano, hanno visto una solida crescita. Inoltre, aziende come Ikea e Zalando stanno ampliando il loro inventario per includere articoli di seconda mano. Allo stesso modo, aziende di elettronica come Apple e Bestbuy, danno la possibilità di acquistare articoli ricondizionati, consentendo ai consumatori di scegliere tra una gamma più vasta di dispositivi a prezzi più accessibili. Gli e-commerce potrebbero trarre vantaggio da questa tendenza fornendo opzioni simili.

3. Social Commerce

L’esponenziale crescita degli ecommerce a cui abbiamo potuto assistere negli ultimi due anni ha condotto ad una rapida crescita del cosiddetto “Social Commerce” ovvero alla fusione di eCommerce e social media che permette ai consumatori di acquistare prodotti e servizi direttamente sulle piattaforme dei social network. Si presume dunque che questa tendenza continuerà ad essere protagonista anche del 2022. Sono tre i colossi Social che stanno attualmente dominando il Social Commerce: Facebook, Instagram e Pinterest ma anche TikTok sta implementando tutte le funzionalità legate all’acquisto in piattaforma e agli incentivi per l’uso business.

4. Fast delivery

Il servizio di consegna a domicilio è in rapida evoluzione. Dall’inizio della pandemia, le aziende hanno colto l’occasione per soddisfare la domanda dei consumatori di consegne a domicilio rapide e convenienti, ma gli sforzi non stanno ancora soddisfacendo i desideri dei consumatori. Le generazioni più giovani, i millennial e la generazione Z, si aspettano tempi di consegna più flessibili e più rapidi e le aziende si stanno impegnando per soddisfare le loro esigenze. Catene di approvvigionamento super ottimizzate, distribuzione e consegna assistita da software stanno già cambiando le regole del gioco nella consegna a domicilio e queste saranno le tendenze da tenere in considerazione nel corso dell’anno.

5. Commercio D2C

Con l’evoluzione dell’e-commerce, le aziende hanno iniziato a vendere direttamente ai consumatori, evitando così un gran numero di rivenditori e intermediari. Questo è noto come commercio D2C o “diretto al consumatore”.

L’idea delle vendite “dirette al consumatore” è cresciuta in popolarità negli ultimi cinque anni grazie alla possibilità di collegamento diretto attraverso negozi online, produttori e grandi grossisti. In effetti, è abbastanza comune per i grandi marchi abbandonare enormi piattaforme di trading come Amazon, perché hanno già il proprio negozio online. Ad esempio, Nike ha smesso di usare Amazon ed eBay perché ha già un proprio negozio. La vendita diretta al consumatore offre ai consumatori prezzi più bassi e maggiori profitti alle aziende, dunque non c’è dubbio che questa tendenza continuerà anche nel 2022.

Oltre a queste tendenze, ecco alcuni consigli per potenziare ulteriormente la tua attività di e-commerce:

  • Analizza il mercato per scoprire le tendenze del settore

Sfruttare alcune delle tendenze di cui sopra dipende innanzitutto dal riconoscere il modo in cui si relazionano alla tua attività e dall’essere in grado di sfruttarle. Studiare costantemente i mercati e il loro pubblico ti aiuterà a stabilire strategie migliori.

  • Studia la concorrenza

Per prosperare in qualsiasi attività, devi tenere d’occhio i tuoi rivali. Quali tendenze creative stanno abbracciando? Quali innovazioni stanno apportando? Quali sono gli elementi differenzianti?

  • Monitora le notizie e gli influencer del settore

Per essere sempre in vantaggio rispetto ai tuoi concorrenti, stai al passo con le tendenze emergenti, segui gli influencer del tuo settore e resta sempre aggiornato sulle ultime novità e trend del momento.

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LinkedIn Ads: come impostare campagne che convertono su LinkedIn

Perché utilizzare LinkedIn Advertising?

LinkedIn Ads si rivela particolarmente performante per le imprese B2B dal momento che il pubblico di LinkedIn è composto principalmente da professionisti che intendono connettersi, informarsi e trovare nuove opportunità di lavoro e di collaborazione. Tuttavia, anche nel caso in cui un’azienda B2c intenda promuovere un prodotto che aiuta la produttività o l’efficienza nella gestione dei processi, LinkedIn Ads potrebbe rivelarsi un valido strumento di promozione. L’attività di advertising condotta su questa piattaforma potrà aiutarti a raggiungere il pubblico giusto in un breve lasso di tempo, ma ricorda che per ottenere ottenere i risultati desiderati, è importante definire in modo chiaro ed esplicito gli obiettivi che si vogliono raggiungere e successivamente impostare un piano di advertising. Infatti, senza un’attenta pianificazione, l’attività svolta sui social media risulterà vana.

Ma come impostare una campagna di advertising su LinkedIn? In questo articolo ti spiegheremo brevemente i passaggi che dovrai seguire per impostare una campagna che converte, mettendo in evidenza le varie tipologie di annunci esistenti che è possibile attivare a seconda dell’obiettivo che intendi perseguire.

Come impostare una campagna di advertising su Linkedin?

LinkedIn rappresenta la piattaforma ideale per la pubblicazione di contenuti nel settore B2B per aumentare la brand awareness o fare lead generation. Per poter avviare una campagna su LinkedIn, è necessario disporre di una pagina aziendale, iscriversi a LinkedIn Campaign Manager e creare un account di fatturazione.

Per prima cosa, scegli l’obiettivo che intendi raggiungere con la tua campagna LinkedIn Ads:

  • Brand awareness: per migliorare il posizionamento del brand e far conoscere il tuo brand al target di riferimento
  • Website visits: per portare traffico verso il tuo sito aziendale o specifiche landing page
  • Engagement: per generare interazione sui tuoi contenuti o aumentare il numero di follower sulla tua pagina
  • Video views: per mostrare a più persone possibili i tuoi contenuti video
  • Lead generation: per spingere gli utenti a utilzzare dei form precompilati con i dati LinkedIn estrapolati dal profilo dell’utente che clicca l’ad
  • Website conversions: per indirizzare gli utenti verso il tuo sito web
  • Job applicants: per promuovere posizioni aperte o opportunità lavorative della tua azienda

L’algoritmo di LinkedIn non ha ancora raggiunto livelli di performance così elevati come quello di Facebook, per questo motivo destinare tutto il budget che hai a disposizione in campagne di brand awareness potrebbe non essere la scelta migliore o più economica per la tua azienda. Di conseguenza, è auspicabile scegliere un obiettivo più diretto, come per esempio le conversioni per il tuo sito web (website visits).

Tipologie di annunci

Tra le varie tipologie di annunci che LinkedIn mette a disposizione distinguiamo:

  • Contenuti sponsorizzati 

I contenuti sponsorizzati, noti anche come annunci nativi, mostrano il feed LinkedIn del tuo pubblico, indipendentemente dal fatto che stiano scorrendo su dispositivi mobili o desktop. LinkedIn etichetta questi annunci come “contenuti sponsorizzati”. Per questa tipologia di contenuto, puoi utilizzare caroselli di LinkedIn, immagini singole o annunci video.

  • Messaggi sponsorizzati

La messaggistica sponsorizzata (precedentemente nota come Sponsored InMail) ti consente di fare pubblicità direttamente ai membri di LinkedIn nella loro casella di posta. Ricorda: LinkedIn ha un limite al numero di membri che riceveranno un annuncio di messaggio sponsorizzato al mese. Ad esempio, un membro del tuo pubblico di destinazione non riceverà uno dei tuoi annunci più di due volte in un breve lasso di tempo. 

  • Annunci di testo

Gli annunci di testo vengono visualizzati lungo il lato superiore e destro del feed desktop di LinkedIn in base al Pay-per-click (PPC) o al costo per impressione (CPM).

  • Annunci dinamici

Gli annunci dinamici compaiono sulla destra del feed di LinkedIn e parlano al pubblico direttamente attraverso la personalizzazione. Quando un annuncio dinamico viene visualizzato nel feed di un membro, i suoi dettagli personali, come la foto, il nome del datore di lavoro e il titolo di lavoro, vengono riportati a loro volta. Tuttavia, se i membri trovano questi annunci un po’ troppo personali, possono modificare le impostazioni per nascondere questi dettagli. 

Budget

A seconda dell’obiettivo, della tipologia e della durata della campagna che intendi realizzare dovrai calcolare il budget che si è disposti a investire.

Potrai scegliere tra tre diverse opzioni:

  • CPC (costo per clic)
  • CPM (costo per impressione)
  • CPS (costo per invio) 

LinkedIn richiede un budget più elevato rispetto ad altri social da destinare alle Ads. La ragione per cui LinkedIn richiede costi più elevati può attribuirsi al fatto che il numero degli utenti presenti sulla piattaforma è di gran lunga inferiore al numero degli utenti su altri social network come ad esempio Facebook o Instagram. Di conseguenza, gli inserzionisti si contendono lo spazio per mostrare i propri annunci ad un numero limitato di utenti, facendo salire i prezzi. Infine, ricorda che se desideri che le tue LinkedIn Ads siano efficaci è necessario che la tua azienda abbia un corretto posizionamento su LinkedIn, non solo a livello di profilo e pagina, ma anche di contenuti e di relazioni. Infatti è importante coltivare relazioni che possano portare valore a te e alla tua azienda.

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Google Ads: come migliorare la pertinenza degli annunci

Che cosa significa pertinenza dell’annuncio?

La pertinenza dell’annuncio si riferisce al modo in cui Google definisce se una campagna pubblicitaria corrisponde all’intento di ricerca dell’utente. Se un utente cerca “scarpe da arrampicata” ma viene visualizzato un annuncio relativo a scarponi da montagna, tale annuncio non è pertinente per l’utente e probabilmente non farà clic su di esso. Il motivo per cui potrebbe apparire l’annuncio sbagliato a seguito di una ricerca specifica dell’utente, si può attribuire alle keyword che vengono utilizzate e al testo dell’annuncio. Dunque se la query di ricerca si trova direttamente nel titolo del tuo annuncio e se la pagina di destinazione post clic corrisponde all’annuncio, viene considerata pertinente. Più chiara è la connessione tra le tue parole chiave e il testo dell’annuncio, maggiore sarà la pertinenza dell’annuncio. Questo concetto è di fondamentale importanza dal momento che correggere i tuoi annunci e lavorare per aumentare attivamente il tuo punteggio di qualità ti aiuterà a mantenere basso il costo per clic.

Come migliorare la pertinenza dei tuoi annunci su Google Ads?

Google Ads opera su tre livelli, organizzati gerarchicamente:

  • Account: se utilizzi un prodotto Google, come Gmail, hai già un account. In caso di dubbi in merito, puoi consultare le linee guida di Google.
  • Campagna: puoi creare un account anche se non hai una campagna, oppure puoi aprire un nuovo account e impostare subito una campagna.
  • Gruppi di annunci: ti consentono di organizzare e indirizzare i tuoi annunci. Ciascun gruppo di annunci contiene uno o più annunci nonché le parole chiave che attiveranno tali annunci.

Puoi avere più gruppi di annunci in ogni campagna perché i gruppi di annunci rappresentano un ambito più piccolo e più specifico della tua attività rispetto all’intera campagna. Ad esempio, supponiamo che tu venda attrezzatura per sport da montagna e desideri impostare una campagna ad hoc per le scarpe da montagna. Potresti decidere di concentrarti su “scarpe da trekking” per il gruppo di annunci 1, “scarpe da arrampicata” per il gruppo di annunci 2, “scarponi da montagna” per il gruppo di annunci 3 e così via.

Se una campagna rappresenta una categoria della tua attività, come le scarpe da montagna in questo esempio, i gruppi di annunci rappresentano un insieme specifico di prodotti come “scarpe da trekking” o “da arrampicata”. Inutile dire che quando crei i tuoi gruppi di annunci devi prestare molta attenzione alle parole chiave che scegli.

Campagne, gruppi di annunci e parole chiave

Per fare in modo che il tuo annuncio appaia nei primi risultati di ricerca, devi avere ben chiaro la landing che vuoi che l’utente visiti quando crei ciascun gruppo di annunci. Ad esempio, un annuncio che ha come target la parola chiave “scarpe da arrampicata per bambini” dovrebbe portare a una pagina in cui sono disponibili per l’acquisto solo scarpe da arrampicata per bambini. Se ogni gruppo di annunci è strettamente tematico, puoi utilizzare il livello di campagna nel tuo account Google Ads per mantenere organizzati i tuoi gruppi di annunci. A livello di campagna, puoi anche gestire quanto stai spendendo per ciascuna categoria di attività e il rendimento dei tuoi annunci Google controllando il budget giornaliero e i target geografici e linguistici.

Ma come trovare le parole chiave perfette per i tuoi annunci Google? Seleziona le parole chiave per le quali desideri fare offerte e analizza il volume di ricerca e la difficoltà competitiva. Quindi, raggruppa organicamente le parole chiave che desideri scegliere come target e suddividile in sottogruppi. Una volta completata questa fase preliminare, avrai a disposizione un elenco generico di parole chiave. Ricorda che migliore è il tuo targeting, maggiore sarà la pertinenza dell’annuncio.

Analizza e ottimizza le keyword degli annunci

Come accennato in precedenza, la struttura dei gruppi di annunci e le parole chiave target precise possono fare la differenza per la pertinenza dell’annuncio.

Ecco i passaggi per analizzare il tuo elenco di parole chiave:

  • Rimuovi parole irrilevanti: articoli, congiunzioni e preposizioni
  • Scegli parole chiave a corrispondenza inversa: seleziona le parole chiave su cui non vuoi fare offerte
  • Rimuovi duplicati: utilizza il pulsante “rimuovi duplicati” per rimuovere le parole chiave presenti in più di un gruppo di annunci
  • Esplora i filtri: crea gruppi di annunci iper-concentrati selezionando filtri specifici

Tieni sotto controllo i costi identificando parole chiave troppo competitive per la tua campagna e tenendo sempre a mente l’obiettivo di ciascun gruppo di annunci. Consulta il rapporto sulle aste di Google Ads per scoprire con chi ti trovi di fronte a un’asta di Google Ads. Le parole chiave risultanti da tutto il lavoro svolto finora ti informano su cosa dovresti fare offerte e cosa dovresti includere nella tua copia dell’annuncio. Come abbiamo già detto, più chiara è la connessione tra le tue keyword e il testo dell’annuncio, maggiore sarà la pertinenza dell’annuncio.

5 consigli per migliorare la pertinenza dei tuoi annunci

1. Controlla l’intento dell’utente

Verifica manualmente se il testo dell’annuncio corrisponde all’intento di ricerca dell’utente in base alla ricerca delle parole chiave. Se riscontri un disallineamento, sposta le parole chiave non corrispondenti in un altro gruppo di annunci in cui possono essere implementate in testi pubblicitari più pertinenti.

2. Assegna a ciascun gruppo di annunci un singolo argomento

Nella maggior parte dei casi, il motivo per cui i professionisti del marketing riscontrano una scarsa pertinenza degli annunci è che i loro gruppi di annunci non sono sufficientemente mirati, dunque è sempre meglio attenersi a un solo tema di parole chiave per gruppo di annunci.

3. Inserisci le parole chiave dove pertinenti

Assicurati di ottimizzare la tua copia dell’annuncio per la pertinenza. Inizia incorporando la tua parola chiave principale nel titolo e successivamente spostati sulle parole chiave secondarie e modifica il corpo del testo pubblicitario e il campo del percorso, che è la parte dell’URL di visualizzazione visibile negli annunci di testo espansi. Infine, ricordati di includere una CTA alla fine della copia dell’annuncio.

4. Cura la pagina di destinazione

La pertinenza dell’annuncio è fortemente influenzata dal punteggio di qualità. Puoi influenzare attivamente il punteggio di qualità curando la pagina di destinazione collegata al tuo annuncio e assicurandoti che entrambe corrispondano all’intento. In altre parole, il messaggio del testo pubblicitario deve corrispondere al contenuto della pagina di destinazione. Inoltre, la corrispondenza con l’intento della ricerca aggiunge credibilità alla tua attività, poiché dimostra che non stai cercando di ingannare l’utente per ottenere un semplice clic.

5. Monitora il rendimento degli annunci

Infine, monitora il tuo account Google Ads e controlla periodicamente i tuoi annunci.

Se seguirai i nostri suggerimenti, riuscirai ad aumentare la pertinenza degli annunci delle tue campagne Google Ads. Ma ricorda: non esiste una strategia valida per tutti, l’obiettivo è creare la campagna pubblicitaria che funziona meglio per te e il tuo target di riferimento.

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Social Selling Index: cos’è e perché è importante

Il Social Selling Index: cos’è

Per capire se il tuo profilo LinkedIn è ottimizzato ed efficace, puoi verificare il punteggio che LinkedIn attribuisce alla tua presenza online attraverso il Social Selling Index, un indicatore che stima la qualità del tuo profilo e della tua presenza su LinkedIn.

Il Social Selling Index si compone di quattro parametri ai quali viene assegnato un punteggio parziale che va da 0 a 25, la somma dei quattro punteggi concorre al valore finale di questo indice. 

Perché è importante mantenere un alto SSI?

Conoscere le funzionalità, le modalità di utilizzo e le azioni necessarie per aumentare il SSI è fondamentale per capire come migliorare la propria attività su LinkedIn. Se si seguono le linee guida di LinkedIn relative al SSI appare infatti evidente come mantenere alto questo indice possa portare a cogliere maggiori opportunità all’interno del social, in particolare per aumentare il numero di contatti del tuo profilo, trovare esperti nel tuo settore, interagire con loro e costruire una rete di collegamenti reattivi.

Le componenti del Social Selling Index

Di seguito i quattro valori parziali che concorrono a formare il valore finale di questo indice: 

1) Completezza del profilo 

Il profilo LinkedIn è composto da più sezioni che possono essere compilate e modificate nel tempo. Inserisci informazioni di contatto chiare e spiega i servizi che offri in modo sintetico e veritiero. La foto del profilo deve essere recente, professionale e deve avere uno sfondo neutro, non caricare selfie e fai in modo che la foto sia in alta risoluzione. Una parte importante del tuo profilo è rappresentata anche dalla headline: inserisci le giuste keyword per indicizzare il tuo profilo e cerca di comunicare la tua USP. Infine, elenca le tue esperienze professionali in ordine temporale, riporta le tue competenze e chiedi a chi ha collaborato con te di rilasciarti delle referenze.

2) Utilizzo degli strumenti di ricerca

Il motore di ricerca interno di LinkedIn può essere utilizzato per ordinare i risultati in due modi: per “persona” o per “offerte di lavoro”. Per le “query” viene utilizzato un algoritmo sviluppato ad hoc che ordina i risultati che si ottengono quando si cercano persone o aziende sulla piattaforma e può aiutare concretamente a trovare potenziali contatti e nuovi clienti.

3) Condivisione degli aggiornamenti 

Per aumentare l’interazione è importante interagire e dimostrare interesse verso ciò che i tuoi collegamenti pubblicano. Commenta e interagisci attraverso commenti pensati e costruttivi, utilizza i post pubblicati su LinkedIn come spunto per motivare le richieste di collegamento oppure per avviare conversazioni in privato.

4) Creazione di interazioni e costruzione della rete 

Per richiedere un collegamento e avviare una conversazione più reale LinkedIn suggerisce di utilizzare la messaggistica interna. In questo modo sarà più semplice entrare in empatia con i tuoi contatti, espandere la tua rete di collegamenti e sviluppare relazioni concrete. 

In definitiva, il Social Selling Index è un punteggio indicativo che consente di orientarsi meglio su LinkedIn e capire quali azioni intraprendere per migliorare la propria attività online. Per calcolare il proprio SSI, è sufficiente collegarsi al sito https://business.linkedin.com/sales-solutions/the-social-selling-index e cliccare “Get your score free”. Tuttavia, la propria attività non può essere ridotta semplicemente a un numero o a una percentuale ma se si intende davvero emergere sui social è importante creare contenuti di valore ed essere in grado di costruire relazioni durature.

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SEO negativa: cos’è, come contrastarla

Che cos’è la SEO negativa?

La SEO negativa è un insieme di attività volte a diminuire il posizionamento del sito di un concorrente nei risultati dei motori di ricerca. Queste attività possono includere la creazione consapevole di spam, collegamenti innaturali al sito, lo scraping dei contenuti e persino l’hacking di un sito. La SEO negativa è un argomento controverso nella SEO. Se ne sente parlare molto, ma come si fa a sapere se qualcuno sta cercando di danneggiare il tuo posizionamento nella SERP? Come riconoscere un attacco di negative SEO? 

Tipologie di attacchi

Esistono varie forme di SEO negativa, in questo articolo parleremo di quelle che vengono più comunemente utilizzate:

1. Hackerare il sito web

Quando un sito web viene hackerato, le prestazioni SEO ne risentono negativamente.  Se l’hacking porta ad una concreta perdita di visibilità sui motori di ricerca, allora si può considerare di aver subito un attacco da negative SEO.

2. Creare backlink con testi anchor spam che puntano al sito web

Tra i mezzi più utilizzati per generare link negativi si annoverano: link farm, software automatici, PBN (public blog network, reti di blog pubbliche). Tuttavia, la maggior parte dei siti web può considerarsi completamente al sicuro dagli attacchi SEO negativi. Google è in grado di intercettare esplosioni di backlink spam, quindi è improbabile che questi tipi di attacchi influenzino il tuo ranking. Inoltre, un singolo link di spam (anche se è esteso a tutto il sito) non sarebbe in grado di influenzare le classifiche di un sito, indipendentemente da quanti link di qualità avessi in precedenza. Ecco perché la SEO negativa in genere implica collegamenti da un gruppo di siti o link farm, ovvero un hub di siti web interconnessi.

3. Eseguire lo scraping dei contenuti di un sito e creare dei duplicati

Un’altra tecnica SEO negativa è la falsificazione di contenuti duplicati. La pratica dello scraping si basa sul creare duplicati dei siti web o di parte dei loro contenuti, copiarli su altri siti e diffonderli sul web.

4. Postare recensioni negative false 

Ricevere recensioni negative può avere una pessima influenza sul posizionamento nei motori di ricerca locali e, purtroppo, sono uno dei metodi più utilizzati dai concorrenti per ostacolare l’attività e il ranking di un sito web. Per questo motivo dovresti sempre tenere monitorato il tuo profilo Google My Business. Le recensioni false violano la policy di Google, secondo la quale “non si dovrebbero mai pubblicare recensioni per conto di altri o travisare la propria identità e riportare false affermazioni sul luogo che si sta recensendo.”

5. Inviare richieste di rimozione false ai webmaster e rimuovere backlink

Per influenzare le tue posizioni nelle SERP, un’altra tecnica utilizzata consiste nel fingere di essere te o un’agenzia che agisce a tuo nome ed entrare in contatto con i webmaster chiedendogli di rimuovere i link che puntano al tuo sito.
Queste sono le tattiche più comuni per quanto riguarda gli attacchi di negative SEO. Ad ogni modo, se dovesse verificarsi un evidente calo nel ranking, prima di pensare di aver subito un attacco da negative SEO dovresti verificare alcune condizioni:
  • Un aggiornamento nell’algoritmo di base di Google.
  • L’esclusione dal filtraggio algoritmico di Google.
Fai in modo che i contenuti del tuo sito web siano sempre ottimizzati, coinvolgenti e orientati all’utente e controlla i tuoi backlink perché potresti già avere un profilo di backlink che i filtri di Google potrebbero considerare spam (contenenti link innaturali).
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Business Suite, l’app di Facebook per gestire gli account aziendali su Facebook, Instagram e Messenger

Facebook questa mattina ha lanciato Facebook Business Suite, una nuova app pensata per rendere più semplice per le aziende gestire le proprie pagine e profili su Facebook, Instagram e Messenger in un’ unica piattaforma.

Facebook Business Suite offre l’opportunità di redigere e pianificare i post dei feed sia per Facebook che per Instagram, visualizzare gli approfondimenti e creare annunci.

Come utilizzare la nuova app

Per utilizzare la nuova app, le aziende dovranno prima collegare i propri account aziendali Facebook e Instagram, una volta effettuato l’accesso a Facebook, è possibile accedere alla Business Suite sul desktop su business.facebook.com.

Su dispositivi mobili, gli utenti dell’app Pages Manager esistente vedranno invece un’opzione per partecipare a Business Suite. L’app sarà disponibile anche come download autonomo sia per iOS che per Android.

All’interno di Business Suite, direttamente nella schermata principale, si potranno vedere avvisi critici, messaggi, commenti e altre attività che si svolgono su Facebook e Instagram, potranno anche impostare risposte personalizzate per rispondere alle richieste comuni dei clienti.

L’app offre strumenti per la creazione e la pianificazione di post per Facebook e Instagram ed i relativi insights.

Le opportunità per le aziende

Le aziende possono visualizzare la portata, il coinvolgimento e le prestazioni dei loro post su Facebook e Instagram, possono anche scegliere di creare un annuncio per aumentare il coinvolgimento e far crescere il loro pubblico, se necessario.

Facebook afferma che inizialmente sta costruendo Facebook Business Suite per rispondere alle esigenze delle piccole imprese, poiché molti sono stati costretti dalla pandemia a trovare nuovi modi per raggiungere i clienti e vendere online.

Tuttavia, il piano a lungo termine consiste nel creare una serie di strumenti che possano essere utilizzati da tutte le aziende, comprese quelle più grandi.

Prossimamente Business Suite si espanderà anche per includere WhatsApp.

I sondaggi

In relazione alla notizia, Facebook ha pubblicato due sondaggi che offrono approfondimenti sulle tendenze delle piccole imprese.: il primo, il Global State of Small Business Report mensile , prodotto in collaborazione con la Banca Mondiale e l’OCSE, ha rilevato che le aziende che realizzano più del 25% delle vendite online hanno maggiori probabilità di registrare vendite più elevate quest’anno e hanno meno probabilità di avere licenziati.

Il secondo studio descrive in dettaglio l’impatto del COVID-19 sui modelli di acquisto dei consumatori e sull’uso degli strumenti digitali.

Quasi la metà degli intervistati ha affermato di aver speso più soldi online in generale dallo scoppio dell’epidemia e il 40% ha aumentato l’uso dei social media e della messaggistica online per consigli su prodotti e attività commerciali, afferma Facebook.

Naturalmente questi rapporti abbastanza ottimistici sullo stato delle piccole imprese nel mezzo della pandemia non forniscono un quadro completo della situazione.

Negli Stati Uniti, ad esempio, Yelp riferisce che il 60% delle attività commerciali statunitensi che hanno chiuso a causa di COVID-19 non riaprirà.

Ad agosto, 163.735 aziende statunitensi hanno chiuso dall’inizio della pandemia, afferma il rapporto, con un aumento del 23% da metà luglio.

Queste chiusure potrebbero avere un impatto anche su Facebook, poiché la maggior parte degli inserzionisti di Facebook sono piccole e medie imprese.

Ma la natura globale di Facebook lo protegge. Anche se gli Stati Uniti perdono più piccole imprese a causa della cattiva gestione della pandemia, ci sono molti più inserzionisti al di fuori degli Stati Uniti a cui Facebook attinge.

Il futuro di Facebook Business Suite

Facebook afferma che la Business Suite verrà implementata gradualmente durante il mese di settembre.

L’app si unisce a molte altre offerte di Facebook oggi per i suoi clienti aziendali, tra cui Facebook Pages Manager, Facebook Analytics e Facebook Ads Manager.

Attenzione però che Facebook rileva che la sua nuova Business Suite non è attualmente progettata per servire coloro che utilizzano Ads Manager.

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12 tendenze Social Media da seguire nel 2020

I social media senza dubbio sono destinati ad essere grandi protagonisti per il 2020 e costituiranno un solito asset per le attività di web marketing e advertising. Scopriamo allora le 12 tendenze importanti che Entrepreneur suggerisce di tenere sotto controllo.

1. Addio al pulsante like su Instagram

Instagram ha deciso di fare un test in alcuni stati togliendo il tasto “like”: gli utenti non saranno più in grado di vedere il numero di “mi piace” che ottengono altri post su Instagram, anche se potranno ancora vedere i likes sui propri post.

L’obbiettivo pare essere quello di contrastare i falsi influencer o mi piace fittizi e ridimensionare quindi la portata dei brand.

La scomparsa di questo tasto, però, suggerirà necessariamente un nuovo tipo di approccio da parte di aziende e influencer che dovranno trovare un altro sistema per misurare il proprio successo.

2. Metriche di vanità? No, grazie

In realtà la scomparsa del tasto like su Instagram si inserisce in una politica ben più ampia che mira a de-enfatizzare le cosiddette metriche di vanità. Gli esperti di marketing ipotizzano che per il prossimo futuro si dovrà puntare sulla qualità delle interazioni e sui reali interessi degli utenti.

3. Il successo del video story content

I contenuti continueranno ad essere importanti anche nel 2020 ma considerando che la visione e la condivisione di video arriverà a ricoprire circa l’80% degli scambi online, per i prossimi 12 mesi la tendenza sarà quella di puntare sullo storytelling dei video che diventeranno una forma di comunicazione sempre più importante.

I brand dovranno puntare sempre di più sui video e catturare l’attenzione degli utenti fin dai primi secondi del filmato, impresa certo non tra le più facili!

4. TikTok grande protagonista

A testimonianza dell’importanza dei video c’è il successo che nell’ultimo periodo ha avuto un social network come TikTok per la condivisione di piccoli filmati. Piattaforme come questa spopoleranno anche nel 2020 soprattutto se si prende in considerazione un target molto interessante come quello della Generazione Z.

5. Segmentare il pubblico dei social media

La segmentazione del pubblico è una tendenza che diventerà sempre più importante per i social media. Costruire messaggi ad hoc che vadano a colmare gli interessi del proprio pubblico di riferimento diventerà la chiave di successo per tutte quelle aziende che vorranno davvero puntare sulla comunicazione attraverso i social network.

6. La personalizzazione del video marketing

Non si personalizzeranno solo i contenuti testuali ma anche quelli video, vista la crescente importanza che questo strumento di comunicazione acquisterà nel 2020. Facebook, Instagram e Snapchat, stanno già spingendo i brand a produrre contenuti video tramite Story Ads, che raggiungono performance più elevate rispetto agli annunci tradizionali.

Anche Twitter sta promuovendo video annunci di 6 secondi, non tralasciare questo canale per promuovere prodotti o servizi.

7. Integrazione fra shopping e social network

Una tendenza molto importante del 2020 sarà quella della perfetta interazione fra i social network e le piattaforme di e-commerce. Gli utenti nell’ultimo decennio si sono abituati a conoscere i nuovi prodotti proprio attraverso gli influencer e le piattaforme di condivisione, ma nei prossimi dodici mesi saranno sempre più numerosi quelli che potranno acquistare i prodotti preferiti senza mai dover uscire dal proprio profilo social.

8. W le interazioni private!

Crescerà l’attenzione verso la privacy e questo spingerà le persone a preferire sui social network i gruppi chiusi, nei quali effettivamente scambiarsi opinioni e trovare informazioni su determinati argomenti.

9. Connessioni sì, ma significative

Il pubblico sarà sempre meno disposto ad interagire con i marchi se queste interazioni sono generiche e non personalizzate sugli interessi degli utenti.

I brand dovranno quindi investire sui sistemi di messaggistica diretta o sulla creazione di community rilevanti attorno al brand per conquistare i clienti.

10. Informazioni reali per conquistare gli scettici

Nel 2020 e negli anni successivi riusciranno ad aumentare le vendite solo quei brand che forniranno informazioni reali ai propri utenti, approfondimenti sul prodotto o servizio da parte dei dipendenti anche e soprattutto con l’ausilio dei video.

I clienti diventano via via sempre più scettici e sanno distinguere la mera pubblicità dai contenuti realmente informativi.

11. La rivincita dei micro-influencer

Il fenomeno degli influencer da milioni di follower nel 2020 è destinato a ridimensionarsi poiché le aziende prediligeranno i micro-influencer, quelli che hanno un seguito minore ma sono in grado di influenzare la propria nicchia di seguaci.

I maggiori investimenti dei brand si concentreranno proprio in tal senso.

12. Fidelizzare attraverso i social network

I social network saranno per le aziende sempre meno un luogo nel quale fare marketing e pubblicità ma sempre di più lo strumento per iniziare una vera connessione con il proprio target di riferimento, così da riuscire a fidelizzarlo in maniera indissolubile.

Parole chiave per le aziende sono mostrare il lato umano del brand e aumentare la trasparenza del proprio rapporto con il pubblico e con gli utilizzatori del prodotto o servizio.

Ecco che per qualsiasi azienda diviene importante fare tesoro delle ultime tendenze sui social media per sfruttarne le potenzialità per la propria attività di marketing.

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SIC Ticino, Corso di formazione web marketing. In arrivo la seconda edizione

A gennaio 2019, presso il Centro professionale commerciale di Lugano, comincerà la seconda edizione del Corso di Operatore di Progetti Digital & Social Media Marketing, il corso di web marketing organizzato dalla Società degli impiegati del commercio (SIC) del Canton Ticino e curato interamente da Digitools.

Forte del successo della prima edizione, Digitools è stata chiamata nuovamente a organizzare la seconda edizione del prestigioso corso di formazione professionale di web marketing con l’obbiettivo di formare professionisti del settore della comunicazione competenti sia dal punto di vista teorico che pratico.

Esercitazioni pratiche e project work

Le esercitazioni pratiche, in particolare, sono uno dei punti di forza di questo corso di web marketing. La loro organizzazione è infatti ritenuta fondamentale per fornire agli studenti delle capacità operative che permettano loro di inserirsi facilmente nel mondo del lavoro.

Alcune ore del corso saranno pertanto dedicate allo sviluppo di un project work reale e concreto, che riguarderà un’azienda del territorio ticinese.

In particolare, il programma formativo prevede:

  • l’individuazione degli obiettivi di business che si vogliono raggiungere tramite i canali digitali;
  • l’individuazione dei canali digitali più consoni e dei contenuti da veicolare;
  • la pianificazione di un piano editoriale per ciascun canale;
  • la creazione materiale dei contenuti (testuali e creativi);
  • la realizzazione delle campagne pubblicitarie.

Più di 160 ore di formazione

Il corso partirà a gennaio 2019 per terminare a settembre 2019 e conterà di più di 160 ore di formazione, di cui circa un quarto dedicate al project work.

Le prime lezioni saranno volte a fornire nozioni di base sulla comunicazione e sul marketing tradizionale, in quanto propedeutiche ai successivi approfondimenti sul tema principale del corso di web marketing.

Seguiranno poi le core lessons dedicate allo studio approfondito di:

  • Social Media;
  • scrittura di contenuti per il web;
  • SEO;
  • pubblicità sui motori di ricerca e sui Social Network;
  • e-mail marketing;
  • insight e analytics.

Verrà spiegato anche il funzionamento di WordPress, sistema di gestione dei contenuti fondamentale per realizzare e amministrare siti Web e blog.

Infine, un modulo sarà dedicato anche al video making per il Web, in quanto i video sono diventati (e lo saranno sempre più) una tipologia di contenuto diffusissima e imprescindibile in qualsiasi strategia di web marketing.

Premiazione degli studenti alla conclusione della prima edizione del corso
Premiazione degli studenti alla conclusione della prima edizione del corso

I docenti del corso

La squadra dei docenti che terranno le lezioni del corso sarà formata da professionisti del settore con numerosi anni di esperienza alle spalle, di modo che possano trasmettere il loro valore e le loro conoscenze agli studenti.

Il responsabile e coordinatore del corso sarà Paolo Ramazzotti, titolare di Digitools ed esperto di digital marketing e di web analytics.

A chi è rivolto il corso?

Il corso di formazione in web marketing si rivolge a professionisti che desiderano acquisire importanti conoscenze nel campo del marketing digitale e giovani che progettano la propria carriera lavorativa nel settore del digital.

Le iscrizioni per il corso del 2019 sono chiuse. Prossimamente verranno fornite informazioni riguardanti il corso 2019/20.

Corso di Operatore Digital e Social Media Marketing @SIC Ticino

Il 17 Ottobre 2017 è iniziato il corso di Operatore Digital e Social Media Marketing presso la sede di Gastroticino a Lugano.

Il programma consta di diverse aree formative e di verifiche intermedie, oltre che della realizzazione e presentazione di un project work che verrà presentato alla commissione esaminatrice alla fine del corso, per la valutazione degli studenti.

Il master è stato organizzato dalla Società degli impiegati del commercio – Sezione Ticino in collaborazione con Digitools, GastroTicino e Netcomm Suisse, sotto il coordinamento didattico di Paolo Ramazzotti.

Il corso in Digital e Social Media Marketing si pone l’obiettivo di formare in modo pratico ed efficace i professionisti del settore, fornendo competenza e autonomia nella gestione di progetti di marketing online.

Gli sbocchi professionali che può offrire il corso sono molteplici, sia per chi vuole ricoprire ruoli di operatore di progetto, sia a chi vuole poi continuare il percorso di formazione per ambire a ruoli più strategici e manageriali.

I temi affrontati saranno eterogenei e di estrema attualità: dalle strategie di web marketing (ad es. ottimizzazione per i motori di ricerca, email marketing, pubblicità sui motori di ricerca) alle tattiche più nuove ed avanzate (ad es. social media management, pubblicità sui social media, remarketing).

A fianco del tradizionale programma formativo ci saranno anche apposite sessioni dedicate all’apprendimento degli strumenti e delle strategie per la realizzazione di foto e video per il web, a quale tecnica e attrezzatura utilizzare in funzione del proprio programma di comunicazione online.

Lo staff dei formatori è composto da professionisti del settore che, grazie alla loro esperienza, sapranno sicuramente fornire agli studenti contenuti di alto valore ed esperienze pratiche e indicazioni strategiche utili per il loro bagaglio culturale.


Il percorso formativo è arricchito dalla creazione di una piattaforma digitale alla quale gli studenti potranno accedere oltre che per scaricare le slides del corso anche per comunicare con i docenti e fare eventuale richieste di chiarimento o domande sugli argomenti trattati.

Il corso si svilupperà in tre aree didattiche, denominate ”Progettare”, ”Attuare” ed ”Analizzare” alla fine delle quali ci saranno verifiche intermedie.

Terminate le tre fasi partirà la sessione cruciale del corso, quella dedicata al Project Work, grazie alla quale gli studenti si misureranno su progetti di comunicazione digitale, lanciati dalle Aziende partners.

I project works verranno presentati alla fine della sessione finale e costituiranno elementi di valutazione da parte della commissione d’esame.

Al termine del corso i partecipanti sosterranno l’esame per l’ottenimento del certificato di perfezionamento professionale di Operatore di progetti digital e social media marketing rilasciato dalla Divisione della formazione professionale del Cantone Ticino.

 

Nel 2016 l’impronta web di Instagram ha sorpassato Twitter

Secondo un’analisi di Similartech effettuata su circa 1 milione di campioni, il numero di siti che hanno che hanno pubblicato i post o i widget di Instagram hanno superato quelli che hanno incorporato i medesimi di Twitter.

L’analisi ha riguardato siti di brand, di editori e di siti di ecommerce ed ha evidenziato che il sorpasso è avvenuto nell’ultimo quadrimestre del 2016.

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